27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2021 alle 18:58:00

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«Un importante momento di riflessione condivisa sul rapporto tra città, territori e università, mondi che tracciano insieme le traiettorie del loro futuro. Sono molto soddisfatto del percorso che il progetto “Puglia Regione Universitaria” ha compiuto sino ad ora con un calendario di appuntamenti e attività sempre più fitto e articolato. Credo che la forza e l’innovatività di questo progetto sia innanzitutto metodologica, un metodo di lavoro partecipato che fa dialogare per la prima volta sistemi urbani e sistemi universitari in un’ottica di progettualità condivise, tenendo dentro la riflessione anche organizzazioni studentesche, forze economiche e sociali, gestori dei servizi urbani, associazionismo culturale. Un approccio trasversale di ricerca che pone al centro il benessere degli studenti in quanto cittadini.

Tra i tanti tavoli di confronto aperti, quello sulla residenzialità studentesca nelle città universitarie della Puglia sta compiendo passaggi importanti, anche in vista della pubblicazione del V Bando ministeriale della Legge 338 che finanzia nuovi interventi per alloggi e residenze per studenti universitari, da realizzarsi anche attraverso la riconversione di immobili esistenti. Dopo una fase di concertazione con le Università, Comuni e delle Province sui territori, si sta chiudendo la fase di individuazione degli immobili destinati a diventare le nuove residenze universitarie per tanti studenti/ esse. Si tratta di un’occasione straordinaria che permetterà alla Puglia di far un notevole balzo in avanti sia in termini di aumento della disponibilità di posti alloggio per gli studenti, elemento di fondamentale importanza nella scelta di un Ateneo, sia nell’ottica della riqualificazione del tessuto urbano, con case dello studente belle, moderne e sostenibili, posizionati in luoghi strategici delle città. “Puglia Regione Universitaria” sta riscuotendo un notevole successo anche fuori dai confini regionali, tanto che altre realtà territoriali si stanno ispirando al modello Puglia, cosa che ci rende particolarmente orgogliosi».

Con queste parole l’assessore Leo ha commentato il prosieguo delle attività legate al processo di “Puglia Regione Universitaria” finalizzato a garantire un pieno diritto di cittadinanza a chi sceglie di studiare negli Atenei pugliesi, quale aspetto imprescindibile del diritto allo studio. Al centro di un Protocollo, che vede impegnati l’Assessorato all’Istruzione della Regione, l’Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio, tutte le città universitarie della Puglia, gli Atenei pugliesi, gli studenti, le Province in un denso calendario di appuntamenti di approfondimento e riflessione partecipata, vi è un impegno condiviso per la definizione di un rapporto innovativo tra il sistema universitario e il sistema urbano, con l’obiettivo di elaborare una progettualità che sia funzionale a concreti interventi sul territorio regionale. Cinque i temi su cui si stanno elaborando le strategie di Puglia Regione Universitaria: le attrezzature universitarie e del diritto allo studio, come occasione di rigenerazione urbana; il ruolo del sistema universitario nelle politiche culturali urbane e nelle politiche giovanili; le agende di sostenibilità universitaria urbana con particolare riferimento ai temi della mobilità e dell’efficienza energetica; innovazione dell’offerta di servizi per il Diritto allo Studio (per l’inclusione e benessere sociale); disabilità e accessibilità delle strutture universitarie e degli spazi urbani. La riflessione sui primi due temi si è già avviata con due seminari organizzati nelle scorse settimane, durante i quali sono stati protagonisti il prof. Michele Montemurro del Politecnico di Bari e il prof. Giuliano Volpe dell’Università di Bari.

