13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

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Bici e piste ciclabili, una rivoluzione anche per Taranto

foto di La stazione di bike sharing ai Giardini Virgilio
La stazione di bike sharing ai Giardini Virgilio

A Taranto accadeva soltanto di domenica o nel giorno festivo oppure, e non raramente, quando il livello delle polveri sottili superava la soglia e veniva imposto il blocco del traffico. Nelle scorse festività pasquali le biciclette hanno invaso la città. Letteralmente. E dico meglio: finalmente! Grazie alla lungimiranza dell’attuale amministrazione comunale, guidata da un giovane e promettente sindaco, Rinaldo Melucci. Certo, non abbiamo la ragnatela di piste ciclabili già presente da tempo memorabile in contesti urbani nazionali e internazionali :dalle inarrivabili Copenaghen e Amsterdam, che guidano la lista della città “più ciclabili” del Continente a Times Square negli Usa, dove si possono vedere, tutti i giorni, giovani e anziani, lavoratori e studenti che le utilizzano.

Da quando, nel 2009, l’ “incrocio del mondo”, simbolo di New York, è stato chiuso alle auto, merito dell’assessore ai Trasporti, sono state create una serie infinita di piste. Né siamo avvicinabili a città francesi, che invero stanno sempre più scaldando i muscoli. E neppure ai commuters londinesi su due ruote, che non li ferma più nessuno. Il primo passo, decisivo, nella nostra citta, è stato comunque fatto e va rimarcato. La bici sta confermandosi mezzo estremamente moderno, proiettato verso il futuro: un “nuovo umanesimo” come lo configura Marc Augé che può giocare un ruolo decisivo nella battaglia per la salvaguardia della Terra di fronte al disastro ecologico globale. La bicicletta, canta Paolo Conte, è una «silenziosa velocità» che «si declama come una poesia per volare via». E non solo. È una protesi rivoluzionaria.

È rapidità e lentezza, mezzo di spostamento e veicolo di svago: in questa doppia natura risiedono il mistero e il fascino che ne hanno fatto un oggetto di culto, per intellettuali, scrittori, artisti e musicisti. L’immagine della bici (come tante altre cose) è cambiata nella società. Status symbol del tempo libero delle classi agiate alla fine dell’Ottocento diventa il mezzo di locomozione più diffuso nelle metropoli industriali del primo Novecento. I futuristi l’ammirano perché entra nell’immaginario della velocità, i bersaglieri la usano al fronte, le staffette partigiane l’hanno utilizzata per consegnare messaggi di e per la libertà. Gino Bartali, vincendo il Tour, riporta serenità in un Italia pronta a scendere in piazza. Nell’immediato dopoguerra costituisce il mezzo esistenziale di tanti lavoratori. Oggi può essere un “farmaco” per scoprire una esistenza ecologicamente corretta. È soprattutto un farmaco per stare bene in salute. A Strasburgo la bicicletta è prescritta al posto dei farmaci con tanto di ricetta medica. Nella città alsaziana l’amministrazione comunale ha finanziato un progetto per promuovere ore di pedalate con l’obbiettivo che vengano anche rimborsate dalle casse sanitarie nazionali.

Una rinnovata attitudine verso la pedalata potrà, in prospettiva, attraversare Taranto: con l’obiettivo di trasferire sul sellino, entro breve tempo, il 40 per cento (?!) degli spostamenti quotidiani, effettuati in città per motivo di lavoro o di studio o di altro ancora. Senza affatto escludere l’attività di community dedicate alla segnalazione di itinerari ciclabili, la valorizzazione di percorsi già esistenti (la Circumarpiccolo, che costeggia tutto il seno di levante del Mar Piccolo, tra dolci colline e saliscendi, e abbraccia con percezioni policromatiche e con emozioni intense) a finire con progetti di vie cicloturistiche inimmaginabili. E non basta. È anche la “metafora della vita”: la bici deve sempre andare avanti per restare in equilibrio (Riccardo Barlaam Tutte le salite del mondo, Ediciclo, 2014). Ecologica (e altro), la bici si profila supertecnologica: è l’incontro virtuoso tra tradizione, design e tecnologia. Che bella! Un piccolo terremoto è in arrivo nel meraviglioso mondo delle due ruote sia per il boom della bici elettrica, il cui mercato corre a doppia cifra, con grandi gruppi, come BMW, che producono bici a pedalata assistita, sia per l’arrivo di bici dotate di Abs e di cambio automatico, capaci di integrarsi nell’Internet delle cose, di tramettere dati. E quant’altro.

Avere una bici è veramente cool! Invero come tutti i veri rinnovamenti, andare in bicicletta a Taranto significa guardare a una conquista culturale: i tarantini non deludono se credono nella giustezza della novità proposta. Non serviranno buoni consigli, si richiedono soltanto esempi virtuosi.

Cosimo Laneve

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