10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 10 Maggio 2021 alle 15:20:57

Cronaca News

Riconversione dell’ex Ilva, ecco l’accordo

Arcelor Mittal
Arcelor Mittal

C’è una intesa per riconvertire il ciclo integrale dell’ex stabilimento Ilva. Fincantieri, ArcelorMittal Italia e Paul Wurth Italia hanno infatti firmato un Memorandum d’intesa per l’eventuale realizzazione di un progetto finalizzato alla riconversione del ciclo integrale esistente dell’acciaieria di Taranto secondo tecnologie ecologicamente compatibili.

All’interno dello sviluppo del progetto i ruoli delle parti saranno così suddivisi: Wurth, fornitore tecnologico la cui cultura impiantistica deriva da una compagnia storica come Italimpianti, si occuperà di verificare la fattibilità tecnica dell’implementazione di nuove tecnologie nell’impianto esistente per migliorare l’impatto ambientale e definirà gli input necessari all’analisi di fattibilità economica; Arcelor Mittal Italia si occuperà, quale gestore del sito industriale, della verifica di fattibilità produttiva delle nuove soluzioni tecnologiche e dei relativi impatti economici/normativi/legali; Fincantieri, società in grado di operare come general contractor nei settori civile, strutturale, ambientale, impiantistico, elettronico e manutentivo, verificherà la fattibilità dei progetti, con riferimento in particolare a investimenti, tempistica, costi di gestione, in un’ottica di integrazione delle differenti attività di project management.

Inoltre nell’accordo è compresa l’individuazione di progetti innovativi per il contenimento delle emissioni, nonché attività per lo studio e lo sviluppo di nuovi modelli di business congiunti, come la realizzazione di acciai ad alta resistenza per la produzione di navi e grandi infrastrutture, oltre alla fornitura di acciaio. A dare notizia dell’intesa sottoscritta è la stessa Arcelor Mittal Italia Thomas Hansmann, Amministratore delegato di Paul Wurth Italia S.p.A. ha commentato: «La riconversione green del sito di Taranto riveste un’importanza strategica tale da richiedere il concorso delle migliori risorse del Paese; il successo di un’operazione di questa importanza passa necessariamente attraverso la collaborazione fra aziende, che all’interno del proprio campo di lavoro, rappresentino l’eccellenza. Si sta giocando una partita fondamentale per consentire all’Italia di continuare a rivestire un ruolo cardine nella produzione di acciaio di alta qualità in Europa.

Come Paul Wurth Italia, degna erede di Italimpianti che tanto ha contribuito negli anni passati allo sviluppo economico del Paese, siamo orgogliosi di portare avanti quella tradizione di supporto al cliente che storicamente ci contraddistingue». «Dobbiamo essere in grado – ha detto dal suo canto Lucia Morselli, amministratore delegato di Arcelor Mittal Italia – di migliorare le nostre imprese, farle essere campioni di sostenibilità, capitalizzare su questi processi, su queste tecnologie e avremo così un driver di sviluppo per il paese con un potenziale di esportazione di tecnologia straordinario, essendo la domanda di queste competenze in continua crescita in Europa e nel mondo».

«Le collaborazioni tra preminenti attori nazionali – ha dichiarato Giuseppe Bono, Amministratore delegato di Fincantieri -vanno oltre la crescita delle singole aziende, innescando benefici per l’intero tessuto economico del Paese. Questa convergenza con ArcelorMittal e con una società dalla solida tradizione come Paul Wurth, potrà valorizzare fortemente la filiera siderurgica. Questa rappresenta una risorsa fondamentale per la manifattura italiana, che ambisce a rimanere la seconda in Europa, e il nostro impegno è rivolto ad aumentare la competitività del prodotto acciaio, soprattutto sotto il profilo della sostenibilità ambientale, aspetto che acquista sempre maggiore rilevanza per tutti gli stakeholder coinvolti nei processi industriali. Siamo anche lieti che per la prima volta per l’acciaieria di Taranto siano coinvolti, oltre ad AMI, importanti realtà industriali del Paese, che potranno quindi dare un contributo alla soluzione degli annosi problemi che hanno pregiudicato il mantenimento e lo sviluppo di questo sito che, ricordiamolo, è il primo d’Europa».

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