15 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Giugno 2021 alle 17:29:48

foto di Nave Alpino
Nave Alpino

Lunedì mattina all’alba, la fregata Alpino della Marina militare, impegnata nell’Operazione Mare Sicuro, ha ricevuto la comunicazione via radio da un gruppo di pescherecci 7 italiani, intenti inx attività di pesca nelle acque della cirenaica all’interno della zona definita dal Comitato di Coordinamento Interministeriale per la Sicurezza dei Trasporti e delle Infrastrutture “ad alto rischio” (a 26 miglia nautiche da limite esterno delle acque territoriali libiche), che un gommone proveniente dalla costa Cirenaica dirigeva ad alta velocità verso di loro. Prontamente la nave ha ridotto le distanze con i pescherecci ed ha lanciato in volo l’elicottero di bordo ed il proprio gommone a mare, per fornire eventuale assistenza.

In relazione alla pericolosità dell’area, tutti i pescherecci si sono allontanati dall’area ed è stato mantenuto l’elicottero in volo per assicurare che non si verificassero incidenti. L’operazione Mare Sicuro, avviata il 12 marzo 2015 a seguito dell’evolversi della crisi libica, prevede il dispiegamento di un dispositivo aeronavale per garantire attività di presenza, sorveglianza e sicurezza marittima nel Mediterraneo centrale e nello Stretto di Sicilia, in applicazione della legislazione nazionale e degli accordi internazionali vigenti. Con la delibera del Consiglio dei Ministri del 28 dicembre 2017, dal 1 gennaio 2018, i compiti della missione sono stati ampliati a ricomprendere le attività di supporto e di sostegno alla Guardia Costiera e alla Marina Militare libiche per il contrasto dell’immigrazione illegale e del traffico di esseri umani.

Sono assegnati all’Operazione fino a 6 mezzi navali, (dal DM2018 “con l’impiego di 6 mezzi navali, di cui uno dedicato all’assistenza tecnica della Marina/ Guardia Costiera libica e di 5 mezzi aerei”) impiegati prevalentemente nelle attività di presenza e sorveglianza in Mediterraneo Centrale, ed un’Unità navale ausiliaria impiegata per il supporto alla Guardia Costiera e Marina Militare libiche. Le unità d’altura incluse nel dispositivo aeronavale operano in un’area di mare di circa 160.000 km quadrati, situata nel Mediterraneo centrale, che si estende al di fuori dalle acque territoriali di stati terzi ed è delimitata a sud dal limite delle acque territoriali libiche, mentre l’unità ausiliaria opera prevalentemente rimanendo ormeggiata in porto a Tripoli.

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