17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 00:33:00

Cronaca News

Porte dello Jonio, oltre settecento vaccinazioni

foto di Vaccinazioni anti-covid al Porte dello Jonio
Vaccinazioni anti-covid al Porte dello Jonio

Prosegue la campagna vaccinale a Taranto e provincia, dove sono state superate le 186 mila inoculazioni, di cui oltre 137 mila prime dosi e circa 49 mila seconde dosi. Ha avuto un grande successo, sabato 1 e domenica 2 maggio, l’iniziativa di vaccinazioni degli over 60 in modalità drive trough presso il Centro Commerciale “Porte dello Jonio” di Taranto. Nella sola giornata del 2 maggio, sono stati oltre 700 i cittadini convenuti per ricevere la prima dose.

Ieri, 3 maggio, così come anche nei prossimi giorni fino a venerdì 7 maggio, tutti gli hub vaccinali della provincia sono aperti mattina e pomeriggio. Ieri mattina sono state somministrate complessivamente 1.967 dosi di vaccino, di cui 1.805 prime dosi e 162 seconde dosi. Più nel dettaglio, sono state eseguite 401 vaccinazioni con prima dose alla Svam di Taranto, 94 al Palaricciardi di Taranto, 205 all’hub di Martina Franca, 230 all’hub di Grottaglie, 216 all’hub di Manduria, 303 all’hub di Massafra e 356 all’hub di Ginosa. Hanno completato la vaccinazione, ricevendo la seconda dose: 107 persone al Palaricciardi, 43 a Massafra e 12 a Ginosa. Sono 1.357.654 le dosi di vaccino anticovid somministrate sino alla data del 3 maggio in Puglia (dato aggiornato alle ore 17).

Come ogni inizio settimana, si registra un drastico calo dei tamponi e dei nuovi contagi: lunedì 3 maggio in Puglia sono stati registrati 5.528 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus e sono stati registrati 335 casi positivi: 54 in provincia di Bari, 39 in provincia di Brindisi, 47 nella provincia Bat, 81 in provincia di Foggia, 100 in provincia di Lecce, 11 in provincia di Taranto, 3 casi di residenti fuori regione. Nelle ultime 24 ore, informa la Asl Taranto, si sono registrati cinque decessi. Strettamente collegato alla pandemia c’è l’altro tema cruciale del Recovery Plan. Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini, hanno tenuto un punto stampa ieri a Bari, nella sede dell’aeroporto, in occasione dell’incontro proprio sul Recovery Plan in programma con i componenti della Giunta regionale e i direttori di Dipartimento sul Recovery Plan.

“Grazie per essere qui – ha esordito il presidente Emiliano – Si tratta di un incontro di lavoro che non manca di avere anche un significato di incoraggiamento reciproco, perché siamo in un momento nel quale anche il morale della squadra che sta giocando deve essere tenuto alto. Noi siamo a sostegno istituzionale ma anche emotivo del Governo, ti preghiamo di portare il nostro saluto al presente del Consiglio Draghi e a tutti i tuoi colleghi. Hai assicurato in questi mesi, in difficilissime riunioni con il ministro della Sanità, il collegamento e la reciproca comprensione, perché la tua esperienza ti consente di comprendere le difficoltà dei presidenti delle regioni. Quindi, anche come vicepresidente della Conferenza delle Regioni, colgo l’occasione per ringraziarti di questo tuo contributo sempre nitido. Oggi incontrerai tutta la nostra Giunta. Noi ti chiederemo di comprendere l’intima ragione del successo di questi anni della Puglia. La Puglia da 15 anni a questa parte è una Regione che ha lavorato moltissimo proprio sui pillar del Pnrr. Sulla questione di Genere, oggi abbiamo approvato una delibera che io considero storica, sull’Agenda di Genere. Tutte le azioni di governo della Regione Puglia verranno filtrate dagli obiettivi del Pnrr e costituiranno un elemento fondamentale di riequilibrio. Inoltre la Giunta oggi ha già affrontato in termini di riequilibrio tra Nord e Sud la questione sanitaria. Noi siamo certi che tu e il tuo Governo farete in modo che i cosiddetti Lep, i “livelli essenziali delle prestazioni”, diventeranno il metro e la misura della distribuzione dei finanziamenti in materia socio sanitaria con l’aiuto anche degli investimenti che verranno dal Recovery Plan. Questo significa che la Puglia si candida a diventare una regione ‘normale’.

