27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2021 alle 17:59:00

Cronaca News

«Non più da soli nelle terapie intensive»

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Emergenza coronavirus

Favorirà la visita di almeno un familiare a pazienti in condizioni critiche nei reparti di terapia intensiva, l’iniziativa legislativa approvata dalla commissione sanità del Consiglio regionale, a maggioranza ma senza voti contrari, con l’astenzione tecnica del presidente Vizzino e quella di Giuseppe Tupputi e Marco Galante, che si sono riservatei di proprre emendamenti in Aula.

È proposta dai consiglieri Antonio Tutolo, Fabiano Amati, Alessandro Leoci e sottoscritta da numerosi altri componenti dell’Assemblea legislativa. Tutolo ha messo in risalto lo spirito dell’intervento: la pandemia ha isolato i ricoverati dai parenti, con pesanti ricadute psicologiche e cliniche, “rimettiamo al centro il paziente, la parte più debole”. Il presidente della commissione sanità Mauro Vizzino ha illustrato emendamenti integrativi. L’assessore alla sanità Pierluigi Lopalco ha condiviso “un percorso di legge ragionato, una buona intenzione” che si sforza di consentire e regolare quanto in condizioni normali non è permesso nei reparti di terapia intensiva, nel rispetto di norme igieniche a tutela della salute dei ricoverati, spesso sedati e curati in ambienti unici. Si tratta, ha detto, di contemperare misure igienico-sanitarie con un’esigenza familiare sacrosanta, che ha effetti positivi sul decorso della malattia, privilegiando l’interesse del paziente e il rispetto del lavoro prezioso dei sanitari, medici, infermieri, equipe che hanno in carico e assistono i pazienti. La pdl chiede ai direttori sanitari di adottare con urgenza il Documento di umanità e sicurezza di stabilimento, per consentire visite su appuntamento in ospedale a pazienti in fase di criticità clinica, da Covid-19 o meno, in considerazione del bisogno oggettivo particolare e delle straordinarie necessità di natura psicologica. La Giunta regionale può dettare modifiche operative per la semplificazione delle procedure.

“E’ con enorme soddisfazione che da presidente della commissione sanità del Consiglio regionale, ho riscontrato l’approvazione (senza alcun voto contrario) di una proposta di legge che consente agli ammalati gravi, ricoverati in terapia intensiva (con o senza covid) di poter ricevere la visita di una persona cara. Si tratta di una scelta di grande umanità in mancanza della quale tanta gente è morta in questi mesi senza il conforto di un parente. Ovviamente i direttori generali delle Asl pugliesi dovranno introdurre regole per garantire la massima sicurezza durante tali visite attraverso cui si assicura agli ammalati un supporto psicologico che solo un familiare può garantire.

L’auspicio è che la proposta di legge adesso venga approvata dal Consiglio regionale nella seduta convocata per martedì prossimo” dichiara Mauro Vizzino. “La Commissione Sanità ha approvato la proposta di legge e abbiamo ritenuto, in un’ottica di umanizzazione, di poter recepire le richieste che ci sono pervenute dai familiari dei pazienti ricoverati in terapia intensiva, costretti a fare i conti, oltre che con la grave malattia di un congiunto, anche con l’impossibilità di vederlo. A permetterlo un protocollo che stabilirà le linee guida aziendali per consentire questa tipologia di accessi, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza Covid” spiega il presidente del Gruppo Pd Filippo Caracciolo.

“Verrà chiesto alle Asl di adottare con urgenza il Documento di umanità e sicurezza di stabilimento, per consentire visite su appuntamento in ospedale a pazienti in fase di criticità clinica, da Covid-19 o meno, in considerazione del bisogno oggettivo particolare e delle straordinarie necessità di natura psicologica. Un percorso di legge ragionato che contempera misure igienico-sanitarie con un’esigenza familiare sacrosanta, che ha effetti positivi sul decorso della malattia, mettendo in primo piano l’esclusivo interesse del paziente nel rispetto del lavoro prezioso dei sanitari, medici, infermieri, operatori socio-sanitari e volontari che hanno in carico e assistono i pazienti. Ci rendiamo conto di chiedere uno sforzo in più, ma si deve fare. Le Asl dovranno prendere in considerazione questo aspetto, ben tenendo presenti i problemi e le criticità che ogni terapia intensiva poi dovrà affrontare per garantire la massima sicurezza. Ci sono protocolli che già sono stati testati in altre regioni, che sono assolutamente sostenibili a patti che ci si impegni tutti”.

Per Paolo Pagliaro, capogruppo de La Puglia Domani, “l’umanizzazione delle cure è fondamentale per unire alla medicina lo straordinario valore aggiunto della vicinanza e degli sguardi delle persone care. Ecco perché sono assolutamente favorevole alla proposta di legge presentata oggi in Commissione Sanità, che prevede un protocollo per assicurare gli incontri in ambito ospedaliero tra pazienti in condizioni critiche e i loro familiari. Questo è un argomento che mi sta particolarmente a cuore, perché tocca le corde di quella sensibilità che mi ha guidato in tutti questi anni a sostegno del mondo della disabilità. Fin dall’inizio di questa legislatura ho sentito il bisogno di chiedere all’assessore Lopalco particolare attenzione per i caregiver, proprio perché per i disabili è ancor più difficile lottare da soli contro questo virus. Hanno bisogno di un assistente che li conosca bene, di una persona che sappia farsi interprete dei loro bisogni. Ho ascoltato storie che mi hanno provato molto e che lasceranno in me un solco profondo. La maledizione del Covid ha reso tutti deboli e indifesi, ha messo a nudo le fragilità di ciascuno di noi. È disumano il modo in cui in poche ore sono state stravolte le vite delle persone: chi si è ammalato è stato portato via ed ha dovuto affrontare da solo, in terapia intensiva, tra sofferenze e mostri creati dall’ansia e dalla paura, un percorso doloroso. Tanti sono stati i morti, e tanti sono stati i distacchi senza nemmeno l’ultimo sguardo, senza nemmeno l’ultimo abbraccio, senza l’ultimo saluto”.

