27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2021 alle 16:59:00

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Silvia Donati, quando il jazz ha il timbro scuro di una donna

foto di Silvia Donati (foto mirko Silvestrini)
Silvia Donati (foto mirko Silvestrini)

Sono nuovamente a Bologna, città che adoro e che in fatto di arte, in particolare musicale, ritengo che sia l’ombelico del mondo. Sono qui per scambiare quattro chiacchiere con Silvia Donati, singer di altissimo spessore che mi impressiona già al primo impatto per il suo aspetto soddisfatto e felice per quello che è e che fa.

Cantante dal timbro scuro, riscaldante e ammantante, Silvia Donati è nata Bologna. Ha studiato con le cantanti Martina Grosse Burlage e Laverne Jackson. Poi approda al jazz attraverso la frequentazione di alcuni workshop con Barry Harris, Art Taylor, Rachel Gould, Horace Parlan e Michele Hendricks. Ha fatto parte del quintetto di Marcello Tonolo, Music on Poetry (con Pietro Tonolo, Franco Testa, Alfred Kramer), con il quale ha inciso i dischi Days e Seed Journey, composizioni originali scritte rispettivamente su poesie di Philip Larkin e Gregory Corso. Appassionata da anni di musica brasiliana, è presente come cantante e autrice di testi nell’album Vira Vida di Nicola Stilo con special guest Toninho Horta e, fra gli altri, Barbara Casini, Stefano Bollani e Roberto Gatto. Con il gruppo Siluet vince l’ottava edizione del premio Città di Recanati per le nuove tendenze della canzone d’autore. Il gruppo, interamente femminile, ha al suo attivo apparizioni televisive in programmi come Roxy Bar, 30 ore per la vita, Per amore, Mantova Musica Festival e partecipazioni radiofoniche a Guglielmo 95 con la Banda Osiris e Quelli che la radio di Giorgio Comaschi su Radio RAI.

Inoltre, si è esibita al Festival International du Musique Universitaire in Francia e ha tenuto svariati concerti in Albania e in club e teatri in tutta Italia. Insieme al gruppo Arcoiris ha calcato il palco del Festival do Avante di Lisbona, quello del festival jazz di Marostica e nell’ambito di Veneto Jazz presentando il CD Subterranea (IRMA Records, 2004). Collabora stabilmente con StandHard 3io, con il quale ha registrato gli album Singin’ in the Brain (Abeat Records, 2005) e Cocktail Saturno (Gallo Rojo, 2008), quest’ultimo più orientato verso il contemporary jazz. A sancire un’amicizia di lunga data, nel 2012 è uscito un disco di brani originali composti insieme a Sandro Gibellini, Continuando, album per il quale è stata ospite del programma Brasil su RAI Radio 1. Fiancheggiatrice del collettivo El Gallo Rojo, assieme alla formazione Ja Vigiu Plamja, ha inciso To Infinity and Beyond, figura nel disco di Zeno De Rossi intitolato The Manne I Love, mentre con la band The Humans ha registrato It’s Nine O’ Clock. Fra gli altri, ha condiviso il palco al fianco di musicisti blasonati in ambito nazionale e internazionale del calibro di Jimmy Villotti, Roberto Taufic, Gabriele Mirabassi, Piero Odorici, Carlo Atti, Achille Succi, Andrea Pozza, Renato Chicco, Ares Tavolazzi, Roberto Monti.

