14 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Giugno 2021 alle 08:14:58

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Tappa tarantina per il live di Asaf Avidan

foto di Asaf Avidan
Asaf Avidan

Manca ancora un anno, ma è ufficiale l’arrivo a Taranto, al Teatro comunale Fusco, il 4 marzo 2022, della musica internazionale con Asaf Avidan, cantautore e musicista israeliano: il leader e mente creativa di Asaf Avidan & the Mojos (gruppo folk rock israeliano nato nel 2006 a Gerusalemme) ha scelto, infatti, la nostra città per l’unica tappa del suo concerto nel mezzogiorno d’Italia, dopo le date di Milano, Bologna e Roma. Per l’artista nato a Gerusalemme sarà questo un tour importante che segna il suo ritorno sui palchi dopo tre anni assenza.

Asaf Avidan ha collezionato numerosi dischi d’oro e di platino in oltre 15 paesi. «Sono molto soddisfatto nell’annunciare questa data importante. Manca poco meno di un anno, ma essere in un calendario internazionale così importante di un artista della portata di Asaf Avidan è un regalo che Taranto ha meritato sul campo – spiega l’assessore alla Cultura, Fabiano Marti – Ormai il lavoro avviato dall’amministrazione guidata dal sindaco Melucci è nella direzione dell’internazionalizzazione. Abbiamo recuperato un’identità colta che ci ha resi protagonisti di una rinascita in corso. C’è un grande fermento sul piano degli eventi. Il Covid ha rallentato il processo, ma non lo ha fermato. In previsione dell’estate e di un tempo migliore una volta superata la pandemia, saremo pronti a ripartire con un’offerta completa di spettacoli. Taranto sta tornando ad essere un riferimento anche per la musica recuperando la sua antica storia di capitale dei grandi concerti».

Di Asaf Avinad, Jon Pareles, il più importante critico musicale firma del New York Times, ha scritto che “è un artista che scrive come Leonard Cohen, canta come Robert Plant e ha il carisma di un performer di cabaret”. Con questo curriculum artistico di notevole spessore e con un album che è frutto di un lavoro intimistico profondo, con il suo “Anagnorisis tour” Asaf Avidan segnerà una data storica per il palco del teatro tarantino. Il titolo del nuovo lavoro del cantautore si rifà ad una parola coniata da Aristotele per definire quel particolare ed improvviso momento in cui si rivela il proprio carattere, la propria identità, trascendendo dall’ignoranza alla conoscenza. Ogni brano del nuovo disco sembra riecheggiare con radici profonde che scavano verso l’interno con strutture curate e precise, arricchite da correnti musicali che spaziano dall’hip-hop anni ’90 al pop più attuale, fino alla musica gospel.

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