16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 18:41:07

Cronaca News

Volano palloncini dal plesso intitolato al “giudice ragazzino”

foto di Il giudice Rosario Livatino
Il giudice Rosario Livatino

L’istituto comprensivo Moro di Taranto organizza martedì 11 maggio presso il giardino del plesso Livatino, via Alto Adige 14, alle ore 11, un momento in omaggio al “Giudice ragazzino” in occasione della sua beatificazione che avverrà domenica 9 maggio presso la cattedrale di Agrigento e presieduto dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Il dirigente scolastico, Loredana Bucci, porgerà i saluti all’avvocato Alessandro Tedesco, referente di “Libera Taranto – associazione, nomi e numeri Contro le Mafie”, in videochiamata al prof. Salvatore Insenga, cugino ed unico superstite della famiglia Livatino, agli alunni, alla referente del progetto di cittadinanza, l’insegnante C. Gentile ed ai docenti presenti.

L’evento si colloca a trent’anni dalla morte del giudice a cui il plesso è stato intitolato; Rosario Livatino è passato alla storia come “il giudice ragazzino”, perché quando morì, per mano di quattro killer e per ordine della Stidda, la mafia agrigentina, lungo la statale che ogni mattina percorreva con la sua auto da Canicattì ad Agrigento, il magistrato aveva appena 38 anni: Nando Dalla Chiesa scelse di chiamarlo “il giudice ragazzino” e lo fece in polemica con l’espressione coniata da Francesco Cossiga. Dalla sentenza che ha condannato esecutori e mandanti del suo omicidio, si evince che Livatino è stato ucciso perché «perseguiva le cosche mafiose impedendone così l’attività criminale». L’istituto comprensivo “R. Moro” che, considera l’Educazione alla Legalità come uno degli aspetti fondamentali della formazione integrale della persona, ha manifestato particolare attenzione all’accaduto. Tema centrale sarà il ricordo della vittima di mafia Rosario Livatino.

Uno dei percorsi del progetto ha avuto l’intento di “favorire l’acquisizione di atteggiamenti e comportamenti rispettosi della legalità democratica e della convivenza civile. Attraverso l’analisi del fenomeno mafioso nelle sue varie sfaccettature si è posto l’obiettivo di creare nei ragazzi la consapevolezza della cultura mafiosa e dell’illegalità, facendo maturare in loro il senso di giustizia, lealtà ed appartenenza. Partendo dalle origini storiche, culturali e geografiche del fenomeno”. I ragazzi a conclusione dei percorsi hanno fatto ricerche e prodotto lavori avvicinandosi, così, al tema della mafia. In occasione della Beatificazione del giudice Rosario Livatino gli alunni di tutte le classi quarte e quinte dell’istituto comprensivo Moro, hanno approfondito alcuni aspetti del fenomeno mafioso, della vita e dell’operato del giudice, vittima di mafia e raccogliendo la disponibilità del prof. Salvatore Insenga, unico sopravvissuto della famiglia Livatino, che hanno incontrato in Meet tutti i martedi a partire dal 13 aprile hanno approfondito: origini del fenomeno mafioso; concetto di mafia, legalità e ricaduta sulla vita di ognuno; biografia del giudice; concetti legati al significato di “testimone di giustizia”; articoli della Costituzione che sanciscono la criminalità organizzata; cammino che ha condotto alla Beatificazione I ragazzi esprimeranno nella mattina dell’11 maggio le proprie riflessioni cosi che l’esperienza possa trasformarsi in un momento di arricchimento e crescita.

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