07 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Cronaca News

Giuseppe Conte: Taranto esasperata ma può voltare pagina

foto di L’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte in fabbrica la vigilia di Natale del 2019
L’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte in fabbrica la vigilia di Natale del 2019

L’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte interviene sulla vicenda dell’ex Ilva. L’occasione è rappresentata soprattutto dall’ormai noto episodio dell’operaio licenziato per il post sulla fiction con Sabrina Ferilli “Svegliati amore mio”.

Il professore stigmatizza la decisione di ArcelorMittal nei confronti del lavoratore Riccardo Cristello, mostra comprensione per il suo stato d’animo, mentre fa un distinguo e disapprova toni e termini che ha utilizzato. Ma Conte, sulla sua pagina Facebook, che conta 4 milioni e 660mila followers, fra solidarietà e auspici, interviene anche su altre questioni riguardanti lo stabilimento side-rurgico di Taranto per esprimere la sua vicinanza alla comunità tarantina e ricordare il percorso avviato durante il suo Governo facendo riferimento al “Cantiere Taranto” che non riguarda solo il rilancio del Siderurgico. Questo l’intervento postato da Conte l’altra sera con una foto del giorno della vigilia di Natale 2019 in fabbrica e dell’incontro con gli operai: “È inaccettabile essere licenziati per un post su Facebook, in particolare nel modo toccato a Riccardo Cristello, operaio dell’ex Ilva, anche se i toni e le parole da lui usati possono essere discutibili. Soprattutto non è accettabile in una realtà come quella di Taranto.

La storia è stata riassunta da tutti i giornali: senza entrare nel merito o sindacare la legittimità giuridica del provvedimento, mi sento di dire che la scelta adottata da Arcelor Mittal risulta eccessiva e inappropriata. Come si fa a ignorare il contesto di esasperazione di una comunità che da tempo avverte l’ingiustizia di rimanere schiacciata dal dilemma ricattatorio tra la scelta del diritto alla salute e la scelta del diritto al lavoro? Una comunità che ha subìto tanto e che aspetta da troppi anni risposte; e che oggi è fiaccata anche dalle conseguenze sociali ed economiche imposte dalla pandemia. Ho toccato con mano, in prima persona, quella rabbia e quella frustrazione in più occasioni, incontrando gli operai a Taranto. Non mi sono cimentato in facili giudizi: ho preferito ascoltare e tendere l’orecchio a chi con forza ha rimproverato alla politica e alle istituzioni scarsa attenzione. Cristello ha lanciato un grido che non possiamo ignorare o peggio soffocare. Non dobbiamo lasciare che sia punito quando invece è possibile e doverosa un’altra strada.

Nell’esprimere vicinanza alla città e alla sua comunità, mi auguro che i vertici dell’azienda possano rivedere la loro decisione e reintegrare il lavoratore. C’è un percorso da continuare a Taranto. Ci sono progetti che abbiamo avviato negli anni di governo per riconvertire economicamente, socialmente e culturalmente il potenziale di un territorio denso di ricchezze. Penso al progetto “Cantiere Taranto”, alle attività realizzate nel Contratto Istituzionale di Sviluppo, al Centro di ricerca merceologico del CNR, alla Scuola universitaria di medicina, al finanziamento per la bonifica e l’insediamento del gruppo Ferretti, all’istituzione dell’acquario Green, alla riqualificazione della Città vecchia – solo per citarne alcuni. Abbiamo lavorato per realizzare una efficace transizione industriale, tecnologica ed energetica in cui lo Stato deve essere presente, accanto alle persone. Anche quando le parole e gli sfoghi sono duri, comprendere le ragioni di chi vive ogni giorno quella sofferenza è il primo passo per voltare realmente pagina”.

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