17 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Giugno 2021 alle 07:03:25

Cronaca News

Sequestrati beni per 4 milioni di euro a venditore ambulante

foto di Agente della Direzione investigativa antimafia
Agente della Direzione investigativa antimafia

La Direzione investigativa antimafia con il supporto operativo della Questura di Taranto ha dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro, finalizzato alla confisca di beni ,per un valore di oltre 4 milioni di euro risultati nella disponibilità di Martino Camassa, 53enne di Martina Franca, già condannato per estorsione, furto, ricettazione continuata, produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, contraffazione di pubblici sigilli, sostituzione di denaro e valori provenienti da rapina aggravata, evasione fiscale. Camassa nel dicembre 2020 è stato colpito da provvedimento di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione denominata “Mercante in Fiera” coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, in quanto ritenuto a capo di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di cocaina che operava su tutto il territorio nazionale.

‘Mercante in Fiera’, è il nome tratto dal lavoro di copertura svolto da Martino Camassa, e precisamente l’attività di venditore ambulante in fiere e mercati nelle province di Taranto e Brindisi. L’indagine, condotta dal Nucleo Investigativo di Taranto da febbraio 2018 a ottobre 2019, sotto la direzione della Dda di Lecce, sia con metodi d’investigazione tradizionali sia attraverso attività tecniche, aveva consentito di disarticolare tre gruppi di trafficanti di droiìga tra i quali quello capeggiato da Martino Camassae che era solito rifornirsi di cocaina da canali calabresi e baresi. Il provvedimento di sequestro emesso dal Tribunale di Lecce su richiesta del Procuratore distrettuale leccese e del Direttore della Dia, scaturisce dagli approfondimenti d’indagine svolti dagli investigatori salentini i quali, ripercorrendo la “carriera criminale” di Camassa e analizzandone la situazione patrimoniale, hanno consentito, secondo l’accusa, “da un lato di accertarne la pericolosità sociale e dall’altro di far emergere la rilevante sproporzione tra gli esigui redditi dichiarati ed i beni accumulati negli anni, frutto di investimenti realizzati con i proventi di attività illecite”.

Il sequestro ha interessato sei immobili di pregio, due dei quali con piscina ubicati rispettivamente a Martina Franca e nella località balneare di Torre Canne, due terreni, un rinomato ristorante situato a Taranto, una imbarcazione da diporto di circa sei metri, numerosi autoveicoli di lusso, alcuni dei quali d’epoca, e rapporti finanziari.

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