20 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Giugno 2021 alle 14:59:01

Il Palazzo di città di Lizzano
Il Palazzo di città di Lizzano

LIZZANO – “In tempi di Covid, a Lizzano, “muore” anche la democrazia”. Così, in una nota stampa, i consiglieri comunali Massimo Berdicchia, Carmelo Bottazzo, Chiara Caniglia, Angelo De Lauro, Gianluca Lecce, Angela Mele e Ilaria Saracino. “Si è tenuto venerdì 30 aprile il Consiglio Comunale di Lizzano il quale, finalmente è tornato in ”presenza”, a seguito di reiterate richieste della minoranza- scrivono i sette consiglieri comunali- fra i punti all’ordine del giorno figurava anche la discussione della Mozione prot. n. 15190 del 22.12.2020, riguardante la discussione sulla opportunità per il Comune di Lizzano di costituzione di parte civile nel procedimento penale che vede imputata il sindaco Antonietta D’Oria. Benché il Regolamento del Consiglio e delle Commissioni Consiliari Permanenti vigente preveda che le mozioni siano svolte all’inizio della seduta immediatamente successiva alla loro presentazione, la Presidente del Consiglio Comunale ha pensato di attendere ben quattro sedute della massima Assise Comunale, prima di decidersi ad inserire la predetta mozione per la relativa discussione.

Ma questo non è niente, poiché, subito prima di illustrare il punto per la discussione, il vicesindaco ha voluto prendere la parola per porre una questione pregiudiziale sullo stesso per evitarne la democratica discussione. Ed è così che è spuntata una delibera della Giunta Comunale n. 72 che il giorno prima era stata pubblicata all’Albo pretorio on line del Comune di Lizzano, con la quale la stessa Giunta deliberava di “non procedere con la costituzione di parte civile del Comune di Lizzano, nel procedimento R.G. n….”. La richiamata delibera G.M. n. 72/2021 risulta sprovvista dei pareri di competenza riguardo le regolarità tecnica e contabile e, contraddittoriamente, riporta testualmente “… sottopone alla Giunta la proposta della deliberazione in oggetto, qui di seguito trascritta, unitamente ai pareri favorevoli del responsabile del servizio interessato (art. 49 del T.U. n. 267/2000), per quanto riguarda la regolarità tecnica, nonché del responsabile di ragioneria per quanto concerne la regolarità contabile (art. 49 del T.U. n. 267/2000).” La questione pregiudiziale proposta dal vicesindaco Morelli in merito alla mozione atteneva alla opportunità di non discutere la mozione, poiché da intendersi “superata” per l’avvenuta approvazione della delibera di Giunta- prosegue la nota firmata dai sette c consiglieri- in quell’atteggiamento ostruzionistico volto a non farci parlare della questione ci abbiamo letto imbarazzo e volontà di tapparci la bocca.

Non ci è stata data la possibilità di esprimere le nostre considerazioni “garantiste” e “di fiducia nei confronti dell’operato della magistratura”, niente, non abbiamo potuto esprimere alcun concetto, nemmeno concetti giuridici sull’opportunità o meno della costituzione di parte e di come questa non significhi per forza andare contro l’imputato ma bensì significhi far partecipare l’Ente (e di conseguenza simbolicamente tutta la cittadinanza) a un processo che vede il Comune di Lizzano parte offesa. Avremmo voluto rammentare agli assessori che rappresentano, per volontà popolare, tutti i cittadini e che hanno il diritto e il dovere di svolgere tutti le funzioni che difendano e rappresentino la comunità; che hanno anche il diritto/dovere di partecipare alla formazione della prova in giudizio nella speranza (ed è questo il nostro augurio) che la verità emerga, qualunque essa sia e che Lizzano e il suo primo cittadino escano indenni dalle aule di giustizia. Niente, siamo stati imbavagliati. Il diritto sancito dal “Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali” in capo ai consiglieri comunali non può essere subdolamente “superato”, come qualche luminare ha voluto far credere, con una semplice delibera della Giunta Comunale. È stato cancellato, di fatto, il disposto di una norma nazionale con una delibera della Giunta Comunale, in barba al principio della gerarchia delle norme. Può una delibera di Giunta comunale “superare” una legge? Può una delibera di Giunta “superare” una delibera di consiglio? Si possono imbavagliare 7 consiglieri comunali? A Lizzano sì! Per questo, e tanto altro, saremo costretti nuovamente ad interessare il Prefetto”.

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