14 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Giugno 2021 alle 08:14:58

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Discarica di Lizzano, sopralluogo del presidente Campo

Lizzano
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LIZZANO – Sicuramente una gran brutta storia quella delle discariche di Lizzano. Ritorniamo ancora una volta a riparlarne poichè, comunque la si voglia valutare, siamo davvero in presenza di una vicenda che ha dell’incredibile. La nota querelle, come si ricorda, era cominciata quasi mezzo secolo fa ed esattamente allorquando si apriva in contrada Mennole una “semplice” discarica in cui si operava a cielo aperto. Successivamente, forse a seguito anche della chiusura di quel sito, nacque tuttavia un’altra nuova discarica atta ad ospitare, questa volta, rifiuti speciali non pericolosi in località Palombara.

Il bello, si fa per dire ovviamente, è che questi siti di smaltimento rifiuti pur interessando Lizzano e diverse altre municipalità del circondario, ricadono però nell’isola amministrativa denominata Taranto-B e quindi la relativa giurisdizione pende sotto l’egida del Comune di Taranto. Nonostante tutto ciò, diversi sono stati gli atti difensivi sino ad oggi posti in essere soprattutto dalla comunità lizzanese, che da diverso tempo sta registrando il vivido malcontento sulla situazione, chiedendo la messa in regola dei siti e, soprattutto, la loro chiusura e bonifica. Lizzano, stando a quanto dicono Amministrazione comunale col sindaco D’Oria in testa e varie associazioni ambientaliste, sembra sia diventato per questo motivo il “paese delle puzze”. Odori nauseabondi che si registrerebbero a causa delle esalazioni di acido solfidrico dalle discariche, che sembra abbiano persino messo a rischio la salute fisica e psicologica dei suoi abitanti e di quelli dei comuni vicini.

“A dir la verità – stigmatizza il primo cittadino di Lizzano nell’ennesima nota scritta – sembrava che tutto fosse finito e che non ci sarebbe stato più spazio per martoriare le comunità locali. Ultimamente si è fatto avanti un noto imprenditore che opera su larga scala nel complesso e redditizio mondo del ciclo dei rifiuti, che ha acquistato il sito per una considerevole somma di denaro. (…) La scorsa settimana vi è stato, a seguito di mie esplicite sollecitazioni – ha precisato D’Oria – un sopralluogo presso l’area interessata, insieme al presidente della Commissione Regionale Ambiente, Francesco Paolo Campo e ai consiglieri regionali, Michele Mazzarano e Renato Perrini, alla presenza di un nugolo di avvocati e del rappresentante tecnico dell’azienda . (…) Diciamocelo, fino ad oggi è accaduto di tutto e di più. Al momento, però, tutti insieme, magistratura, politici, cittadini, associazioni ambientaliste, devono operare in sintonia per bloccare il disumano tentativo di farci respirare questi veleni. Per questo – ha concluso D’Oria – non ce ne voglia il nuovo proprietario, noi saremo soddisfatti solo quando verranno osservate le prescrizioni contenute nell’ordinanza provinciale che richiama l’art.242 del Testo Unico Ambientale”.

Nel frattempo si registra un recente ulteriore “movimento” della politica che ha visto riunirsi l’altro ieri, presso l’aula consiliare del Comune di Lizzano, i sindaci dell’Unione delle Terre del Mare e del Sole e dell’Unione dei Comuni di Montedoro, per concertare le iniziative da intraprendere rispetto alla problematica in questione: staremo a vedere gli sviluppi.

Floriano Cartanì

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