14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 14:54:24

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I giovani e la vita vissuta sui social

foto di I social più diffusi
I social più diffusi

I social. Ma perché li usano e perché? E quali sono le loro piattaforme preferite?  Lo abbiamo chiesto direttamente a loro, ai ragazzi. Ecco in queste pagine i lavori degli studenti della V F  del Liceo Aristosseno, realizzati nell’ambito del progetto  di alternanza scuola-lavoro tra lo stesso Liceo del dirigente Salvatore Marzo e TarantoBuonasera.

I ragazzi sono stati guidati  dalla professoressa Rosa Oliva,  tutor interno del progetto.

UN’ARMA A DOPPIO TAGLIO

Da quando sono stati inventati i social network, hanno rivoluzio­nato la vita quotidiana di tutti nel mondo.

Ormai è raro incontrare qualcuno che non abbia un profilo su una o più reti sociali, e in questo caso, non averne neanche uno è consi­derato strano, quasi come se que­sto determinasse l’esistenza e l’i­dentità di una persona.

Gli utenti attivi sui social corri­spondono a 4.14 miliardi di per­sone, il 53% della popolazione mondiale.

Uno studio più approfondito ha ri­velato che l’uso dei social media è maggiore tra i più giovani, soprat­tutto nei pre adolescenti (11-14 anni) e che ll’86,5% degli utenti tra gli 11 e i 18 anni ha almeno un profilo attivo sui social network.

Quelli più utilizzati risultano WhatsApp, Instagram e Facebook.

Il primo merito dei social network è quello di aver facilitato la comu­nicazione e l’informazione; gra­zie ad essi, si possono conoscere utenti provenienti da ogni parte del mondo, o anche semplicemen­te mantenere i contatti con parenti e amici a distanza, condividendo con loro gli avvenimenti della vita quotidiana.

Inoltre, le reti sociali danno una maggiore possibilità di condivi­sione delle notizie e della cultura. Ogni informazione diventa acces­sibile da tutto il mondo in modo veloce, così da sapere in tempo reale ciò che avviene intorno a noi e pronta per essere condivisa da amici o altri utenti.

I social possono anche diventare un ottimo mezzo per l’amplia­mento delle proprie conoscenze, navigando tra i vari siti web de­dicati ad ogni genere di interesse, ad esempio politico, scolastico, sportivo o hobbistico.

Le reti sociali, però, non sono considerate soltanto come un pas­satempo perché possono diventa­re veri e propri strumenti di bu­siness.

Sono sempre più numerose le aziende e i negozi che creano siti web o pagine sui social dedica­ti alle loro attività commerciali, pubblicando contenuti finalizzati alla pubblicità e alla vendita di­ventando così un’importante fonte di guadagno.

I social network possono quin­di essere molto utili sotto diversi punti di vista, vanno però uti­lizzati responsabilmente perché sono una vera e propria arma a doppio taglio.

Sono numerosi i rischi che com­porta un uso inadeguato di que­

sti mezzi, da quelli psicologici a quelli fisici.

Gli adolescenti in particolare, es­sendo in un periodo di transizione della loro vita e non avendo an­cora ben chiara quale sia la loro identità e personalità, sono sog­getti instabili e di conseguenza facilmente influenzabili.

Essi tendono spesso a seguire i modelli impostati dai profili di tendenza che vedono su internet. Questo attacca fortemente la loro autostima, a volte già molto bassa, portandoli a sentirsi inadeguati, a mettere confronto la loro vita con quella degli altri (apparentemente più divertente e bella), e a voler­si quindi omologare al resto della società.

Quando non ci riescono possono addirittura arrivare a cadere in depressione.

Oltre alle conseguenze psicologi­che, anche le conseguenze fisiche sono da tenere in considerazione. Secondo uno studio dell’Universi­tà della Sapienza di Roma, le nuo­ve generazioni passano in media tra le 4 e le 6 ore al giorno esposti alla luce blu degli smartphone, dannosa non solo per gli occhi, ma anche per il benessere psicolo­gico aumentando la stanchezza e riducendo la concentrazione.

La libertà di pensiero su internet è sicuramente un fattore positivo, ma dall’altra parte della medaglia c’è la diffusione di “fake news” e soprattutto il cyber-bullismo. I cosiddetti leoni da tastiera agi­scono in contesti virtuali e quindi spesso non si prendono la respon­sabilità delle cattiverie che scrivo­no in anonimo o con nomi falsi. In questo modo si sentono più forti perché pensano che non si possa risalire alla loro vera identità.

