17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 00:33:00

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Il consigliere regionale del Pd, Vincenzo Di Gregorio

Continua a suscitare reazioni di segno contrario la deci­sione del ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani di co­stituirsi in giudizio davanti al Con­siglio di Stato a fianco di Ilva in as e di ArcelorMittal.

Dopo il sindaco Rinaldo Melucci e il leader nazionale dei Verdi Ange­lo Bonelli, sulla vicenda interviene il consigliere regionale del Pd Vin­cenzo Di Gregorio

“Nella vicenda Ilva Taranto ideo­logici sono i ritardi, le proroghe, i continui rinvii, le leggi che si ade­guano all’industria e non viceversa. Ideologico è ignorare l’urlo di una comunità stanca di una fabbrica al collasso. Ideologico è trascurare studi scientifici e dati epidemiolo­gici. Ideologico è considerare il Pil più di ogni altra cosa. Ideologico è decidere per una città mentre in tut­to il Paese si urla: prima la salute”.

Di Gregorio fa riferimento ad un passaggio del ricorso del Ministero in cui si attribuisce al Tar di Lec­ce un atteggiamento di pregiudizio ideologico poichè “senza il dovuto

approfondimento tecnico e con un giudizio che assume probabilistico, sembra aver valutato, come ormai incontrovertibile un rapporto tra emissioni inquinanti e determinate patologie”.

“Taranto dovrà farcela da sola – continua il consigliere del Pd – do­vrà condurre la sua battaglia per il superamento di un modello indu­striale inquinante e obsoleto. Non è una scelta, ma un dato di fatto. La sedicente transizione ecologica del Governo, fino a questo momento, non è quello che chiede la comuni­tà tarantina. Se questo è il cambia­mento, è senz’altro in peggio”.

Di Gregorio ricorda che “l’Avvoca­tura dello Stato, in nome e per con­to del Ministero della Transizione Ecologica, ricorrerà contro il Tar di Lecce che ha ritenuto validi i con­tenuti e le ragioni dell’ordinanza del sindaco di Taranto Melucci. Un provvedimento assunto dal primo cittadino in presenza di fenome­ni emissivi ed a tutela della salute pubblica”.

“Liberi da pregiudizi e da condizio­namenti ideologici e di qualsiasi al­tra natura – conclude il consigliere regionale – attendiamo la decisione del Consiglio di Stato, prevista per il prossimo 13 maggio. Una cosa è certa. Taranto non si ferma e non si fermerà”.

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