19 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Maggio 2021 alle 15:58:30

Cronaca News

«Rigenerazione urbana sostenibile, stop al consumo di suolo»

foto di Una seduta aerea di Taranto
Una seduta aerea di Taranto

«Dobbiamo approntare tutte le azioni necessarie ad azzerare il consumo di suolo e il degrado del territorio soddisfacendo i nuovi bisogni all’interno dell’attuale costruito».

È quanto dichiara Piero Bitetti, consigliere comunale e provinciale di Italia in Comune. «Il Green Deal europeo richiama al riconoscimento del valore del capitale naturale. Torna di stretta attualità il tema della rigenerazione urbana come possibile strumento di sviluppo e rappresenta un elemento essenziale per la qualità delle nostre città che deve essere legato in maniera indissolubile all’arresto del consumo di suolo. Assistiamo infatti a processi di trasformazione urbana che continuano a causare la perdita di una risorsa fondamentale e non rinnovabile, come il suolo.

Dobbiamo immaginare nuove città basate su un modello di sviluppo intervenendo sui processi economici che determinano l’espansione delle aree urbane in maniera indiscriminata. In Italia, secondo gli ultimi dati Ispra riferiti al 2019, si è arrestata la crescita demografica ma è aumentata la cementificazione: sono nati 420mila bambini mentre sono stati consumati 57milioni di metri quadrati di suolo, al ritmo di 2 metri quadrati al secondo. Una rappresentazione perfetta – osserva Bitetti – di ciò che si registra in tutte le aree urbane come Taranto dove in merito ai numeri della popolazione residente negli ultimi anni si registra un trend in netta discesa. Nel 2014 il capoluogo ionico contava più di 200mila abitanti scesi a poco più di 191mila nel 2019. E non è difficile immaginare che la situazione sia rimasta pressoché immutata, se non peggiorata, anche nel 2020. La rigenerazione urbana, per essere sostenibile è rigenerazione senza suolo: elemento efficace per fermare la cementificazione di superficie.

Non va sottovalutato il ruolo essenziale che i suoli esercitano nel contrasto al cambiamento climatico in un momento in cui il Next Generation Eu offre a interventi strutturali legati alla transizione ecologica anche ingenti risorse finanziarie. Dobbiamo dunque approntare tutte le azioni necessarie ad azzerare il consumo di suolo e il degrado del territorio soddisfacendo i nuovi bisogni all’interno dell’attuale costruito. L’obiettivo principale deve essere quello di limitare il consumo di suolo, consentendo di utilizzarne nuovo esclusivamente nei casi in cui non ci siano alternative consistenti nel riuso delle aree già edificate. Questo esempio di rigenerazione urbana consentirebbe la riqualificazione di alcuni quartieri cittadini evitando l’espansione urbanistica di Taranto che, estesa più di Milano, ha una popolazione che è pari a circa un ottavo di quella del capoluogo lombardo».

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