A tal proposito sono molto fre­quenti anche gli inganni di malin­tenzionati che si spacciano per al­tre persone e organizzano incontri con i ragazzi.

Il rispetto della privacy è un altro punto preoccupante dei pericoli di internet.

Spesso i giovani infatti condivi­dono troppe informazioni perso­nali, ignorando che lo spazio della rete è infinito e l’esposizione ec­cessiva è pericolosa.

Per rendere più sicuro l’utilizzo dei social sarebbe opportuno fil­trare la pubblicazione dei propri dati personali e dei propri conte­nuti o impostare il profilo perso­nale come privato.

Si dovrebbero valutare anche le richieste di amicizia che si ricevo­no, selezionando quindi i contatti che si vogliono mantenere, onde evitare che chiunque possa acce­dere alle informazioni personali.

Per tutelare i bambini dai rischi che comporta l’uso dei social, sarebbe consigliabile impostare la naviga­zione sicura che vieta l’accesso ai siti con contenuti per adulti.

Tutto ciò comporta quindi una maggiore informazione e sensibi­lizzazione sui rischi della rete già dall’età infantile.

Flavia Clemente
Anja Sangermano

NOVITÀ O MINACCIA?

I social network hanno cambiato il modo in cui lavoriamo, appren­diamo e soprattutto il modo in cui ci connettiamo con gli altri. Pas­siamo sempre più tempo a scorre­re Facebook, Instagram, Twitter o le ultime bacheche di Tik Tok sui nostri smartphone. I social network hanno molti vantaggi, come condividere informazioni gratuitamente, trovare persone lontane dagli altri, stare a mille miglia da noi e parlare in tempo reale, quindi i social media sono anche molto utili nel business, sia per promuovere l’attività, anche cercare una carriera tra nuovi pro­fessionisti che hanno sempre più bisogno di Internet. Tuttavia, ci sono anche molti svantaggi, come il rischio che i social network si­ano esposti alla dipendenza o al cyberbullismo.

Nonostante i lati positivi che ca­ratterizzano i social, abbiamo anche diversi lati negativi che potrebbero portare problemi agli utenti che ne fanno utilizzo.

È statisticamente provato che 9 giovani su 10 sono dipendenti dai social. Ma cosa significa re­almente essere dipendenti? L’uti­lizzo eccessivo che oggigiorno si fa dei social, spesso può portare gravi conseguenze psicologiche, che sono sottovalutate e spesso potrebbero mettere a rischio la propria persona. In qualunque posto ci si può trovare, e con qualunque compagnia, tutti non possono che prendere il telefono, anche per 5 minuti, per control­lare i propri social, utilizzandoli spesso come oggetto di intratte­nimento. Social come Instagram e Facebook provocano dipen­denza, non si può fare a meno di visitare le home page per sapere cosa succede intorno a noi e nel mondo in cui viviamo. Certo, lo scopo dei social può anche essere benevolo, ma spesso la voglia di volersi mettere in mostra, porta l’utente a spingersi al limite delle proprie possibilità, mosso da una voglia costante di apparire in un modo a volte diverso da ciò che incontriamo nella realtà. Proprio per questo possiamo collegare la dipendenza dai social alla bas­sa autostima, poiché cambiano il modo di essere e di relazionarsi alla gente che ci circonda. L’ap­parenza, purtroppo, è alla base di tale dipendenza, e si consiglia agli utenti, specialmente i più piccoli e quindi più vulnerabili a determi­nate cose, di rimanere in se stessi e fare utilizzo dei social in modo consapevole, risaltando la propria persona e non il prototipo che or­mai si è venuto a creare nella so­cietà attraverso tali piattaforme.

I social network sono ormai di­ventati parte della nostra vita quo­tidiana.

Molte persone, in particolare gli adulti, credono fermamente che i social network rubino troppo tempo alle attività che sono im­portanti per noi durante la nostra adolescenza, come studiare, fare esercizio fisico e persino passare del tempo con gli amici. Affer­mano che questi social network ci isolano dal resto del mondo e ci rendono sempre meno attivi. Tuttavia, ciò che di solito non considerano è che a causa loro, la divulgazione delle informazioni diventa più facile e più o meno importante.

Quora è un esempio di un utile social network dedicato alle in­formazioni, gli utenti possono in­serire domande e risposte su qual­siasi argomento. Quora raggruppa le domande e le risposte per ar­gomento e consente agli utenti di votare o aggiungere commenti. In questo modo non solo si possono scoprire cose nuove, ma anche chiarire le domande poste.