Paride Mazzotta (Forza Italia): “La pandemia ha costretto innumerevoli cittadini a trascorrere momenti di isolamento durissimi, senza poter contare sul conforto e sul sostegno delle persone care. In tanti ci hanno lasciato senza poter fare nemmeno un ultimo saluto ai propri affetti e questo ha dilaniato, purtroppo, migliaia di famiglie che hanno subito il lutto. Perciò, l’approvazione di oggi è un primo passo verso l’umanizzazione delle cure, un passo di sensibilità politica che abbiamo compiuto tutti insieme. Adesso, manca poco affinché il testo diventi legge con l’ok del Consiglio regionale. È una bella pagina, anche se scaturita da una delle emergenze più drammatiche del nostro tempo”.

In una dichiarazione, Alessandro Leoci del Gruppo Con Emiliano spiega che “la proposta di legge nasce dal bisogno di alleviare la sofferenza grazie alla presenza amorevole di un familiare. Ciò nel rispetto del lavoro dei sanitari e della sicurezza dei pazienti tutti. Non dimentichiamo però quanta cura e assistenza umana venga comunque prestata all’interno dei nostri ospedali e reparti di terapia intensiva. A tal proposito durante lo svolgimento della Commissione ho voluto dare la testimonianza di un paziente fortunatamente uscito dal dramma del Covid che, nonostante l’assenza forzata della propria famiglia, è riuscito a resistere grazie alle amorevoli cure di tutto il personale sanitario che lo ha assistito: «Gli Angeli del Covid – così chiama i sanitari – che forse mai più vedrò o riconoscerò per strada ma che in fondo e per sempre rimarranno nel mio cuore»”.

“Si doveva fare già molto tempo fa, perché nessuno può morire in solitudine in ospedale, privo del conforto di una persona amata. Non c’è alcun problema organizzativo insormontabile, a cominciare dalla vestizione e dal tampone molecolare, per poter assicurare un atto di conforto apparentemente alla nostra cultura millenaria. Lo sostengo da dicembre e dopo aver visto tante persone morire, ma ora siamo forse in dirittura d’arrivo anche grazie alla lotta a tutto campo del collega Tutolo” dice Fabiano Amati: “Si arriva un po’ tardi, non c’è dubbio. Ma abbiamo dovuto superare notevoli contrasti e avversità, nonostante in molte regioni italiane è bastata una semplice deliberazione per rendere possibile ciò che mi pare estremamente ragionevole. È chiaro che questa possibilità di umanità s’interseca con notevoli problemi di sicurezza che vanno in ogni caso assicurati; ma poiché è possibile conciliare sicurezza e umanità, aggiungendo solo un po’ più di applicazione organizzativa, mi pare che non ci sia alcun motivo per non procedere nel senso auspicato dalla nostra proposta di legge. Spero solo che martedì la proposta sia approvata dal Consiglio”.

“Condivido le finalità della proposta di legge approvata oggi per permettere ai pazienti in condizioni critiche di poter incontrare i loro cari, nel rispetto di un apposito protocollo. Ritengo però che la norma vada migliorata prevedendo che il protocollo sia stilato da un tavolo tecnico formato da esperti, in modo da garantire il rispetto delle linee guida nazionali per la sicurezza di operatori sanitari, pazienti e infermieri, come fatto in altre regioni. Bisogna tener conto anche delle condizioni logistiche in cui si trovano le strutture, chiedendo ai direttori sanitari delle Asl di stilare un elenco per ogni provincia degli ospedali in cui le visite sarebbero possibili rispettando le indicazioni dall’Iss. L’umanizzazione delle cure è già propria di medici e infermieri, che ogni giorno sono in prima linea non solo per curare da un punto di vista clinico chi è in Terapia Intensiva, ma dando ai pazienti anche sostegno e supporto. Dobbiamo fare sicuramente di più perché il contatto tra pazienti e familiari fa parte delle cure, ma il Consiglio non può andare oltre quelle che sono le sue competenze. Per questo mi sono astenuto al momento del voto, riservandomi di presentare in aula gli emendamenti al testo della proposta”. A dichiararlo il consigliere del M5S Marco Galante a margine della seduta della Commissione Sanità in cui è stata approvata la proposta di legge per permettere le visite straordinarie ai pazienti in Terapia Intensiva. “Medici e infermieri non sono angeli – continua Galante – ma persone che ogni giorno mettono a rischio anche la propria salute per dare la migliore assistenza e a loro vanno garantite le condizioni migliori per poter lavorare. Credo sia fondamentale confrontarsi con loro prima di esaminare la proposta in aula, chiedendo audizioni in Commissione. Ritengo prioritario poi aggiungere al testo anche un articolo che preveda l’aggiornamento costante dei familiari di chi è ricoverato in Terapia Intensiva, che troppo spesso sono costretti a passare ore a telefono per avere notizie dei propri cari. Serve l’attivazione di un Cup dedicato per ogni ospedale, in modo da poter seguire i propri cari. Tutti sappiamo quanto sia importante il rapporto umano e il conforto di un amico o di un parente per la guarigione e lavoreremo nella stessa direzione per poterlo garantire”.

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