23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 11:00:13

Cronaca News

Nei verbali di Amara la nomina di Capristo

Carlo Maria Capristo
Carlo Maria Capristo

Dai verbali di Amara sulla presunta loggia coperta denominata “Ungheria” spuntano anche le nomine dei vertici di alcune Procure, decise dal Csm negli anni 2008-2017, fra le quali ci sarebbe anche quella di Taranto. L’avvocato Piero Amara avrebbe parlato della nomina a procuratore di Carlo Maria Capristo, avvenuta il 23 marzo 2016.

Stando alle notizie diffuse da alcuni quotidiani e agenzie nazionali, l’avvocato Piero Amara, ex legale dell’Eni, nel corso degli interrogatori davanti ai pm della Procura di Milano Paolo Storari (il magistrato che ha consegnato a Davigo le copie dei verbali) e Laura Pedio, avrebbe parlato di condizionamenti per alcune nomine. Sempre secondo le notizie riportate da testate nazionali, le asserite manovre per la scelta dei procuratori avrebbero riguardato sedi giudiziarie sparse nella Penisola. Lo spunto per le domande dei pubblici ministeri sarebbe scaturito da un appunto, trovato sul computer nell’ultima perquisizione effettuata dagli investigatori, il cui contenuto riguarderebbe rapporti con alcuni magistrati. Amara avrebbe raccontato di un suo intervento per garantire a Capristo la nomina a procuratore di Taranto, ruolo che il magistrato ha ricoperto fino a maggio di un anno fa, quando, a conclusione di un’indagine della Procura di Potenza, è stato arrestato e sottoposto ai domiciliari. Rimesso in libertà ad agosto, attualmente è sotto processo davanti al Tribunale di Potenza. Secondo quanto riferito da Amara, la sua intercessione avrebbe avuto come fine quello di superare il veto nei confronti di Capristo.

Veto collegabile a Luca Lotti, secondo Amara, poichè avere l’ok di Lotti in quel periodo significava avere la maggioranza al Csm. Secondo l’Adnkronos, Amara avrebbe spiegato ai pm milanesi che ‘Capristo era molto amico’ di un suo conoscente, Filippo Paradiso, poliziotto pugliese che in passato ha prestato servizio negli uffici di diretta collaborazione di vari sottosegretari alla presidenza del Consiglio. Dell’amicizia col poliziotto ha riferito ai giudici di Potenza il pm Lanfranco Marazia, nel processo a carico di Capristo. Ovviamente l’attendibilità delle dichiarazioni di Amara è tutta da verificare e per questo la magistratura le sta vagliando accuratamente. La vicenda di questa presunta loggia denominata “Ungheria”, (dall’abitazione di un magistrato deceduto), stando sempre a notizie riportate da alcuni quotidiani nazionali, è ancora tutta da inquadrare.

Amara avrebbe dichiarato che ne facevano parte magistrati, alti rappresentanti delle forze dell’ordine e di altre istituzioni ma, finora, non avrebbe consegnato alcun elenco. Nei giorni scorsi sono piovute diverse smentite, soprattutto da esponenti del mondo politico. L’avvocato Amara è stato spesso al centro di vicende complesse, come l’intricata rete di depistaggi e dossier ai danni di alcuni esponenti dell’Eni. A quanto pare, in Procura a Perugia pende un procedimento analogoe anche in quel caso Amara è stato sentito. Non è la prima volta che saltano fuori storie di nomine dei procuratori pilotate da Amara e anche da Palamara (l’inchiesta sull’ex leader dell’Anm nasce da uno dei filoni di indagine su Amara). Nomine che nel sud Italia riguarderebbero anche magistrati tarantini di altre sedi giudiziarie.

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