Più volte inserita nella Top Ten delle migliori voci jazz italiane, ha diretto seminari a Bologna, Mogliano Veneto, Feltre, Orsara e masterclass al conservatorio di Vicenza e Castelfranco Veneto. Insomma, ho di fronte un “uragano” di esperienza e energia alla quale chiedo di parlarmi del suo ultimo CD uscito proprio di recente: «Disponibile su tutte le piattaforme digitali e in copia fisica dallo scorso 12 febbraio, Vortice – mi dice – è il mio nuovo album, prodotto dall’etichetta Irma Records, firmato Silvia Donati & Nova 40. Questo progetto nasce grazie all’entusiasmo di Riccardo Rinaldi (OhmGuru) e Ninfa, che riuniscono eccellenti musicisti per dar vita a un disco fresco, concepito a cavallo fra l’acustico e l’elettronico, album pregno di marcate colorazioni jazz, latin jazz brasiliano (principalmente bossa nova e samba) e tanto altro ancora. Un lavoro corale che vede Massimo Greco in qualità di compositore e arrangiatore, oltre che alla tromba, con il suo suono riconoscibile, nei brani Manter a Calma, Sim ou Não, Wide e Sampinho, Maurizio Piancastelli (tromba in Fale Claro, coautore e arrangiatore di questa composizione), Alessandro Meroli (flauto in Fale Claro, flauto e sax baritono in Sim ou Não, flauto in Sampinho e in Apaixonada, sax baritono in Toda Colorida), Massimo Zanotti (trombone in Sim ou Não, Toda Colorida e Sampinho), Giancarlo Bianchetti (chitarra), Christian Lisi (contrabbasso) e Roberto Rossi (batteria, percussioni, voce in Parece Vortice e coautore di Fale Claro, Xeque Mate e Sampinho), formazione impreziosita dagli ospiti Nelson Machado (voce in Sim ou Não) e dalle coriste Barbara Giorgi e Monica Dardi in Sim ou Não».

Avendo avuto modo di gustarlo tutto, questo è esattamente uno di quegli album che vi consiglio di non perdere e che, personalmente, fanno dell’Irma Records ancora e forse soprattutto oggi, la Label per la quale nutro un rispetto incrollabile. Passo a chiedergli circa la situazione musicale in Italia e nel mondo. «La musica circola, in Italia come nel resto del mondo – mi risponde – Il problema sta nell’avere visibilità. Problema antico. I canali più “ufficiali” (radio, televisioni) passano pochi artisti e un po’ sempre gli stessi, ma c’è un enorme fermento sotto di musicisti bravissimi che continuano a fare la loro strada e a sviluppare i loro seri progetti. Per fortuna la rete sta dando quella opportunità che mancava: penso a piattaforme come Youtube o Bandcamp o anche le web radio dove puoi ascoltare e vedere praticamente tutto, oppure puoi anche essere produttore di te stesso, comporre, registrare e pubblicizzarlo da solo sui social… Insomma, secondo me il sistema di fruizione della musica sta molto cambiando, ma non ho proprio idea di cosa si possa fare per accrescere questi spazi».

Le chiedo allora le dieci tracce per lei più rappresentative: «non posso dirti solo 10 brani, è impossibile… – dice – appena ne penso uno me ne vengono in mente altri 100… non ci riesco davvero. Perché ogni brano che ho amato mi è rimasto dentro ed ha forgiato il mio gusto, ma sono troppi: se ci mettiamo dentro anche quelli dell’adolescenza, potremmo andare avanti per mesi, per cui preferisco elencarti le mie dieci tracce preferite tra le mie e che contengono e sono frutto della mia personale storia e cultura musicale». Eccole: 1. Parece vortice (Giuseppe Lisi, Roberto Rossi, Silvia Donati); 2. Fale claro (Roberto Rossi, Giancarlo Bianchetti, Maurizio Piancastelli, Silvia Donati); 3. Manter a calma (Massimo Greco, Silvia Donati); 4. Sim ou nao (Massimo Greco, Silvia Donati); 5. Asas de veludo (Dora Schillizzi, Silvia Donati); 6. Wide (Arianna Scartozzi, Silvia Donati); 7. Toda colorida (Jorge Ben Jor) Silvia Donati, voce – Massimo Greco, tromba e arrangiamenti – Massimo Zanotti, trombone – Alessandro Meroli, sax baritono, 8. Xeque mate (Dora Schillizzi, Roberto Rossi); 9. Sampinho (Roberto Rossi, Giancarlo Bianchetti, Massimo Greco, Silvia Donati) Silvia Donati, voce – Alessandro Meroli, flauto – Massimo Greco, tromba – Massimo Zanotti, trombone – Giancarlo Bianchetti, chitarra – Roberto Rossi, batteria e percussioni; 10. Apaixonada (Massimo Greco, Silvia Donati) Silvia Donati, voce – Alessandro Meroli, flauto – Giancarlo Bianchetti, chitarra – Christian Lisi, contrabbasso – Roberto Rossi, batteria e percussioni.

Vito Lalinga

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