07 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

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“Omenia”: quando la chiesa apre le porte al teatro

foto di Delia De Marco e Elio di Menza
Delia De Marco e Elio di Menza

Il lancio di un misterioso hastag #vedremolaluce apparso sulle pagine social di Spazioporto e Cinzella Festival, lasciava prevedere un evento per la giornata di sabato scorso, 17 aprile. Infatti, nella Parrocchia della Santa Famiglia, al quartiere Salinella, all’interno della celebrazione giornaliera delle ore 18, il silenzio e la sacralità del momento sono stati affiancati e rafforzati da una performance artistica nata per accendere i riflettori (ancora una volta) sull’assenza di lavoro nel mondo della cultura.

L’ispirazione dell’iniziativa, nata da un’idea della scrittrice Jlenia Mancino e resa possibile grazie ad una connessione con il parroco Don Giuseppe Marino e Federico Marino, è stata data dal caso della parrocchia di Fiorano Modenese che nel giorno di Pasqua ha aperto le porte dell’ex cinema posto vicino la chiesa per consentire, ai numerosi fedeli, di seguire la proiezione della messa sul grande schermo. Una scelta che, in tempi di cinema e teatri chiusi, ha sollevato parecchie polemiche soprattutto tra i lavoratori del settore della cultura, perché nel frattempo, com’è noto, da oltre un anno cinema e teatri sono chiusi a causa dell’emergenza Covid. Possibile che la Chiesa non abbia pensato che un’iniziativa simile potesse offendere e indignare i lavoratori dello spettacolo che sono fermi da più di un anno e ridotti alla fame? I danni causati al mondo del teatro, del cinema e della musica dal vivo da questo lungo periodo di pandemia e restrizioni sono immensi.

Un settore distrutto, lavoratori dispersi e senza risorse, piccoli club e teatri chiusi per sempre. La scelta della data del 17 aprile non è stata casuale, dal momento che nella stessa giornata a Roma si è tenuta un’importante manifestazione nazionale, nel rispetto delle norme anti covid, che ha visto Piazza del Popolo invasa dal movimento “Bauli in Piazza” che raccoglie tutti coloro che lavorano nel settore eventi, spettacolo, fiere, congressi e musica dal vivo. Il progetto tarantino dal titolo “Omenia”, che rievoca la parola “omelia” e che in rumeno significa “umanità” (inteso come condizione, natura umana) con protagonisti l’artista Elio di Menza e l’attrice Delia De Marco, nasce dall’esigenza di dimostrare che alla fine, come riporta l’autrice Jlenia Mancino, «l’omelia si può tenere in diversi linguaggi e quello teatrale e musicale sono alcuni di essi. Una sorta di dimostrazione di quanto il mondo del teatro e della cultura in generale siano stati messi ingiustamente da parte, senza un reale motivo e vuole parlare della sofferenza e la frustrazione che tutti gli artisti provano in questo particolare momento storico” Il flash-mob artistico, all’interno della celebrazione, è stato inserito subito dopo la lettura dal Vangelo per sottolineare come le ferite di Cristo, sono un po’ le ferite di ogni uomo come lavoratore e (in questo caso) come artista. Altro tema rilevante nell’iniziativa, è stato quello dell’accoglienza, la stessa che i giovani artisti hanno ricevuto da parte dell’intera comunità della Santa Famiglia che ha messo a disposizione la propria casa, accogliendo così coloro che in questo momento vivono una condizione di povertà, culturale ed economica. La performance è stata trasmessa in diretta sulle pagine di Spazioporto e Cinzella Festival

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