08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 07 Maggio 2021 alle 18:28:42

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Castiglia: «Il bilancio di previsione di Massafra è privo di coraggio»

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Nino Castiglia

MASSAFRA – Il bilancio di previsione che ci apprestiamo a discutere e a votare in Consiglio è a mio avviso di un documento modesto, privo di coraggio, un misero copia e incolla. Visto il momento delicato e il profondo cambiamento che la pandemia ci ha imposto, con le abitudini e gli interessi di ognuno di noi completamente stravolti e una gravissima crisi economica in atto, il bilancio andava interpretato in ben altro modo”. II consigliere comunale di opposizione, Nino Castiglia, del gruppo Massafra Futura. fa alcune considerazioni sul bilancio di previsione.

“Agricoltura, attività produttive, artigianato e commercio avrebbero meritato maggiore attenzione, magari attraverso una cabina di regia, capace di destinare risorse economiche ed energie a questi comparti, dialogando con le aziende e con un occhio di riguardo verso i giovani imprenditori- dice Castiglia-perché non si è pensato poi alla rivalutazione di immobili di proprietà comunale e a dare nuova vita a tante aree dismesse? Luoghi utili a implementare attività didattiche e teatrali, laboratori artigianali e la cosiddetta outdoor education, ovvero la formazione in spazi aperti. E nelle aree acquisite in questi anni dal Comune, perché non creare basi e zone scout? Con piccoli accorgimenti ci saremmo trovati di fronte a un bilancio ben strutturato, tenendo conto di fattori diversi e più importanti rispetto al passato: coesione sociale, rigenerazione urbana e sostenibilità al centro di tutte le attenzioni dell’Ente civico, almeno questa volta.

E invece… L’assenza di strategie programmatiche è evidente- continua Castiglia- eppure la ricetta per rilanciare l’economia e la vita sociale a Massafra, nonostante la pandemia, a mio parere è molto semplice: prima le idee e subito dopo le risorse. Ovvero programmare e poi intercettare finanziamenti, condividere informazioni concrete, interagire con professionisti locali e imprese, inserendo negli uffici comunali consulenti esperti che svolgano tali mansioni. Ricreare fiducia, insomma, ma anche diffondere la conoscenza di ciò che si dichiara di voler far e quello che si riesce effettivamente a realizzare. Senza dimenticare o lasciare indietro i più deboli, attraverso progetti e percorsi inclusivi, allorquando questa tragedia sarà solo un brutto ricordo. Peraltro il covid ci ha costretti a rimanere qui, nella nostra città, da più di un anno, senza poter più viaggiare; va quindi rivista anche la dimensione locale del posto in cui viviamo. Ennesima occasione persa, insomma. Un po’ di coraggio e di passione avrebbero potuto fare la differenza”.

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