19 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Maggio 2021 alle 15:58:30

Cronaca News

Il blitz della Finanza, il ruolo dei quattro “collaboratori” del capo

Il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Taranto
Il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Taranto

Nella operazione condotta dalla Guardia di Finanza i tarantini arrestati sono il quarantenne Michele Cicala, il trentaquattrenne Claudio Romano, il trentasettenne Marco Aria, il quarantaquattrenne Pietro Buscicchio e il quarataquattrenne Michele Schinaia. Arrestati anche il napoletano Maurizio Giannicola, il materano Andrea Lopiano, i salernitani Massimo Petrullo, Alfonso e Antonio Siano. Secondo l’accusa Michele Cicala capo dell’associazione, sovrintendeva allo svolgimento di tutte le attività criminose e provvedeva alla spartizione dei proventi illeciti secondo l’apporto prestato da ciascun sodale, destinando parte degli stessi alle famiglie di detenuti e reimpiegandone altra parte in nuove attività economiche avvalendosi di società fittiziamente intestate a terzi, dirimendo controversie interne o esterne all’organizzazione, prestando il proprio vincolante consenso alle spedizioni punitive e interfacciandosi in prima persona nelle trattative con altri gruppi crimimali.

Claudio Romano, uomo di massima fiducia di Michele Cicala, aveva il compito di affiancarlo nelle decisioni riguardanti l’operatività del gruppo, di sostituirlo nella gestione delle attività commerciali in sua assenza, di detenenere anche le armi a disposizione dell’associazione. Pietro Buscicchio e Marco Aria, affiancavano Cicala nella gestioone dei rapporti con altri gruppi criminali, nella gestione del deposito di carburanti ubicato a Ginosa, nella gestione delle fasi di riscossioni dei corrispettivi per la vendita dei falsi libretti Uma, nonchè nella gestione amministrativa e contabile delle società fittiziamente intestate a terzi e infine nel gestire l’acquisizione di informazioni in ordine ad indagini in corso a carico dell’associazione da parte di infedeli appartenenti alle forze dell’ordine. Michele Schinaia, cugino di Michele Cicala, titolare di partecipazioni e cariche amministrative nelle compagini societarie di fatto gestite da Cicala, assicurava la tutela fisica del capo partecipando, inoltre, alla spedizioni punitive.

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