11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 10 Maggio 2021 alle 15:20:57

Cronaca News

ArcelorMittal, “ex campione” dell’acciaio

Lo stabilimento ArcelorMittal
Lo stabilimento ArcelorMittal

Vengono definiti “ex campioni” dell’acciaio nazionale, ArcelorMittal Italia (da alcuni giorni Acciaierie d’Italia), insieme ad altre due importanti aziende siderurgiche italiane, AST Terni e JSW Steel Italia. La definizione è stata data in un webinar di Siderweb per gli “indici di redditività nel 2019 negativi o di poco sopra lo zero e il cui livello di indebitamento è elevato rispetto alle imprese del Nord Italia”.

Servono quindi, ha spiegato Gianfranco Tosini, dell’ufficio studi di Siderweb, interventi su più fronti: “Sulla liquidità necessaria per garantire la continuità produttiva; sulla ricapitalizzazione per effettuare gli investimenti per ammodernare gli impianti; sull’innalzamento del livello di qualità dei prodotti e di sostenibilità ambientale dei processi; sulla formazione del capitale umano; sulla ricerca di sinergie con l’ambiente esterno e gli altri operatori della filiera”. Malgrado i numeri per niente confortanti dell’anno prima dello scoppio della pandemia, questi stabilimenti continuano a rivestire un’importanza strategica per l’economia italiana. Infatti, ha evidenziato Tosini, “il rilancio di questi ‘ex campioni’ è di fondamentale importanza per consolidare la filiera italiana dell’acciaio e renderla meno vulnerabile e più competitiva in un mercato in profondo cambiamento nel quale stanno emergendo nuovi competitor molto aggressivi”. Come è noto, infatti, lo Stato torna a svolgere il ruolo di imprenditore nella siderurgia con Invitalia partner di ArcelorMittal nella nuova società Acciaierie d’Italia il cui presidente sarà Franco Bernabè e nel cda ci saranno altri due rappresentanti dello Stato.

Nel webinar di Siderweb, sul tema “Come nascono i campioni europei dell’acciaio,” si è parlato del cambiamento culturale, degli strumenti, delle strategie necessari per risolvere questo problema, con operazioni di consolidamento ed M&A che abbiano un respiro non più nazionale, ma necessariamente almeno europeo. Quelli che nel webinar sono stati definiti campioni nazionali, i 16 principali gruppi siderurgici italiani, rispetto ai 26 gruppi degli altri Paesi Ue, “hanno una redditività mediamente più alta e un indice di capitalizzazione migliore”, con un ROA del 4,5% nel 2019 (contro lo 0,34% della media Ue) e un EBIT del 4,17% (0,34%)”. Ha spiegato ancora Tosini. Se quindi la dimensione non è decisiva dal punto di vista patrimoniale e reddituale, lo è da quello della strategia a lungo termine: “Siamo di fronte a un periodo di sfide e di ambiamento culturale e strutturale – è l’analisi di Tosini – si dovrà investire in compatibilità ambientale e in qualità. Prodotti oggi ancora in fase embrionale diventeranno gli asset portanti nei prossimi anni. Servono -ha affermato ancora Tosini- investimenti in tecnologia, in digitalizzazione, e quindi grandi risorse, con i capitali che andranno cercati non solo nel sistema bancario, come si fa oggi, ma anche nel sistema finanziario”. Senza dimenticare la necessità dell’internazionalizzazione, perché “la crescita futura avverrà in contesti diversi da quelli tradizionali”.

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