17 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Giugno 2021 alle 07:03:25

Cronaca News

Ore 9, scocca la fine del Ramadan

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La fine del Ramadan sulla Rotonda del Lungomare a Taranto

Pace, salute, contro la sciagura covid, perché cessi il conflitto in Palestina. Per questo e non solo hanno pregato le centinaia di musulmani che si sono dati appuntamento sulla Rotonda del Lungomare. «Abbiamo pregato due volte: non solo per festeggiare la fine del Ramadan, ma anche perché il tempo restasse bello, soleggiato, come in effetti è stato, così che in quelle due ore per le quali ci è stata gentilmente concessa l’autorizzazione della Prefettura, dalle sette alle nove del mattino, potessimo pregare sulla Rotonda del Lungomare». In mattinata, dalle sette alle nove, i ragazzi di fede musulmana, dunque, hanno festeggiato la fine del Ramadan, durato trenta giorni, iniziato martedì 13 aprile e conclusosi giovedì 13 maggio. Idrees, carattere mite, ora appare rilassato. Ha un’spressione serena, sorride, festeggia la fine del Ramadan insieme con i suoi amici, Alì, Abdu, Himu e Ansoumane. Operatori e ospiti della cooperativa “Costruiamo Insieme”, si sono ritrovati sulla Rotonda insieme ad altri fratelli di fede musulmana, per pregare ancora insieme come accade da qualche anno, anche grazie alla grande sensibilità delle istituzioni cittadine, Prefettura e Comune di Taranto in primis.

«Taranto, città ospitale e rispettosa – dice Idrees – non solo per l’accoglienza riservata agli stranieri, in particolare gli extracomunitari che chiedono asilo, ma anche nei confronti della nostra fede: molti in mattinata hanno seguito nel massimo silenzio e nel massimo rispetto la nostra preghiera; nonostante fosse un orario trafficato, non abbiamo avvertito rombo dei motori, né colpi di clacson: sono momenti come questi che ci emozionano, le nostre preghiere hanno raggiunto il Cielo e il cuore dei tarantini che ci hanno manifestato rispetto, che è anche una forma di affetto».

IL BORGO, I FEDELI
Nella mattinata di giovedì, il Borgo si è riempito di numerosi fedeli musulmani, con addosso il vestito della festa e il proprio tappetino arrotolato e custodito con cura. Era appena finita l’ultima preghiera del Ramadan. Molti ragazzi hanno il volto disteso, sorridono, dentro avvertono forte quasi un’esplosione di gioia, tanto sono felici. «Decine di fratelli – dice Abdu – sono arrivati dalla provincia, adesso stanno facendo il biglietto, chi alla stazione, chi in un esercizio, per tornare a casa o sul posto di lavoro con il treno o con l’autobus». «Abbiamo anche apprezzato la presenza, discreta, di agenti delle forze dell’ordine – dice Ansoumane – che hanno osservato a distanza che tutto avvenisse secondo quanto stabilito, ma anche per prevenire eventuali contrattempi: non è successo nulla in questi anni, da quando cioè chiediamo l’utilizzo della Rotonda: a fine preghiera, i tarantini più curiosi, ma con educazione e tatto, ci chiedono informazioni, sul rituale e sulla nostra fede; anche questo è un modo di rispettarsi, avere rispetto per la fede altrui». «Spieghiamo che noi amiamo il nostro dio, Allah – ha detto Alì – come loro amano il loro Dio, e che ognuno si unisce in preghiera con i propri fratelli: anche noi, come loro, abbiamo invocato il nostro dio per la pace e la salute, per la fine della pandemia che si è abbattuta come una sciagura su tutto il mondo privandoci della salute e dell’affetto dei nostri cari; speriamo che quest’apertura sia di buon auspicio per l’immediato futuro, perché tutti possano riprendere nella massima serenità le attività sociali e tornare a lavorare prima che il covid ci privasse di spazi e libertà».

«RISPETTIAMO LE NORME»
Anche a Taranto sono state rispettate tutte le indicazioni anti contagio. Ci ha pensato l’imam, lo stesso quanti hanno celebrato e letto la preghiera. Operatori della cooperativa “Costruiamo Insieme” hanno sensibilizzato tutti i loro ospiti a rispettare le norme indicate dal decreto. Ogni fedele ha preso parte alla preghiera con il suo tappeto. Prima di stendere il tappetino e pregare i fedeli hanno provveduto ad igienizzarsi le mani, mantenen-do almeno un metro di distanza. Naturalmente tutti hanno indossato la mascherina. In questo modo la comunità islamica della nostra provincia ha celebrato la preghiera dell’“Eid-al-Fitr”, una volta concluso il Ramadan, guardando al cielo e sperando, come accaduto, che il tempo reggesse almeno durante la celebrazione della preghiera. Quella tarantina è una comunità perfettamente integrata nel tessuto sociale. In questi mesi di emergenza sanitaria ha prestato aiuto a famiglie in difficoltà. Per il secondo anno consecutivo la festa per la fine del Ramadan si è svolta nel perimetro delle regole indicate dalle norme anticovid, regole cioè che garantiscano il distanziamento e che invitano anche quest’anno a frammentare i raduni.

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