30 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Novembre 2021 alle 00:08:00

Attualità News

L’appello di Fuksas: “Ripensare la casa oltre l’emergenza Covid”

foto di Sergio Mattarella
Sergio Mattarella

Archistar famosi come coniugi Massimiliano e Doriana Fuksas e Laura Andreini e alcuni luminari della medicina hanno lanciato un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella perché l’Italia cominci davvero a ragionare oltre l’emergenza Covid e a ripensare non solo la sanità ma anche le abitazioni. Fuksas immagina le case di un futuro non molto lontano in funzione di una vita molto più integrata dalla tecnologia e forse meno mobile di quanto lo è stata prima della pandemia. In questi decenni, fanno notare gli architetti, abbiamo spogliato le nostre case dei servizi, le abbiamo ridotte all’osso, vissute come alberghi, proiettando fuori tutte le nostre attività.

Con la pandemia, invece, tanti italiani si sono ritrovati ad organizzarsi la propria vita tra lo smart working, le riunioni di lavoro in call e la Dad dei propri figli. Le nostre case dovranno essere più sicure, ma anche più accoglienti, sostengono gli architetti che pensano la casa di domani come un rifugio piacevole e connesso quindi, ma anche come un posto salubre e adatto ad ospitarci se ci ammaliamo o se veniamo attaccati da un virus. Le esigenze di sicurezza sanitaria a cui le abitazioni dovranno rispondere sono state pensate dai medici cofirmatari dell’appello, il chirurgo Ottavio Alfieri, per 20 anni direttore della cardiochirurgia dell’ospedale universitario San Raffaele di Milano, Camillo Ricordi, direttore del Diabetes Research Institute and Cell Trasplant Center dell’Università di Miami, Michele Gallucci, direttore della Clinica Urologica dell’Università La Sapienza di Roma.

Il primo passo, immaginano architetti e medici, è dotare tutte le abitazioni di un kit con le poche cose indispensabili per il pronto soccorso, dal termometro al saturimetro, a un attacco per erogatore di ossigeno, una telecamera, uno smartphone o un computer per collegarsi con una struttura sanitaria territoriale. Il secondo punto vede il ripristino di una sanità diffusa sul territorio sul modello tedesco, quindi una sanità territoriale che funzioni. Le case dovranno cambiare, diventare spazi più flessibili con spazi comuni nei palazzi, dove possibile anche un intero piano da poter attrezzare per lo smart working e lo smart learning e se necessario riconvertire per l’isolamento e l’assistenza dei malati. E poi presidi diffusi per le sanificazione dei luoghi, la possibilità per tutti di sanificare il proprio bagno anche con una semplice lampada a raggi Uv.

Importantissimo anche un ripensamento del trattamento dell’aria condizionata. Visto che molti dei problemi legati alla diffusione delle epidemie sono causati anche dal dissennato utilizzo del trattamento dell’aria, evidenizano i professionisti a Mattarella, bisogna rivedere il sistema della circolazione dell’aria interna agli ambienti. Intervenire su condotte e sistemi di areazione, perché non si rischi più di ammalarsi di broncopolmonite o di Covid con un viaggio in aereo o una notte in hotel, perché luoghi pubblici e supermercati, ma anche treni e metropolitane non siano un pericolo. Da dove occorre partire? Come districarsi in un paese in cui l’edilizia è praticamente ferma, in cui da decenni non si investe in residenza pubblica? “Il primo passo è la volontà”, rispondono sostengono i coniugi Fuksas e Andreini. “Anche per questo la nostra è una lettera aperta – dice Fuksas – siamo pronti alla partecipazione di tutti”. Certo dispiace, sottolineano gli archistar, “che non ci sia un architetto nella task force di governo per la fase 2”. Ma rimediare si può sempre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche