10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 22:30:25

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Fondi Covid ai Comuni: la metà va al Nord, indietro il Mezzogiorno

foto di Negozi chiusi per la pandemia
Negozi chiusi per la pandemia

Un’Italia divisa con il Nord ad aggiudicarsi gli aiuti più consistenti pari alla metà del totale: 2.546 milioni di euro. È la fotografia scattata dallo studio elaborato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti che analizza la ripartizione dei fondi destinati ai comuni alle prese con la crisi economica derivante dall’emergenza pandemica da Covid-19. Nel dettaglio l’anno scorso sono stati erogati 5.020 milioni di euro suddivisi tra il Fondo per l’esercizio delle funzioni fondamentali e la cosiddetta solidarietà alimentare, al netto delle compensazioni specifiche per il mancato gettito determinato da esenzioni tributarie decise a livello nazionale. Il primo intervento, (4.220 milioni di euro) che copre l’85% delle erogazioni, si concentra nelle regioni del Nord Italia e nel Lazio per effetto dei parametri ancorati alla capacità fiscale registrata nei singoli comuni, fornendo di fatto un aiuto maggiore nei territori in cui il reddito medio pro capite è più alto. In particolare ha infatti distribuito 2.239 milioni di euro al Nord, 896 milioni al Centro e 1085 al Sud.

Il secondo intervento (800 milioni) invece ha erogato risorse maggiori ai Comuni del Mezzogiorno per effetto di un parametro legato al reddito pro capite utilizzato per intensificare l’intervento in quei comuni dove era inferiore alla media nazionale. Nello specifico: 307 milioni al Nord, 146 milioni al Centro e i rimanenti 346 al Sud. Pertanto dal complesso dei due interventi è risultato un aiuto da 2.546 milioni al Nord, 1.042 milioni al Centro e 1.431 milioni al Sud. A livello di singole regioni, per quanto riguarda il Fondo per l’esercizio delle funzioni fondamentali, le prime tre per aiuti ricevuti sono Lombardia, Lazio e Veneto, mentre per la solidarietà alimentare, sul podio Lombardia, Campania e Sicilia. Il documento elaborato dai commercialisti è articolato in due parti. L’introduzione illustra in modo sinottico le misure emergenziali disposte dai diversi provvedimenti anticrisi che si sono susseguiti nel corso del 2020. Mentre nella seconda parte, spazio, per ciascuna delle due misure esaminate, ad un’analisi del meccanismo normativo e ad una illustrazione degli effetti economici che ne sono derivati.

Lo studio si conclude con un focus sulle risorse integrative del Fondo funzioni fondamentali per il 2021 che ha visto un acconto pari a 220 milioni di euro di cui 200 milioni ai comuni e 20 milioni alle Città Metropolitane e alle Province. La sua ripartizione accentua ulteriormente la concentrazione delle risorse a favore degli enti situati nelle regioni del Nord che raccolgono il 58% mentre il Sud si ferma al 18%. La parziale eccezione del Lazio è imputabile al peso di Roma caratterizzata da una capacità fiscale pari a quella delle regioni settentrionali. La legge di bilancio per il 2021 (art. 1, comma 822, della legge n. 178/2020) ha previsto un incremento di 500 milioni di euro per l’anno 2021 della dotazione del Fondo per l’esercizio delle funzioni fondamentali degli enti locali, ai fini di un ulteriore ristoro della perdita di gettito connessa all’emergenza epidemiologica da Covid-19. Le risorse sono assegnate per 450 milioni di euro in favore dei comuni e per 50 milioni di euro in favore di province e città metropolitane. Il riparto delle risorse integrative del fondo è effettuato in due tranches, mediante due distinti decreti del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in Conferenza Stato-città ed autonomie locali: un primo decreto, per il riparto di 200 milioni di euro per i comuni e di 20 milioni di euro per le città metropolitane e province, sulla base di criteri e modalità che tengano conto dei lavori dell’apposito tavolo tecnico istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze con D.M. 29 maggio 2020; un secondo decreto, da adottare entro il 30 giugno 2021, per il riparto dei restanti 250 milioni per i comuni e 30 milioni per le città metropolitane e province, sulla base di criteri e modalità che tengano conto, oltre che dei lavori del tavolo tecnico, anche delle risultanze della certificazione finalizzata ad attestare che la perdita di gettito sia riconducibile esclusivamente all’emergenza Covid-19 e non anche a fattori diversi o a scelte autonome dell’ente.

Il Decreto “Sostegni” è intervenuto modificando il comma 822 della legge di bilancio 2021 incrementando il Fondo per il 2021 di 1 miliardo di euro (900 milioni per i Comuni e 100 milioni per province e città metropolitane) e che sarà erogato integralmente con il saldo previsto entro il 30 giugno 2021 portando così il totale delle risorse stanziate a 1.500 milioni. La disposizione della legge di bilancio 2021 (comma 823) vincola espressamente queste risorse aggiuntive al ristoro, nel biennio 2020 e 2021, della perdita di gettito connessa all’emergenza epidemiologica da Covid-19.

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