22 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 07:26:25

Cronaca News

Arcelor Mittal, acciaio prodotto con le armi

foto di Un operaio Arcelor Mittal
Un operaio Arcelor Mittal

Un’operazione con un duplice obiettivo, contribuire all’economia circolare e ridurre la circolazione delle armi. E’ quella realizzata in Belgio da ArcelorMittal, socio di Invitalia nella neonata società pubblico-privato Acciaierie d’Italia.

La multinazionale dell’acciaio ha distrutto quasi 22.500 armi che erano state sequestrate dalla polizia. Da quanto riferiscono alcuni siti web, la distruzione delle armi fa parte di un’importante operazione condotta con la collaborazione delle forze dell’ordine nel porto di Gent (in fiammingo o Gand in olandese), città capoluogo delle Fiandre Orientali che diede i natali all’imperatore Carlo V d’Asburgo. Le armi distrutte includono anche fucili e pistole consegnati spontaneamente dal pubblico in generale negli ultimi diciotto mesi in tutto il Belgio, ma anche armi che appartenevano agli agenti di polizia. Nel primo caso si tratta di persone che hanno deciso di sbarazzarsi di vecchie armi non più correttamente funzionanti oppure non più necessarie, soprattutto nel caso di cacciatori e sportivi. Per conferire tutte le armi in uno stabilimento del gigante dell’acciaio nel porto di Gent, i servizi di polizia hanno organizzato un’operazione segreta durata tre giorni.

Una ventina di ufficiali hanno sorvgliato le operazioni di trasporto e di consegna delle armi e le hanno custodite anche dopo l’arrivo ad ArcelorMittal. Carina Van Cauter, governatore della provincia delle Fiandre orientali, ha rivolto parole di apprezzamento all’operazione perchè, ha evidenziato, “è un bene per la sicurezza dei cittadini che in una comunità venga limitata il più possibile la circolazione delle armi. Infatti ha fatto notare, “in questo modo si evita che le armi nelle mani possano finire nelle mani sbagliate”. “L’altro dato positivo è che la metà delle armi da fuoco sono state consegnate dai proprietari, alcuni dei quali le avevano ereditate ma non volevano tenerle – ha spiegato Carina van Cauter – mentre le altre erano quelle dismesse dalle forze dell’ordine”. Le armi che sono state fuse hanno consentito di produrre ben sessanta tonnellate di acciaio che verrà riciclato e utilizzato per altri scopi, molto probabilmente pacifici. “E’ un modo per contribuire all’economia circolare”. Ha commentato Carina Van Cauter. E’ la terza volta che viene effettuata un’operazione di questo tipo nel sito belga di Gent del colosso mondiale della siderurgia.

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