Tuttavia, è anche possibile ap­prendere molte informazioni dai social network più popolari ed è adatto anche a un pubblico più giovane come Facebook. Sebbene una grande quantità di informa­zioni possa essere definita inutile o in alcun modo poco istruttiva, contiene anche informazioni af­fidabili. La pagina delle notizie consente a chi non è abituato a leggere i giornali o a guardare i notiziari in TV di tenersi al cor­rente di ciò che accade nel mondo.

Quindi, sfortunatamente, i so­cial network occupano molto del nostro tempo, ma se usati corret­tamente possono diventare una delle risorse più importanti che possiamo utilizzare.

La generazione dei giovani e non solo è dominata dai social net­work , questo fattore può essere causa di un disagio ma al tempo stesso rappresenta un’innovazione in tutti i campi , soprattutto duran­te quest’anno i social hanno svolto un ruolo molto importante nell’af­frontare l’emergenza del corona virus. Grazie a questi l’intera po­polazione è riuscita a continuare il proprio lavoro in smartworking e i ragazzi sono riusciti a segui­re le lezioni scolastiche grazie a piattaforme che creavano classi virtuali. I social sono specialmen­te un mezzo di intrattenimento, si possono guardare film , serie tv , giocare e iscriversi a siti social­mente utili , questo però è solo un lato della medaglia, dall’altro lato i social possono essere un luogo tossico dove si nasconde un mon­do oscuro e se mal utilizzati pos­sono diventare molto pericolosi.

Purtroppo molte persone utilizza­no i social network per bullizza­re , truffare e approfittarsi delle persone ; molti sono stati i casi di istigazione al suicidio e di ragaz­zi che realmente si sono tolti la vita, inoltre su molte piattaforme (Instagram, Facebook, Tik Tok) vi sono challenge che consiglia­no a ragazzi e ragazze di eseguire determinate azioni per diventare “virali” ed entrare nelle tendenze. Molti giovani sottovalutano que­sto mondo e si ritrovano avvin­ghiati in situazioni più grandi di quel che possono gestire .

Stefano Corcella
Francesco Di Punzio
Martina Fanigliulo
Giorgia Lisippo

UNA NUOVA RIVOLUZIONE  “MEDIATICA”

La tecnologia negli ultimi anni si sta diffondendo sempre più; smartphone, tablet e computer ri­vestono oggi un ruolo fondamen­tale nella vita quotidiana degli uo­mini. Nel 2003 fu riconosciuto il primo social network, ed a partire da quel momento nacquero diver­se applicazioni ancora utilizzate oggi giorno, come Facebook op­pure Instagram.

Questi social network, sin dal pri­mo momento, hanno modificato le mentalità e cambiato le abitudini dei giovani nei confronti della so­cietà.

Questo avvicinamento morboso da parte della gioventù nei con­fronti di questi nuovi strumenti mediatici, non ha influenzato uni­camente in modo positivo bensì anche in modo negativo.

Per questo motivo, l’utilizzo dei social media è personale, vi è un mondo dietro da un punto di vi­sta informativo, perché danno la possibilità a chiunque ne fa uso di trovare informazioni di qualsiasi genere.

Ma d’altra parte se usati in modo sbagliato possono incitare i giova­ni a commettere violenze psicolo­giche o fisiche nei confronti delle persone più deboli. Da qui nasco­no i primi episodi di cyberbulli­smo che hanno causato la morte di numerosi giovani, i quali sono stati vittime di atti intimidatori.

E’ giusto però non dimentica­re che grazie a social come In­stagram, sono stati raccolti nu­merosi contributi per aiutare i reparti sanitari in seguito all’e­mergenza Covid in tutto il mondo. Sono stati aiutati anche numerosi settori tramite delle raccolte fondi online che hanno dato la possibi­lità a chiunque volesse di dare il proprio contributo durante questo difficile momento.

A tal proposito spiccano alcune figure ad oggi denominate come “influencer”, che sono riuscite ad influenzare in modo positivo le nuove generazioni spesso aiutan­do a far capire ai giovani che è giusto accettarsi per ciò che si è senza omologarsi alla massa.

Per questo si può dedurre che i so­cial abbiano una doppia natura e che sta all’uomo decidere in qua­le avventurarsi, ma senza perdere d’occhio che aldilà dei social vi sia una vita reale fatta di relazioni umane e di contatto fisico.

Federica Cervino
Valentina De Pace

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