A tenere le fila della riflessione complessiva con il ruolo di coordinamento scientifico del progetto URBAN@IT-Centro Nazionale di studi per le politiche urbane sotto la guida dei proff. Alessandro Balducci, Valentino Castellani, Valeria Fedeli e Nicola Martinelli. «Puglia Regione Universitaria è un’occasione di ricerca applicata nella quale URBAN@IT ripone grande interesse. Dopo la firma del Protocollo abbiamo avviato subito una forte interazione tanto con i 5 delegati delle Università quanto con i rappresentanti nominati dai Comuni, per mettere a fuoco l’obiettivo principale del progetto, ovvero l’innovazione dell’offerta del Diritto allo Studio in Puglia orientata alla territorializzazione dei 5 temi prima descritti. La città e i territori diventano, quindi, sfondo ed allo stesso tempo protagonisti di ogni fase, calibrando le stesse sul possibile approccio degli specifici contesti urbani alla tematica considerata. Peraltro questo obiettivo di integrare sistemi universitari e sistemi urbani in Puglia, si iscrive ad un tempo in una grande tradizione storica italiana avviatasi nelle città di Bologna e Padova, per poi propagarsi in tutta Europa, e ad una robusta tendenza contemporanea per la quale anche nel mondo anglo-americano, dove il campus, come forma di organizzazione spaziale separata delle università, ha toccato il suo acme, si sperimenta sempre più frequentemente il ritorno delle università nelle città, anche all’interno di processi di rigenerazione urbana.

Pertanto, questa ricerca applicata consente alla Regione Puglia di allinearsi ai contesti più innovativi del mondo in tema di sperimentazione della liaison Università–Città per consentire ai nostri atenei di essere maggiormente attrattivi a livello nazionale e internazionale» ha commentato il prof. Nicola Martinelli, presidente di URBAN@IT. Un primo risvolto operativo progetto del Progetto “Puglia Regione Universitaria” a cui si sta lavorando, riguarda il tema complesso della residenzialità studentesca, anche in vista della pubblicazione, prevista per l’autunno, del V Bando della Legge 338/2000 dedicato proprio al finanziamento di interventi sulle residenze universitarie. La Puglia vuole aumentare la percentuale di posti alloggio/studente ribaltando almeno localmente il ranking che vede l’Italia al terzultimo posto in Europa, consapevole della fondamentale importanza di far vivere agli studenti il percorso formativo in autonomia. Nelle scorse settimane la Regione Puglia ha promosso una serie di incontri con i rappresentanti delle Università, dei Comuni e delle Province per individuare immobili che siano rispondenti ai requisiti necessari previsti per la realizzazione delle residenze universitarie, al termine di questi incontri la Regione ha chiesto agli stessi di formalizzare le proprie proposte e disponibilità.

«Numerose sono le proposte sul tavolo di discussione: l’Università di Foggia ha proposto di riconvertire un immobile ubicato nel centro storico denominato Conventino; l’Università di Bari ha proposto di riutilizzare Palazzo Cedam, attiguo al Campus universitario, lungo via Celso Ulpiani; il Politecnico di Bari sta valutando la possibilità di realizzare una nuova residenza presso il complesso dei Salesiani nel quartiere Libertà. Il Comune di Bari e la Città metropolitana, di concerto con il Politecnico, puntano a riconvertire la residenza storica di villa Capriati, lungo via Amendola. Il Comune di Taranto sta già lavorando per due residenze attraverso la riconversione di Palazzo Garibaldi – Novelune e di un palazzo nobiliare ubicato in piazzetta Calò, il primo già in corso di realizzazione e il secondo candidato con la medesima destinazione con il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PINQuA). La Provincia di Taranto ha offerto la disponibilità di una porzione del Palazzo Frisini. L’Università del Salento propone, invece, la rivisitazione di Palazzo Parlangeli, edificio degli anni settanta.

Il Comune di Lecce ha proposto la ripresa dei lavori presso l’Istituto Garibaldi ubicato nel centro storico, nei pressi delle Officine Cantelmo, e del nuovo parcheggio comunale “edificio Ex Enel”, che partirà a breve. La Provincia di Lecce ha dato la disponibilità dell’intera ex Caserma Cimarrusti ubicata sempre nel centro storico, a due passi dal Duomo, e del suolo alle spalle dell’attuale casa dello studente “E. De Giorgi” finalizzato ad un ripensamento dell’intera area esistente, mettendo a sistema una casa dello studente più grande, con servizio mensa, impianti sportivi e spazi culturali, lavorando in sinergia con le attigue Manifatture Knoss. Il Comune di Brindisi sta valutando la riconversione di alcuni edifici ubicati nel centro storico: l’ex caserma Ederle, l’edificio della ex Cassa Artigiani, di proprietà di Puglia Valore Immobiliare, e l’ex Istituto Marconi già candidato con la medesima destinazione funzionale per il PINQuA».

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