16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 07:01:57

Cronaca News

Processo Ambiente Svenduto, “Con i Riva l’Ilva ha ridotto la diossina”

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Processo Ambiente Svenduto

Lo stabilimento rappresentato come “luogo di fatica e sudore”, di “investimenti e di impegno”. Il difensore di Fabio Riva, avvocato Luca Perrone, prosegue sul solco tracciato dal suo collega che assiste il direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso, avvocato Vincenzo Vozza, con una rappresentazione della fabbrica siderurgica nettamente opposta a quella della narrazione accusatoria dell’Ilva targata Riva sinonimo di malattie e morte.

La narrazione difensiva, che tira le somme di circa 5 anni di dibattimento, si basa sui dati emissivi di relazioni Arpa, testimonianze e interrogatori degli imputati. L’obiettivo è quello di confutare la tesi dell’accusa, secondo la quale i Riva hanno effettuato “investimenti e interventi solo sulla carta”. “I numeri parlano chiaro. L’impegno e gli investimenti per l’ambientalizzazione della fabbrica, da parte dei Riva, superano quelli dello Stato. La gestione privata ha effettuato maggiori interventi di miglioramento delle performance ambientali rispetto a quella pubblica”. L’avvocato Perrone ha citato la realizzazione dell’impianto per l’abbattimento delle diossine: “Fu sottoscritto un protocollo da Ilva a Palazzo Chigi a febbraio 2009 in cui i Riva si impegnavano a realizzare l’impianto Urea per l’abbattimento delle diossine entro otto mesi dal rilascio del permesso a costruire da parte del Comune di Taranto”. Un impegno che è stato rispettato”.

Il legale ha fatto riferimento ai campionamenti ambientali su dati delle emissioni di pcb, ipa e diossine. E anche ai provvedimenti di arresto e sequestro del gip Patrizia Todisco: “Anche il gip riconosce che sono stati apportati miglioramenti per la sicurezza della salute dei lavoratori e dei cittadini delle zone vicine alla fabbrica. Ma ha scritto anche che la produzione dell’acciaio rimane ad alto rischio. Quindi sul banco degli imputati ci sono Fabio Riva, Capogrosso e tutti gli altri per la produzione. Ma se vengo autorizzato a produrre l’acciaio e rispetto i limiti nazionali e regionali non mi si può contestare che la produzione è ad alto rischio”.

Eppure, ha detto Perrone nell’arringa, i dati confermano un calo considerevole delle emissioni quasi sempre al di sotto dei limiti consentiti: ”Lo stabilimento, come riferito in aula dall’imputato Andelmi, aveva tutte le certificazioni di qualità e questo comportava anche i controlli esterni. Tutto ciò per evidenziare, come ha fatto in precedenza il mio collega Vozza, che Ilva era una macchina fatica e sudore non un impianto che ha prodotto il disastro ambientale che viene contestato. Questo processo va avanti per bandiere ideologiche. L’impegno per la riduzione del benzopirene – ha evidenziato il legale- è dimostrato dai numeri delle relazioni tecniche di Arpa Puglia del 12 giugno 2012 e di dicembre 2010, così come è dimostrato che la cokeria è stata sottoposta a tutti gli interventi di adeguamento previsti dalle Mtb, ha ridotto le emissioni ed effettuato interventi di revamping e di ricostruzione delle testate dei forni”.

Inoltre, “il rispetto limiti delle emissioni delle batterie è stato evidenziato dll’ingegnere Fruttuoso, perito della difesa che ha smentito le relazioni dei custodi”. Alcune campagne di montiroraggio “hanno evidenziato livelli del benzopirene 16 volte inferiori, numeri significativi dell’impegno dell’azienda e di chi ci lavorava oltre gli investimenti”. Forse, non è un caso, ha aggiunto l’avvocato Perrone, che “chi ha lavorato in quello stabilimento, mi riferisco a Dimastromatteo, imputato in questo processo, che è stato nominato direttore di questo stabilimento. Quindi c’erano figure e professionalità di altissimo livello, non era un luogo di malattie e morte come sostiene il pubblico ministero”. Con la conclusione dell’arringa del difensore di Fabio Riva, la parola passa ai legali delle tre società, imputate insieme alle 44 persone fisiche, gli avvocati Garzone, difensore della Partecipazioni industriali spa in as (già Riva Fire spa in liquidazione), Angelo Loreto e Di Nacci per Ilva in amministrazione straordinaria e Pasquale Annichiarico difensore di Nicola Riva e Riva Forni Elettrici. Quella di venerdì 7 maggio è la quinta udienza di questa settimana del processo “Ambiente svenduto” fissata dal presidente della Corte d’Assise Stefania D’Errico. Il tour de force sarà interrotto dalla pausa di lunedì 10 e riprenderà martedì 11.

Annalisa Latartara

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