In realtà lo è già, noi non siamo commissariati, non abbiamo particolari problemi legati alla sanità, siamo in piano operativo, quindi l’ultima fase del riesame della nostra solidità finanziaria, e speriamo di poter soddisfare ogni esigenza. E poi i giovani. La Regione Puglia in questi anni ha messo a punto credo le politiche giovanili più interessanti d’Italia, siamo stati capaci di costruire senza tarpare le ali a nessuno e quindi senza pretendere un legame troppo forte col territorio, che i nostri giovani si confrontassero col mondo, con l’Italia, con le aziende, con la cultura d’impresa e intendiamo continuare su questa strada. Potrei parlare di mille altre cose ma vogliamo solo dire che noi siamo qui, siamo pronti, siamo nati pronti perché i pugliesi sanno che se qualcuno ci chiede di alzare la mano, dobbiamo essere più veloci degli altri altrimenti rischiamo di rimanere a terra. Non abbiamo molti santi in paradiso. Ne abbiamo uno che è formidabile, San Nicola, che ovviamente è un santo che tutela anche le relazioni tra Est e Ovest e chissà che questo non possa portarci ulteriore vantaggio.

Grazie ancora perché consideriamo la tua presenza qui un privilegio e un segno di amicizia che non dimenticheremo”. “La Puglia rappresenta la terza tappa di un tour che mi porterà a visitare tutte le regioni italiane – dichiara il ministro Gelmini – ma è la prima regione del Sud che visito e che ritengo dovrà essere protagonista della rinascita del Paese. Ringrazio il presidente Emiliano perché in questi pochi mesi di Governo non è mai mancato un confronto serrato sulle questioni che hanno riguardato la pandemia e credo che questo confronto si rafforzerà anche per il ruolo che il presidente Emiliano ricopre all’interno della Conferenza delle Regioni. Con il presidente Fedriga, Emiliano condivide la responsabilità di guidare un organismo al quale il Governo assegna una grande rilevanza. Non a caso il presidente Draghi ha voluto per primo ascoltare, confrontarsi con la Conferenza per quanto riguarda il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, perché il Governo ha chiaro che non è possibile la messa a terra di oltre 200 miliardi di investimenti senza un confronto serrato con gli enti locali, con le Regioni, con l’Anci, con l’Unione delle Province italiane. È evidente che abbiamo di fronte a noi una grande opportunità, rispetto alla quale serve un gioco di squadra autentico e forte.

D’altronde abbiamo costruito e voluto un Governo di unità nazionale e non avrebbe senso trasferire il conflitto fra lo Stato e le Regioni. E quindi credo che in questa stagione così difficile ma densa di sfide per il futuro sarebbe sbagliato che il Governo si arroccasse nel palazzo.Sono qua per ascoltare il territorio, per ascoltare la voce di chi è in prima linea nell’affrontare, nel combattere il virus ma anche nel porre le basi appunto di quella ripartenza che tutti noi auspichiamo avvenga nel più breve tempo possibile. Peraltro il Mezzogiorno è assolutamente centrale nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e ha una doppia trasversalità, perché non solo il Sud rappresenta un’area alla quale il Piano guarda con particolare attenzione ma certamente all’interno di questo Piano, che deve essere visto non con una sommatoria di numeri di investimenti ma come un’opportunità per dare centralità alle persone, devono essere le persone ad animare, a vivere, a condividere e a realizzare questo Piano. E certamente un’attenzione particolare il Piano la riserva ai giovani e alle donne.

Ai giovani perché purtroppo l’Italia questo primato che vorremmo abbandonare quanto prima, quello di 2 milioni di giovani che non lavorano e non studiano, i cosiddetti neet, ma sappiamo che ci sono tanti talenti, tante capacità che cercano solo le opportunità per realizzare quelle competenze e quella creatività che è una caratteristica di questa regione ma direi del nostro Paese. E certamente mi auguro che non solo il Governo ma gli enti locali e il Parlamento si occupino anche di superare quel divario non solo generazionale ma anche di Genere”.

1 Commento
  1. marina ponticelli 5 mesi ago
    Reply

    Io, come tanti altri della mia fascia d’età 60-79 anni, non ci sto a farmi astrazeneca, caro Lo Palco e Emiliano.
    Perchè non avete lasciato libera scelta a noi come la regione Lazio?
    Eppure le regole dovrebbero essere uguali per tutti caro Speranza e Figliulo.
    Avete comprato troppi astrazeneca per questione di costo ed ora avete imposto nuove regole per smaltirle.
    Smaltitele su tutti voi e vostri parenti, amici, collaboratori ecc.
    Dove è la democrazia?

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