08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 07 Maggio 2021 alle 18:28:42

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Il culto di San Marco e i tarantini

foto di San Marco
San Marco

Il prof. Antonio Fornaro, ideatore e curatore di questa rubrica, questa settimana incentra il suo intervento sulla festa di San Marco, patrono di Torricella, ma anche compatrono di Taranto fino al 1700. San Marco fu evangelizzatore di Taranto e ancora oggi è molto venerato nel capoluogo ionico, visto che in città sono più numerose le persone che portano il nome di Marco rispetto a quelle che portano il nome di Cataldo.

Questi i santi della settimana: San Marco evangelista, San Anacleto I, Santa Zita, San Pietro Chanel, Santa Caterina da Siena, Santa Sofia di Fermo. San Anacleto I fu il terzo papa di Roma, era atenese e fu papa dal ‘79 al ’90. Costruì una edicola sepolcrale in memoria di San Pietro e vietò i capelli lunghi agli ecclesiastici. Santa Zita fu domestica in una casa di Lucca e si conquistò l’amore di tutta la famiglia. Il suo corpo oggi si può ammirare ancora incorrotto a San Frediano. E’ patrona delle domestiche e della gioventù. San Pietro Chanel fu missionario in Oceania ed era conosciuto come uomo dal cuore buono. Il figlio del re lo fece uccidere. Santa Caterina da Siena è dottore della Chiesa, ma era analfabeta e perciò dettò tutti i suoi scritti. Ricevette le stimmate nel 1375. Si impegnò per far tornare Gregorio XI da Avignone a Roma. Fu consigliera di papi e di re ed è patrona d’Italia. Santa Sofia di Fermo fu decapitata insieme ad un’altra martire e le teste delle due donne si con servano come reliquie nella cattedrale di Fermo. Questa settimana la Chiesa cattolica venera la Madonna sotto i titoli di: Madonna del Buon Consiglio, dei Monti, delle Castagne e dell’Africa.

Questi i detti della settimana: “Beato l’erede che eredita la fede”, “Donne vento e fortuna cambiano come la luna”, “Debiti, tempo e morte non rispettano le porte”. Di due persone che litigano si dice: “Stanno come il gatto e il cane”. Di chi è sempre operoso si dice: “Ti sei messo di casa e di bottega”. “Di Santa Caterina bada alla vigna e alla cantina”. Giuseppe Cravero questa settimana ci ricorda che il 25 aprile 1943 cadde la Pasqua più alta del XX secolo. Queste le effemeridi di Fornaro: il 27 aprile 1407 il re Ladislao concesse a Taranto liberà, grazia e privilegi. Il 28 aprile 1929 si insedia il primo rettore della neonata provincia ionica. Il 29 aprile 1677 viene a Taranto Re Ferdinando. Il 30 aprile 1931 il senatore Lacaita dona alla Biblioteca Acclavio la sua biblioteca privata. Il 30 aprile 1677 viene decretata la nascita dell’Arciconfraternita del Rosario.

Il 29 aprile 1923 dai cantieri Tosi viene varato il piroscafo Principessa Giovanna. Il 1334 è un anno storico per Taranto perché il 25 aprile dello stesso anno l’Imperatrice Caterina stabilisce che i religiosi debbano pagare le tasse e il 27 aprile dello stesso anno estende questo obbligo anche ai nobili baroni. San Marco è patrono di Torricella dove ancora oggi, prima del Covid, si svolgevano il 25 aprile due processioni, una al mattino e l’altra nel pomeriggio. San Marco è uno dei quattro evangelisti che fu martirizzato ai tempi di Traiano nei pressi di Alessandria e fu trascinato con una corda al collo attraverso le strade fino alla morte. Nell’ 828 due mercanti veneziani, per salvare le reliquie del Santo, ne trafugarono il corpo senza la testa e lo portarono a Venezia dove gli abitanti lo elessero loro patrono. Molto diffuso è il suo culto in Europa e in Italia. In terra jonica il culto è attestato, oltre che a Taranto anche a Torricella, Massafra, Mottola, Laterza, Palagiano e Maruggio. San Marco è patrono dei vetrai e di coloro che dipingono sul vetro, dei cestai, dei muratori, dei notai e degli scrivani. Viene invocato per il buon raccolto contro il cattivo tempo, contro la scabbia e contro la morte senza pentimento.

San Marco sembra che sia stato a Taranto per evangelizzare i tarantini insieme a San Pietro ed entrambi si fermavano prima sull’Isola di san Pietro e poi sulle sponde del Mar Piccolo. Qui trovarono il vecchio Amasiano che fu nominato Vescovo di Taranto. San Marco si fermò tre mesi a Taranto. Il suo culto in Puglia è attestato nel foggiano a San Marco in Lamis e a San Marco La Catola e nel brindisino a Cellino San Marco. San Marco viene rappresentato con un leone ai piedi. A Taranto in vico San Marco, su via Garibaldi, dal 935 c’era una chiesa a lui dedicata e abbattuta all’inizio del 1900. L’Ospedale di Grottaglie è intitolato a San Marco. In Arcivescovado si trova un grande dipinto del Santo. Sulla facciata del Duomo ammiriamo una statua in pietra del Santo del 1713 e all’interno del Duomo numerosi dipinti sia nella navata centrale che nel cappellone dove viene raffigurato nella gloria di San Cataldo, dipinta dal de Matteis, e nella statua marmorea di Giuseppe Pagano del 1804. Nella Chiesa del Carmine una statua in pietra si trova in una nicchia entrando a sinistra nella Chiesa e un grande dipinto del Santo sull’altare maggiore.

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