15 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Cronaca News

«Bilancio di previsione del Comune di Taranto, nessun confronto con le associazioni»

foto di Il Palazzo di Città di Taranto
Il Palazzo di Città di Taranto

«Abbiamo appreso dalla stampa dell’approvazione del bilancio di previsione 2021-2023 da parte del Consiglio comunale di Taranto. Siamo rimasti basiti dall’assoluta mancanza di confronto collegiale con le associazioni di categoria e le associazioni dei consumatori, come invece avvenuto negli anni passati. Un clamoroso passo indietro, un metodo sbagliato che non mette in condizione il mondo produttivo che rappresentiamo di interagire con il Comune, proprio in questo momento dove è necessario confrontarsi su misure e detrazioni volte a contenere gli effetti della crisi generata dal coronavirus».

È quanto affermano dalla Confartigianato di Taranto dopo l’approvazione del bilancio di previsione del Comune. «Misure e detrazioni dirette, non solo ai cittadini e famiglie, ma a quelle attività produttive che da circa un anno sono costrette a fare i conti con pesanti cali di incassi e fatturato e nei confronti delle quali era assolutamente necessario prevedere riduzioni e abbattimenti per l’annualità in corso e le prossime. Lo abbiamo scritto e gridato in ogni occasione – evidenziano dalla Confartigianato di Taranto – E’ urgente lanciare un segnale importante a tutte quelle attività che più di altre stanno stringendo i denti a causa della pandemia, dietro le quali ci sono centinaia di piccoli imprenditori e famiglie. Eravamo rimasti che quello in corso sarebbe dovuto essere l’anno della revisione al ribasso di tasse e tributi, fra cui Tari, Tasi, IMU ed invece, proprio nel momento peggiore della vita economica e sociale, con le difficoltà che sta attraversando il Paese a causa di una crisi generale aggravata dall’emergenza covid, l’Amministrazione preferisce, evidentemente, fare la scelta più faci le e cioè quella di non chiamare le associazioni al confronto. Peccato, avremmo potuto capire di più e soprattutto portare all’attenzione dell’Amministrazione contributi importanti e determinanti.

No, così non va! In tutta Italia, i comuni hanno proceduto, come di consuetudine, a condividere ed illustrare preventivamente i provvedimenti principali a sostegno delle attività produttive da inserire nel bilancio di previsione, che sono sempre frutto di proficui confronti collegiali con il sistema della rappresentanza delle categorie. Proprio questa era la fase dove Amministrazione comunale e mondo delle imprese dovevano trovare punti d’incontro sulle tariffe, sulle detrazioni, sulle riduzioni dei tributi, sulle semplificazioni (vedi la storia dei Dehors) e la concessione gratuita di suolo pubblico, per quelle attività che ripartendo, a breve, avranno necessità di sviluppare al meglio i loro servizi. Se non in questa occasione, il bilancio di previsione, allora quando?». Sull’argomento si registra anche l’intervento di Giampaolo Vietri, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale.

«Mentre imprese e commercianti manifestano anche a Taranto in quanto sull’orlo del fallimento e chiedono la moratoria fiscale il Comune di Taranto approva un bilancio con le tasse al massimo. A nulla è servito portare in consiglio le nostre proposte per l’abbattimento dell’Imu, tutte bocciate, e, in particolare, per la riduzione dell’aliquota massima sui locali condotti dai proprietari come sede delle proprie attività lavorative. Proposte mirate e sensate visto il fermo del mondo del lavoro in piena emergenza pandemia. Nonostante tanti nostri concittadini non sanno come andare avanti il comune è la prima istituzione a pretendere il pagamento delle tasse al massimo e a spremere i cittadini come dei limoni. Un’assurdità per chi non riesce a pagare i fornitori, per chi non incassa un centesimo per le prestazioni professionali fornite a causa della scarsa circolazione di denaro e per chi non può alzare la saracinesca della propria attività a causa delle restrizioni covid.

In questa situazione drammatica invece di tagliare le tante spese superflue che caratterizzano questa amministrazione, da noi puntualmente elencate in aula, si sceglie di tassare pesantemente i cittadini per attivare nuovi mutui, senza un cronoprogramma di interventi, per 64 milioni di euro per l’anno in corso e di ulteriori 9 milioni per l’anno avvenire, indebitando l’ente per i prossimi decenni! Prestiti che pagheranno i tarantini e che andranno a condizionare anche le scelte delle prossime amministrazioni riducendone la capacità di spesa. Anziché mettere le mani nelle tasche dei cittadini per pagare nuovi prestiti l’amministrazione poteva attendere l’uscita dalla pandemia alleggerendo la pressione tributaria e istituendo un fondo specifico per l’emergenza covid».

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