13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 08:42:20

Cronaca News

Acciaierie d’Italia, Dimastromatteo nuovo direttore del Siderurgico

foto di Ex Ilva
Ex Ilva

Prende corpo il vertice del Siderurgico di Taranto del nuovo corso. A poco più di una decina di giorni dall’ufficializzazione del nuovo nome della società nata dall’accordo Invitalia-ArcelorMittal, Acciaierie d’Italia, l’amministratore delegato Lucia Morselli ha nominato il nuovo direttore dello stabilimento. E’ l’ingegnere Vincenzo Dimastromatteo, pugliese, tarantino di adozione. La nomina di Dimastromatteo, già prevista da alcune settimane, è diventata ufficiale. L’ingegnere ha assunto la guida dello stabilimento di Taranto con un ordine di servizio esecutivo datato 26 aprile firmato dal direttore delle risorse umane Arturo Ferrucci.

Risponderà direttamente all’amministratore delegato Lucia Morselli, col coordinamento tecnico di Adolfo Buffo, attuale direttore generale della società. Dimastromatteo subentra a Loris Pascucci, ingegnere, ligure, che è stato nominato direttore degli investimenti speciali a Taranto e in particolare Afo5, forni elettrici e Dri. Un nuovo incarico che gli è stato affidato alla luce della sua esperienza con l’azienda Paul Wurth e probabilmente da mettere in relazione anche col piano di investimenti e col piano industriale 2021-2025 che attende la nuova società. Pascucci è stato in carica come direttore di stabilimento un anno e quattro mesi. Il 24 gennaio del 2020 l’ad Morselli ha rinnovato ampiamente, infatti, la prima linea del siderurgico jonico, sostituendo tutti i manager stranieri che nella città pugliese erano arrivati a novembre 2018 con l’avvento di ArcelorMittal nella gestione del gruppo dell’acciaio.

In quell’occasione, Pascucci è diventato capo delle operazioni nell’impianto di Taranto unificando sotto di sé le funzioni prima attribuite a Stefan Van Campe, direttore dell’area primary (l’area a caldo che comprende altiforni e acciaierie) e Wim Van Gerven, che sino ad allora era stato chief operating officer. Per il nuovo direttore, in realtà, si tratta di un ritorno in un impianto produttivo che già conosce. Negli anni scorsi, infatti, con l’Ilva della gestione del gruppo Riva, Dimastromatteo è stato dirigente dell’area degli altiforni del Siderurgico.

Dal 2016 ha diretto la Ferriera di Servola di Giovanni Arvedi quando Arvedi, insieme a Leonardo Del Vecchio e a Cassa Depositi e Prestiti, con la cordata AcciaiItalia veniva ritenuto in pole position per l’acquisizione dell’Ilva. Dopo Dimastromatteo, un altro dirigente dello stabilimento tarantino, Antonio Lupoli, è approdato alla Siderurgica Triestina come presidente e amministratore delegato della società. Tanto che in quel periodo la stampa triestina ha definito la Ferriera “ilvizzata o “tarantinizzata”. La nuova società Acciaierie d’Italia, frutto dell’alleanza tra ArcelorMitttal Italia e Invitalia (società del Mef), è nata dall’accordo del 10 dicembre 2020 che ha segnato il ritorno dello stato nella siderurgia. Il cda è formato da tre consiglieri per parte, pubblica e privata. Invitalia presidente, Franco Bernabè, già ad di Eni e di Telecom, il privato, nomina l’amministratore delegato il cui voto in cda vale doppio per evitare eventuali situazioni di stasi decisionale.

Intanto, il segretario del Pd Enrico Letta ha preannunciato che appena la situazione epidemilogica lo consentirà sarà a Taranto: “Una delle mie prime uscite, non appena saranno possibili incontri in presenza, sarà a Taranto, sapendo che la presenza fisica è fondamentale, per riprendere il percorso di ascolto iniziato da Zingaretti e Oddati e con il Pnrr lavorare sulla prospettiva. Sono molto contento che nel Pnrr ci siano tanti elementi che rispondono alle esigenze di una terra martoriata come Taranto”. Ha detto Letta durante il filo diretto con gli ascoltatori di Radio Immagina lunedì 26. Letta ha risposto alla domanda di un’ascoltatrice tarantina che gli ha ricordato l’iniziativa del precedente segretario del partito, Nicola Zingaretti, insieme al responsabile Mezzogiorno, Nicola Oddati, sulle problematiche di Taranto e della decarbonizzazione dell’acciaieria. “Il Pnrr – ha detto Letta- è il più grande investimento sulla sostenibilità. Il nostro Paese su questo ha sempre avuto bisogno dell’Europa. Ora arrivano non solo regole ma anche finanziamenti”. Come dire, ci sono anche le risorse per avviare un cambiamento vero. Ed è quello che Taranto spera.

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