17 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2021 alle 17:53:40

Cronaca News

Licenziato dopo il post, così Arcelor Mittal ora “apre” alla revoca

foto di Sabrina Ferilli
Sabrina Ferilli

“In relazione alle recenti notizie di stampa relative alla sanzione disciplinare inflitta al sig. Cristello, l’Azienda chiarisce di non aver ricevuto alcuna richiesta di confronto da parte del dipendente, anzi ribadisce che le giustificazioni formulate per iscritto dallo stesso non fanno che confermare le motivazioni della sanzione disciplinare. Ciononostante, l’Azienda ribadisce la propria disponibilità ad un confronto analogo a quello avuto recentemente con altro dipendente, all’esito del quale, a fronte della presentazione di adeguate scuse, l’azienda ha deciso di revocare il licenziamento”.

Con una nota, Arcelor Mittal apre alla possibile di revoca del contestato licenziamento del dipendente licenziato per un post sulla fiction “Svegliati amore mio”. In precedenza Fim, Fiom e Uilm avevano diffuso una nota: i metalmeccanici «ritengono inaccettabile l’atteggiamento della multinazionale che continua a non voler aprire un confronto di merito con le organizzazioni sindacali al fine di evitare ulteriori tensioni sociali tra i lavoratori. Tale situazione non fa altro che rafforzare la piattaforma rivendicativa di Fim, Fiom e Uilm che ci vede impegnati in questi giorni in una campagna di assemblee per giungere allo sciopero programmato in data 23 aprile presso il Mise a Roma». Così i coordinatori Fim, Fiom e Uilm La Neve, Brigati e Oliva dopo l’incontro tra l’azienda e gli stessi coordinatori di fabbrica, «così come previsto dalla procedura di raffreddamento dei conflitti, in cui Arcelor Mittal ha confermato il licenziamento del lavoratore». La Neve, Brigati e Oliva ribadiscono che «riteniamo indispensabile aprire un confronto con i Ministri dello Sviluppo Economico e del Lavoro per porre fine a questa situazione di assoluta incertezza che vivono i lavoratori sociali e dell’appalto dello stabilimento siderurgico».

Sabrina Ferilli e Michele Riondino si sono offerti di sostenere economicamente l’ormai ex dipendente di Arcelor Mittal licenziato dopo aver pubblicato un post sulla fiction “Svegliati amore mio”. Una produzione che parla proprio di una acciaieria inquinante e di una bambina che si ammala a causa dell’inquinamento. Nei giorni scorsi la popolare attrice ha telefonato a Riccardo Cristello, il lavoratore licenziato. “Non so come sia riuscita ad avere il mio numero ma sono molto contento. All’inizio non ci credevo, poi la sua cordialità mi ha convinto e mi ha dato forza per affrontare questa situazione. Mi ha detto che è pronta a sostenermi economicamente, io ho ringraziato ma per il momento ho rifiutato perché ho la famiglia che mi sostiene. Mi ha detto comunque di tenerla aggiornata sull’evolversi della situazione”. Dopo il clamore suscitato dall’episodio della sospensione di due dipendenti e successivamente del licenziamento di uno di loro, Arcelor Mittal aveva chiarito che i provvedimenti erano stati adottati non certo per aver commentato la fiction ma per aver denigrato l’azienda stessa e il suo management, anche attraverso affermazioni di carattere lesivo e minaccioso.

«La condotta perpetrata – ha spiegato l’azienda – si pone in contrasto con i doveri connessi al suo inserimento nella struttura e nell’organizzazione dell’impresa ed è idonea a ledere irrimediabilmente il presupposto fiduciario del rapporto di lavoro in essere, tanto più in considerazione del suo ruolo di Tecnico controllo Costi, inquadrato nella 5 categoria Super, con qualifica di impiegato». Del caso si sta interessando il ministro del lavoro Andrea Orlando che ha chiesto chiarimenti sulla vicenda alla stessa Arcelor Mittal. L’intera maggioranza del Consiglio comunale di Taranto ha sottoscritto un ordine del giorno per esprimere solidarietà al lavoratore licenziato da ArcelorMittal. Il documento, che riporta in calce le firme di tutti i consiglieri comunali che sostengono l’esecutivo guidato da Rinaldo Melucci, contiene “la ferma condanna nei confronti dell’azione disciplinare posta in essere dal gestore dello stabilimento ex Ilva” e l’invito all’azienda “a ritornare sui propri passi”.

“È inaccettabile il licenziamento inflitto da ArcelorMittal a Riccardo Cristello, colpevole di aver condiviso un post su Facebook per invitare a seguire la fiction ‘Svegliati Amore Mio’ sulle conseguenze sanitarie e ambientali delle emissioni di un’acciaieria. Un’azienda, qualunque essa sia, non può e non deve entrare nel merito delle opinioni dei propri dipendenti creando una sorta di censura. Non si può regredire sul diritto di espressione, questo va oltre la dignità e il principio di libertà. Invito il Ministro Giorgetti a porre dei veti sulla riconferma dei responsabili di ArcelorMittal: non si può accettare che al fianco dello Stato ci sia chi ha depauperato il siderurgico, chi ha smantellato gli impianti, chi ha ritardato i pagamenti, chi ha licenziato per un post, chi, con il suo fare, ha creato tensioni sociali di non poco conto. Spero che dal ministro arrivi un segnale di rottura”: Così in una nota Vincenza Labriola, deputata di Forza Italia.

SCUDO PENALE, LA MOZIONE
Intanto oggi in Senato alle 9.30 avrà inizio la discussione sulla Mozione n. 325, presentata da Fratelli d’Italia, sulla siderurgia, sull’impianto ex Ilva di Taranto e sulla richiesta di ripristino dell’immunità penale a favore dei gestori dell’impianto siderurgico. “Una misura quest’ultima concessa con i decreti “salva Ilva”, cancellata dal Governo Conte II e che oggi Fratelli d’Italia chiede di ripristinare. Interverrò in dichiarazione di voto per il gruppo M5s per scongiurare decisioni fuori contesto in danno di lavoratori e cittadini di Taranto”: lo dichiara il Sen. Mario Turco, componente della Commissione Finanze del Senato e già Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alla programmazione economica e agli investimenti.

“Riesumare la questione relati va allo scudo penale per le precedenti gestioni dello stabilimento siderurgico è fuori luogo”: Nicola Oddati, commissario provinciale Pd Taranto e Gianni Azzaro, coordinatore cittadino, puntano il dito contro l’emendamento depositato da Fratelli d’Italia mirato a ripristinare la protezione legale. “Abbiamo presentato – proseguono Oddati e Azzaro – solo qualche mese fa un documento per Taranto capitale del Green Deal, nella ferma convinzione che sia possibile fare impresa senza arrecare danni alla salute e all’ambiente. Così Taranto si fa laboratorio di una esperienza assolutamente nuova e virtuosa, che mette d’accordo finalmente lavoro e salute. Auspichiamo quindi che si possa proseguire nel segno della continuità rispetto al documento ufficializzato a settembre scorso”. “Assecondare la proposta di Fratelli d’Italia sarebbe fare un inutile tuffo nel passato. Semplicemente inaccettabili le parole di Giorgia Meloni che rispolvera un modello imprenditoriale assolutamente superato e richiama un concetto che al contrario cerchiamo di superare: lo sviluppo economico e l’occupazione si difendono tutelando innanzitutto i diritti fondamentali” dicono Oddati e Azzaro.

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