27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 22:44:00

Cronaca News

È nata la nuova Ilva: Acciaierie d’Italia

L'ex Ilva
L'ex Ilva

Nasce Acciaierie d’Italia, la nuova società costituita da ArcelorMittal e Invitalia che hanno perfezionato l’accordo. Lo ha annunciato ieri la multinazionale in un comunicato ufficiale in cui ha spiegato che “Invitalia ha investito 400 milioni di euro nel capitale sociale di AM InvestCo Italy, la società controllata da ArcelorMittal che ha sottoscritto il contratto di affitto e acquisto dei rami d’azienda di Ilva, in tale modo ottenendo una partecipazione al capitale sociale pari al 38% e diritti di voto pari al 50%”.

La società a controllo congiunto AM InvestCo Italy si chiamerà Acciaierie d’Italia Holding e la sua principale controllata operativa ArcelorMittal Italia assumerà la denominazione Acciaierie d’Italia”. L’accordo di investimento prevede “un secondo investimento nel capitale da parte di Invitalia, fino a Euro 680 milioni, per finanziare il perfezionamento dell’acquisto dei rami d’azienda di Ilva da parte di Acciaierie d’Italia, che è previsto entro maggio 2022 subordinatamente al verificarsi di determinate condizioni sospensive”. Col secondo step “la partecipazione di Invitalia nel capitale sociale di Acciaierie d’Italia salirebbe al 60%”, mentre ArcelorMittal dovrebbe investire fino a Euro 70 milioni per mantenere una partecipazione pari al 40% e il controllo congiunto sulla società. In futuro, Acciaierie d’Italia Holding “opererà in modo autonomo, e come tale avrà propri piani di finanziamento indipendenti da ArcelorMittal”.

Di conseguenza, ArcelorMittal “de-consoliderà le attività e le passività (compresa la residua passività relativa all’affitto e all’acquisto dei rami d’azienda Ilva) di Acciaierie d’Italia Holding (in precedenza, AM InvestCo Italy) dal proprio bilancio consolidato e contabilizzerà la propria partecipazione nella società secondo il metodo del patrimonio netto”. Sulla totale definizione dell’accordo gravano alcune condizioni sospensive che comprendono “la modifica del piano ambientale in vigore per tenere conto delle modifiche del nuovo piano industriale; la revoca di tutti i sequestri penali riguardanti lo stabilimento di Taranto; e l’assenza di misure restrittive – nell’ambito dei procedimenti penali in cui Ilva è imputata – nei confronti di Acciaierie d’Italia Holding o di sue società controllate.

Nel caso in cui le condizioni sospensive non si verificassero, Acciaierie d’Italia Holding non sarebbe obbligata a perfezionare l’acquisto dei rami d’azienda di Ilva e il capitale in essi investito verrebbe restituito”. Intanto ieri in Senato la mozione presentata da Fratelli d’Italia sul piano strategico per la siderurgia è stata trasformata in un ordine del giorno che è stato approvato. Voto contrario hanno espresso i senatori del M5S fra cui Mario Turco che nel suo intervento ha spiegato il dissenso sulla proposta di ripristino dello scudo penale. “Abolire l’immunità penale -ha detto Turco- è stato un atto di civiltà dello Stato che si è riappropriato del suo ruolo”. Il senatore del M5S ha presentato la proposta di legge per l’introduzione della valutazione integrata del danno ambientale e sanitario, a prescindere dal superamento dei valori limiti di legge.

1 Commento
  1. Biagio De Marzo 6 mesi ago
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    Se si tratta della stessa proposta di legge di qualche anno fa, servirebbe solo a perdere tempo: sulla valutazione del danno (o impatto) sanitario esistono già le linee guida della VIIAS di ISPRA/SNAPA (Ministero dell’ambiente) e della ISTISAN 19_9 di ISS (Ministero della salute). I parlamentari si diano da fare perchè venga applicato per lo stabilimento di Taranto quanto già esiste.

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