12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 07:11:00

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Case a 1 euro, a Taranto un “bis” a grande richiesta

foto La Città Vecchia di Taranto
La Città Vecchia di Taranto

È una delle nuove frontiere per il recupero dei centri storici. E Taranto gioca un ruolo da protagonista. Nove edifici “cielo-terra”, per un totale di circa 50 unità abitative: sono le coordinate del secondo bando “Case a 1 euro” varato dall’amministrazione Melucci. Già disponibile sul sito istituzionale del Comune di Taranto, la procedura è destinata a ripercorrere il successo della prima edizione che ha attirato su Taranto, e in particolare sulla Città Vecchia, anche le attenzioni di investitori internazionali. Gli interessati troveranno tutte le informazioni necessarie e le schede tecniche alla pagina. «L’amministrazione guidata da Rinaldo Melucci rilancia – le parole dell’assessore al Patrimonio Francesca Viggiano –, puntando ancora sullo sviluppo socio-economico della Città Vecchia.

Una realtà urbana, la nostra Isola Madre, scelta da turisti che hanno deciso di essere stanziali e godere della bellezza dei nostri vicoli, intrisi di storia. Investire in questa scommessa significa recuperare le nostre radici, ma significa soprattutto costruire il futuro di Taranto». Pronto il secondo bando, quindi, dopo che con la pubblicazione del provvedimento di aggiudicazione del bando pubblicato nei mesi scorsi, si è conclusa la prima fase del progetto. «Il progetto “Case a 1 euro” – ha spiegato dopo la prima fase sempre l’assessore al Patrimonio Francesca Viggiano – ci sta permettendo di riqualificare alcune porzioni del quartiere, con un processo di rigenerazione che coinvolge direttamente gli investitori. I vincoli che abbiamo posto nel bando, infatti, legano gli acquirenti all’immobile e alla sua destinazione abitativa: nel medio periodo, il nostro intento è ripopolare quelle porzioni dell’Isola Madre oggi abbandonate».

Il programma rientra tra le misure ideate all’interno di Ecosistema Taranto, la strategia di transizione ecologica, economica ed energetica di Taranto resilient city, ideata dal sindaco Melucci, e che eleva le culture dell’abitare a pilastro dell’intero sistema. «Abbiamo predisposto un testo standard da inviare via mail a tutti coloro i quali, dagli Stati Uniti alla Russia, passando attraverso l’Europa, la Cina ed addirittura l’Australia, avevano manifestato il proprio interesse ad investire sulla nostra città vecchia ed il suo patrimonio inestimabile, fatto di cultura, storia e tradizione – ha dichiarato Viggiano a margine del via libera della Giunta – Le case a 1 euro, vista anche la pioggia di milioni che arriveranno in città vecchia per ridisegnarne il destino e per farla, finalmente, divenire la perla del Mediterraneo, si concilia con tutti i nuovi cantieri previsti ed in avvio e ci consentirà di seminare davvero la rinascita nel cuore dell’isola, per strapparla agli anni di degrado ed abbandono, seguiti ai crolli degli anni ‘70». «Ripartiamo dal cuore della nostra città – le parole del sindaco Melucci dopo il via libera dell’Esecutivo da lui guidato – certi che questa misura possa costituire, insieme a tutti gli altri programmi di valorizzazione dell’isola, la miccia per il nuovo sviluppo di Taranto, fuori dalle logiche obsolete che ci hanno sino ad ora costretti a volare basso e ad accontentarci.

Ma sono ormai finiti quei tempi. Taranto vuole rinascere e può finalmente farlo». Delle “case a 1 euro” nel capoluogo ionico ha scritto anche il popolare magazine Esquire nel suo sito online: “Chiese rupestri, romaniche e gotiche, palazzi rinascimentali, cattedrali barocche, ma anche torri medievali o installazioni liberty e neoclassiche. Taranto è una splendida città d’arte che affaccia sul mare e non finisce qui, perché adesso sta regalando le case abbandonate nel centro storico al prezzo simbolico di 1 euro. L’assessore al patrimonio si è dichiarata molto soddisfatta dell’iniziativa: “Dopo il successo di questo progetto, fortemente voluto dal sindaco e la risonanza internazionale che ha attirato anche investitori dall’estero, ripartiamo con nuovi immobili e con lo stesso obiettivo: ripopolare la Città Vecchia con residenti e attività economiche”.

E se non vi siete ancora convinti le parole di un grande poeta (tra le varie cose) vi daranno una spinta ulteriore, se ce ne fosse il bisogno: “Taranto è una città perfetta. Viverci è come vivere nell’interno di una conchiglia, di un’ostrica aperta. Qui Taranto nuova, là, gremita, Taranto vecchia, intorno i due mari, e i lungomari” Pier Paolo Pasolini, La lunga strada di sabbia”. In un altro articolo, sempre Esquire scrive di Taranto: “Stiamo parlando, in questo caso, di una grande città d’arte del sud Italia, che si affaccia sul mare e dista pochissimi chilometri da alcune delle località turistiche più amate e famose di tutta Europa”. Nel gennaio del 2020 a occuparsi delle “case a 1 euro” di Taranto è stato anche il prestigioso quotidiano britannico Daily Telegraph. “La strada è stata percorsa da piccole città e villaggi in collina in tutto il Paese; ma ora, per la prima volta, una città italiana offre i suoi palazzi abbandonati per la somma nominale di 1 euro (85 pence). Taranto, nel profondo sud dell’Italia, spera di dare nuova vita al suo pittoresco ma fatiscente centro storico, che sorge su un’isola stretta tra una laguna e il mare aperto”. Nick Squires, autore dell’articolo, ricordava che “i nuovi proprietari dovranno pagare il conto del ripristino delle proprietà, un costo che potrebbe ammontare a centinaia di migliaia di euro. Dovranno presentare un piano di restauro entro due mesi dall’assunzione della proprietà dell’edificio.

Sarà inoltre loro richiesto di occupare le proprietà, una condizione progettata per impedire agli speculatori di distruggerli e venderli con profitto. La prevista rigenerazione del centro storico è anche un tentativo di cambiare l’immagine di Taranto, che nella mente di molti italiani significa solo una cosa: la presenza di un enorme acciaieria che è stata oggetto di controversie per anni”. Ancora, viene ricordato che “l’idea di acquisire una casa – e possibilmente una nuova vita – in Italia per un euro si è dimostrata così allettante che ora ci sono siti web che elencano i piccoli centri e le città collinari che hanno aderito all’iniziativa. L’idea è stata introdotta da Gangi in Sicilia nel 2011, dove il sindaco afferma che oltre 150 edifici sono stati restaurati e l’arrivo di nuovi arrivati ha dato nuova vita al luogo”.

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