23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

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Il lutto. L’uomo che inventò la radio a Taranto

foto di Gianni Madaro, fondatore di Radio Taranto
Gianni Madaro, fondatore di Radio Taranto

Purtroppo eccomi alle prese con una di quelle notizie che non avrei mai voluto dare e neppure raccontare. Il responsabile è il killer più prolifico di questi ultimi tempi e cioè il Sars-Cov-2 il quale ci ha privato di un’altro pezzo di storia della nostra città. La vittima invece è Gianni Madaro settant’anni oppure “Gianni Gianni” è infatti così che lo ricordano coloro i quali hanno vissuto appieno i fantastici anni ‘70.

Ma procediamo con ordine: Gianni come molti di noi si appassiona e si avvicina sin da giovanissimo alla musica come musicista cominciando a suonare con Fulvio Carotti, suo grande amico e chitarrista eccellente, appassionandosi in modo particolare al basso. Dopo qualche anno fa il salto diventando una colonna portante della band denominata “Les Double Faces”. Nel 1975 nasce un fenomeno che avrebbe mutato tante cose, interessi artistici di Gianni compresi, e cioè quello delle Radio Libere, mi rendo conto che è davvero difficile comprendere fino in fondo, per quelli che non sono della mia generazione, quello che ha rappresentato questo grande evento per tutti noi. Questo è l’anno in cui in Italia fanno la comparsa le prime Radio Libere in modulazione di frequenza. La cosa non sfugge all’attenzione di Gianni Madaro, Loris Pepe, Franco Lauria e Mario Lauria i quali rientrando tra le prime dieci Radio in Italia immediatamente mettono in piedi la prima emittente Tarantina e cioè Radio Taranto 102.500 Mhz nella sua prima sede di via Leonida L’iniziativa suscita subito tanto entusiasmo.

Ora senza dilungarmi troppo sulle vicissitudini dell’emittente mi piace ricordare gli ascolti incredibilmente alti della Radio a quei tempi essendo una novità assoluta sembrava infatti incredibile poter ascoltare musica ventiquattro ore al giorno. Programmi come Radio Taranto Notte e Dischi e Dediche condotti entrambi da Gianni Madaro ac compagnato dal suo incredibile “eco” diventano istantaneamente dei veri e propri best seller radiofonici. La Radio si trasferisce poi al piazzale pedonale Bestat diventando anche grazie all’operato di Gianni Madaro che ricopre assieme a Loris Pepe il ruolo di Art Director, una delle più prestigiose in Italia. Ai primi degli anni ‘80 i Boss di questa splendida realtà vanno via. Ed ecco che Gianni comincia ad occuparsi di quella che diventerà la sua nuova professione svolta naturalmente con altrettanta passione ed impegno e cioè quella del mondo dell’ottica e dell’optometria. Apre infatti un’ottica a Leporano che ha tenuto in vita sino a pochi anni fa, ottenendo non pochi riconoscimenti professionali. Poi finalmente in pensione, cosa che gli permette di riallacciare rapporti più costanti con gli amici di sempre come ad esempio Mimmo Sportelli con il quale mette in piedi una Band denominata “I Garagisti” con la quale continua a coltivare la sua vecchia passione per la musica e per il suo strumento. Poi è arrivato il killer che ad alcuni non lascia scampo a porre fine alla sua esistenza.

Forse più di qualcuno si starà chiedendo che senso abbia questo mio articolo e che cosa io voglia dire. Ecco che più della volontà di dire c’è da parte mia la volontà di ricordare quel “Gianni, Gianni” e quel famoso “Ciao, Ciao” che ancora riecheggia nella memoria di tanti e che in qualche modo ha per sempre e definitivamente cambiato i miei interessi, i miei gusti e tutto il mio percorso di vita, cosa che è accaduta a tantissimi miei coetanei. Caro Gianni tu eri, sei e resterai per sempre scolpito nei nostri cuori e nelle nostre menti dove risuonerà il tuo famoso saluto “ciao, ciao” che tanta emozione ci ha regalato. Ciao Fuoriclasse!

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Pochi giorni dopo la scomparsa di Gianni Madaro è venuta a mancare anche la moglie Elisa. La notizia della morte di Gianni, per volonotà della figlia Antonella, era rimasta “coperta” proprio per proteggere dal dolore la sua cara consorte, anche lei gravemente colpita dal Covid. Con un commovente post su facebook è stata poi la stessa figlia a dare notizia della loro dipartita: “Il loro amore era ed è unico, grande ed immenso, il loro amore andava oltre l’infinito… l’uno senza l’altro non avrebbero mai potuto vivere”.

Vito Lalinga

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