17 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Giugno 2021 alle 07:03:25

Cronaca News

Buoni servizio infanzia, c’è l’interrogazione

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Buoni servizio infanzia

«È diventata davvero insostenibile la situazione di asili e centri socio educativi convenzionati con la Regione Puglia per l’erogazione dei servizi per l’infanzia, messi in ginocchio nell’attesa estenuante dei pagamenti dovuti». Lo afferma il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo de ‘La Puglia Domani’ in Consiglio regionale. «Pur avendo garantito le attività da settembre scorso, da otto mesi aspettano di ricevere la quota di partecipazione della Regione. I pagamenti slittano praticamente alle soglie della chiusura dell’anno di erogazione dei servizi, costringendo le strutture ad autosostentarsi con enorme fatica. Quest’anno, per giunta, i contratti sono stati stipulati solo a marzo, non consentendo neppure di avere un titolo con cui chiedere un anticipo delle fatture in banca.

Una precarietà che rende difficile la gestione delle attività ed obbliga a fare salti mortali per pagare gli stipendi degli operatori e le spese di funzionamento, pregiudicando la qualità e la continuità dei servizi erogati a migliaia di bambini pugliesi in condizione di disagio e fragilità. Ho chiesto conto di questa situazione in un’interrogazione urgente, per conoscere i tempi di erogazione del contributo regionale. Ed ho voluto portare all’attenzione dell’assessora al Welfare Barone un caso emblematico: quello dell’asilo nido Giocogiocando di Racale, piccola comunità in provincia di Lecce. Due giorni fa l’asilo ha chiuso i battenti in segno di protesta contro le lungaggini della macchina burocratica regionale. Pur essendo una struttura modello, dopo sette anni di lavoro portato avanti con professionalità e dedizione, ha dato forfait. Una scelta obbligata, conseguenza di ritardi inaccettabili. Questo favorisce peraltro chi agisce nell’illegalità, offrendo servizi a basso costo e sottopagando i dipendenti, mentre centri e asili convenzionati con la Regione sono tenuti ad osservare standard molto rigidi soprattutto a difesa dei lavoratori. E a farne le spese è chi lavora con trasparenza e coscienza. Questo non è accettabile, e chiediamo all’assessora al Welfare di rispettare la dignità di queste strutture, che con le loro attività sono presìdi preziosi di contrasto alla povertà educativa».

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