21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Giugno 2021 alle 16:41:48

Cronaca News

Capristo smentisce Amara, “Nomina regolare proposta dal Csm”

L'ex procuratore Capristo
L'ex procuratore Carlo Maria Capristo

L’ex procuratore capo di Taranto Carlo Maria Capristo smentisce l’avvocato Piero Amara. Il magistrato è stato tirato in ballo dall’ex legale dell’Eni nell’ambito dell’inchiesta, condotta dalla Procura di Milano, sulla presunta loggia coperta “Ungheria” che sta sconvolgendo l’intera magistratura italiana. Contattato da Tarantobuonasera, ha accettato di commentare la vicenda. Come riportato nelle edizioni cartacea e on line, l’avvocato Amara avrebbe fatto il nome di Capristo nelle dichiarazioni rese ai pm di Milano, raccontando di una sua presunta intercessione per la scelta del procuratore di Taranto da parte del Consiglio Superiore della Magistratura.

Capristo ha difeso la piena legittimità della sua nomina, sostenendo le sue argomentazioni e fornendo, in esclusiva al nostro giornale, copia della proposta della V Commissione presentata al plenum del Csm dalla relatrice professoressa Balducci. “Chiariamo subito un aspetto di questa vicenda. La mia nomina – ha spiegato il magistrato- è stata perfettamente regolare. I titoli e il mio profilo parlano da soli. Sono stato proposto dalla professoressa Paola Balducci, componente laica di sinistra del Csm, della Quinta commissione uffici direttivi e su proposta della relatrice sono stato votato. Otto o nove mesi prima – ha puntualizzato ancora Capristo- una relatrice diversa, la presidente Casellati, aveva proposto la mia nomina alla Procura generale di Bari. In quella circostanza, una collega ed io abbiamo riportato gli stessi voti, 11 voti io, 11 voti lei. Con la votazione conclusa in pareggio è passata la nomina della collega per anzianità. Tanto è vero che presentai ricorso al Tar.

La stessa Commissione, con una relatrice diversa, come dicevo la professoressa Balducci, per la Procura di Taranto ha proposto il mio nome che è stato votato da una maggioranza qualificata in quanto ritenuto, fra i candidati, il più idoneo, per merito e attitudini, a dirigere quell’ufficio giudiziario. Questo è stato lo scenario in cui sono stato votato dal Csm, quindi non avevo alcun bisogno di rivolgermi ad altri per caldeggiare la mia nomina”. Il magistrato parla anche dei rapporti con l’avvocato Amara, spiegando che sono stati solo di carattere istituzionale e che con lui ha tenuto sempre incontri mai riservati ma sempre allargati agli altri colleghi della Procura di Trani prima e di Taranto successivamente. “Questo avvocato l’ho conosciuto a Roma, un po’ di anni fa, forse nel 2014, nel corso di un incontro con tantissime persone promosso da don Aldo Bonaiuto, sacerdote considerato l’erede di don Benzi, che ha avuto ampi riconoscimenti anche dal Santo Padre. Erano presenti diverse ragazze abbandonate, abusate, di nazionalità diverse, da lui strappate a situazioni di disagio, che hanno raccontato le loro storie. In questa circostanza mi è stato presentato l’avvocato Amara come legale dell’Eni.

A distanza di tempo, nel 2015, mentre eravamo impegnati sull’esposto anonimo contro l’Eni, mi ha contattato Amara, anche in questo caso come avvocato dell’Eni, chiedendo un appuntamento per conto dello staff legale della società. Dopo aver consultato i due sostituti assegnatari delle indagini, ho fissato l’appuntamento e quando i legali sono arrivati a Trani in Procura, dopo i saluti di circostanza, hanno interloquito direttamente con i due colleghi. L’avvocato Amara è ricomparso poi a Taranto per due o tre incontri dei commissari straordinari Ilva con il mio ufficio. Incontri che si sono tenuti insieme ai quattro sostituti del procedimento penale ‘Ambiente svenduto’, mi riferisco al dottor Mariano Buccoliero, alla dottoressa Giovanna Cannarile, al dottor Remo Epifani, al dottor Raffaele Graziano e al procuratore aggiunto Pietro Argentino. I commissari straordinari erano col loro avvocato Angelo Loreto. Uno dei commissari, il professor Enrico Laghi era accompagnato da questo avvocato che si presentò come esperto di diritto ambientale. Amara ha partecipato agli incontri due o tre volte, rimanendo in silenzio. Tutto questo è avvenuto in un periodo antecedente alla vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto. Dopo quelle circostanze non l’ho più visto, non ho mai avuto frequentazioni diverse da quelle dell’ufficio e –ha sottolineato Capristo- non ci sono mai stati incontri riservati fra me e lui ma solo in presenza di altri colleghi dello stesso ufficio giudiziario. Gli incontri, anche questo ci tengo a precisarlo, riguardavano la richiesta di patteggiamento sul decreto legislativo 231/2001 da parte della struttura commissariale di Ilva in amministrazione straordinaria; richiesta a cui la Procura si stava riservando di dare il consenso”. Riguardo alla presenza di Amara a Taranto, da un’inchiesta della Procura di Roma (come riferito a luglio 2019 da Tarantobuonasera) emerge che l’avvocato a gennaio 2016 aveva trasferito a Martina Franca il domicilio fiscale e la sede legale di tre società. Quindi il suo arrivo in provincia jonica è antecedente alla nomina di Capristo. Infine, il legale siciliano avrebbe anche riferito di un intervento dell’onorevole Luca Lotti. Ma anche su questo Capristo è categorico e smentisce: “Non ho mai avuto rapporti o frequentazioni con l’onorevole Lotti. La mia nomina è stata frutto di un percorso lineare e interno al Csm, senza interventi esterni, proposta con la relazione approvata dal Csm”.

Annalisa Latartara

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