19 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Maggio 2021 alle 15:58:30

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L’intelligenza artificiale e l’archeologia, ecco il progetto

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L’intelligenza artificiale e l’archeologia, ecco il progetto

Sarà la professoressa Maria Letizia Gualandi, professore ordinario di Archeologia classica all’Università di Pisa, la relatrice dell’appuntamento di oggi, 21 aprile con i “Mercoledì del MArTA”.

L’allieva dei famosi archeologi e accade­mici italiani prof. Salvatore Settis e Prof. Andrea Carandini, nonché membro del Co­mitato tecnico scientifico per l’Archeologia del MiC, in diretta Facebook e Youtube, parlerà di “Archeologia e Intelligenza Ar­tificiale. ArchAIDE, un’utopia realizzata”.

Il progetto ArchAIDE (Archaeological Au­tomatic Interpretation and Documentation of cEramics), finanziato dall’Unione Euro­pea, ha sviluppato un sistema di riconosci­mento automatico dei frammenti ceramici utilizzando l’Intelligenza Artificiale – spie­ga la professoressa Gualandi, anticipando parte della sua conferenza – basta scattare una foto del coccio da identificare e inviar­la al sistema che, mediante una rete neurale addestrata, confronta forma e decorazione con quelle archiviate nel suo database in­terno e, nel giro di pochi secondi, formula una o più proposte di identificazione diver­se, che l’archeologo può accettare o meno.

Questo importante progetto innovativo aiu­ta la ricerca archeologica con un effetto esponenziale sui risultati – dichiara la di­rettrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti che intro­durrà i lavori.

La stragrande maggioranza dei reperti che tornano alla luce durante gli scavi archeo­logici, infatti, è rappresentata da manufatti ceramici che, per quanto frammentati, sono fondamentali per datare ciò che si rinviene in uno scavo e per ricostruire l’economia e il tenore di vita di una comunità, i flussi commerciali in cui era inserita, mentalità, gusti e usanze, pratiche alimentari, intera­zioni sociali e rapporti culturali con altre comunità.

Ma per classificare e studiare le ceramiche antiche occorrono molto tempo e abilità complesse, poiché tutto il lavoro si basa sulla capacità dell’archeologo di riconosce­re quei frammenti nei disegni schematici che riempiono le pagine dei cataloghi del­le ceramiche: una bibliografia estesa e non omogenea, raramente disponibile durante il lavoro sul campo o nei magazzini.

L’appuntamento è per oggi, mercoledì 21 aprile alle ore 18 in diretta sui profili Fa­cebook e Youtube del Museo Archeologico Nazionale di Taranto.

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