21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 19:30:12

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I Terraròss celebrano on line la “Giornata della musica popolare”

foto di Dominique Antonacci, frontman dei Terraròss
Dominique Antonacci, frontman dei Terraròss

In occasione della “Giornata della musica popolare” domenica, 16 maggio, i Terraròss pubblicheranno on line, sulla propria pagina Facebook, video inediti e immagini inerenti all’ultimo progetto musicale “Ballo a contrabbando”, pubblicato lo scorso marzo. Edito da Stranamente Music di Rosario Sportelli, questo è il quinto album dei suonatori e menestrelli della bassa Murgia ed è composto da 11 inediti e due lavori precedentemente pubblicati singolarmente, “Apulia”, brano contenuto nella precedente raccolta “Giù al Sud” e “La Terra”, inno alla natura e al rispetto del territorio.

Ad aprire le danze e a indicare la linea comunicativa, ironica e provocatoria di questa raccolta sono i brani “Namaste” e “Core”. Il primo è una tarantella che vuole trasmettere un idea di semplice condivisione di momenti e azioni che oggi ci sembrano quasi impossibili, ma di cui si ha molto bisogno. Qui si gioca con il nome. “Namaste” è un’espressione di saluto originaria dell’India e diffusa in molte regioni dell’Asia, accompagnata da un gesto preciso, ma in molti dialetti della Puglia significa “Dobbiamo Stare”. Il secondo è un tango, omaggio al nostro cuore, parla degli “utilizzi” che ne facciamo, ed anche di come si comporta lui nei nostri confronti e nei confronti di chi ci sta intorno, di sicuro vale la regola che “Al cuor non si comanda”, ma questo brano ci fa capire che se ascoltassimo di più il nostro cuore si vivrebbe una vita migliore.

«Questo nuovo album – spiega Dominique Antonacci, frontman del gruppo – raccoglie varie danze, numerose sonorità, satira pungente e tradizione, non ci siamo trattenuti, abbiamo detto tutto quello che pensavamo. Abbiamo inserito brani cantati in altre lingue come ‘Kotor’ in montenegrino, o ‘Regina’ in dialetto siciliano e altri strumentali come ‘A pizzica’ e ‘Street quadriglia’ pensato per il carnevale di Putignano in modo da essere ballato in spazi grandi. Ma la maggior parte sono in italiano con l’intento di allargare la conoscenza della nostra tradizione a tutta la nazione. Non potendo girare le piazze, abbiamo riflettuto molto su questo lavoro e ci siamo divertiti. Dalla tradizione locale con ‘La canzone du Splazz” che tratta la storia di Castellaneta di un uomo ricco andato in rovina che, nonostante gli sfottò, vuole godersi la vita, spaziamo a canzoni riflessive come “L’amor” e “Soldi”, arrivando persino a canzoni di protesta con “Rummet”, un reggae con il quale ‘sgridiamo’ coloro i quali gettano l’immondizia di tutti i tipi lasciata ovunque, inquinando e rovinando paesaggi e natura».

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