20 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Giugno 2021 alle 07:42:14

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Pasquale e Rita, i santi del popolo

foto di Santa Rita
Santa Rita

Per la nostra rubrica settimanale, ideata e curata da Antonio Fornaro, al centro dell’attenzione ci sono due santi molto popolari, San Pasquale e Santa Rita, per i quali, a causa del coronavirus, non ci saranno i tradizionali festeggiamenti civili, ma soltanto quelli religiosi. Questi i santi della settimana: San Pasquale, San Felice, San Celestino V, San Bernardino da Siena, Santa Rita da Cascia e Sant’Ivo. Queste le festività mariane della settimana: Madonna del Buon Porto, degli Infermi, degli Angeli, delle Grazie e del Pozzo che si venera in modo particolare a Capurso e Taranto, in un arco della città antica e nella chiesa di San Pasquale. Tale culto fu fatto conoscere ai napoletani dal nostro santo tarantino Egidio. Per quanto attiene il culto dei santi di questa settimana Fornaro ci ricorda che San Celestino V fu eletto Papa a quasi 80 anni e lasciò il trono pontificio dopo cinque mesi perché il suo successore lo imprigionò fino alla morte.

E’ patrono di Isernia e dei rilegatori. San Bernardino da Siena diventò sacerdote a 22 anni ed è patrono dei predicatori, dei tessitori, dei pubblicitari e di Carpi. E’ invocato contro la raucedine, la tubercolosi e le emorragie. Rifiutò per tre volte di essere vescovo. Sant’Ivo è patrono degli uomini di legge, dei giudici e dei docenti di discipline giuridiche. Morì a soli 50 anni pianto dai suoi poveri che accolse insieme agli ammalati e a quanti avevano bisogno di aiuto. Per ospitare gli orfani nella sua casa dormiva sul pavimento. Questi i detti della settimana: “C’è chi da e c’è chi promette”, “Abbi fiducia e gettati a mare”, “Sei brutta come il debito”, “Si dice che il debito mangia di giorno e di notte”. Giuseppe Cravero ci ricorda che il 22 maggio 1887 fu inaugurato il primo Ponte Girevole, costruito a Napoli dall’ingegnere Messina. Era lungo 89 metri e 10 centimetri ed era in ferro. Costò un milione di lire e fu benedetto da Monsignor Iorio alla presenza del sindaco Sebastio. Il ponte fu chiamato Cataldo come il nostro patrono e Umberto I.

Fu aperto 25.550 volte e rimase tale per tutta la durata delle due guerre mondiali. Queste le effemeridi di Fornaro: il 21 maggio 1732 Mons. Giovanni Rossi diventa arcivescovo di Taranto. Il 21 maggio 1937 una dona tarantina partorisce 4 gemelli e viene premiata da Mussolini. Il 15 marzo 1933 si torna ad officiare nella Cappella di San Leonardo del Castello chiusa per un lungo restauro. Il 18 maggio 1997 giunge a Taranto il corpo di Sant’Egidio. Il 20 maggio 1870 la Confraternita di San Giuseppe, fondata nel 1639 diventa Arciconfraternita. Il 21 maggio 1382 muore la Regina Giovanna I ma non si conosce il luogo della sua sepoltura. Per quanto riguarda gli approfondimenti Fornaro ricorda che il Convento dei Frati Minori di Lizzano fu voluto nel 1732 dal marchese Nicola Chyurlia di Lizzano, invece per quanto riguarda la Chiesa di San Pasquale di Taranto ricorda che funziona dal 1794 ed è affidata ai frati francescani.

L’attuale facciata fu rifatta all’inizio del 1900 ed è parrocchia dal 1961. Queste le notizie relative a San Pasquale. La sua parola significa “Pasqua”. Nacque in Spagna nel 1540 e morì nel 1592. Da giovane fu pastore e fu ammesso ai voti francescani ma rimase un semplice fratello laico come il nostro Sant’Egidio. Pregava molto il Santissimo Sacramento e durante la consacrazione dell’ostia andava in estasi. Fu canonizzato nel 1680 da Alessandro XVIII e nel 1897 Leone XIII lo proclamava patrono di tutte le associazioni eucaristiche della Chiesa. San Pasquale è patrono dei cuochi, delle nubili, dei pastori e dei Congressi Eucaristici. E’ stato l’inventore dello zabaione. L’ultimo approfondimento riguarda Santa Rita da Cascia la cui parrocchia tarantina funziona dal 1983, fu voluta da Monsignor Motolese e dal 1983 ad oggi è stata sempre guidata da Mons. Gino Romanazzi. Per quanto attiene la vita di Santa Rita dobbiamo ricordare che fu piuttosto bassa di statura e minuta nel fisico. Nacque a pochi chilometri da Cascia, in Umbria, nel 1381 e morì il 22 maggio 1457. Si fidanzò quando aveva 18 anni e la sua vita matrimoniale durò 15 anni fino alla uccisione del marito avvenuta nel 1401 a causa di un attentato.

Alla morte del marito i figli gemelli avevano 15 anni e Rita pregò Dio perché potessero morire prematuramente per cause naturali per evitare che qualcuno potesse vendicare la morte del padre. Dopo qualche mese dalla morte del marito entrò nel Convento delle Agostiniane di Cascia. Aveva 35 anni. Diventò Santa il 24 maggio del 1900. Quando era bambina cinque api le entrarono in bocca ma non subì alcun danno. Si racconta che mentre stava a letto da quasi 4 anni fu visitata da una parente e alla stessa chiese di andare a raccogliere una rosa nel suo orticello. La parente, anche se era Gennaio, trovò una rosa fresca e gliela portò. Rita la consegnò alle sue consorelle per ringraziarle delle premure avute verso di lei. Mangiava pochissimo e si nutriva soltanto dell’Eucaristia. Il 22 maggio si distribuiscono i petali di rosa e dai pampini di una vite cresciuta miracolosamente le monache preparano la polverina di Santa Rita che spesso è strumento di grandi grazie.

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