25 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 18:55:18

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Vietnam e Cambogia tra scatti e narrazione nel libro di Palmisano e Matichecchia

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Il libro di Palmisano e Matichecchia

Dopo il Guatemala e l’India, Lucia Palmisano e Giovanni Matichecchia ci rendono partecipi di un’altra esperienza di viaggio assai interessante. Questa è la volta di Vietnam e Cambogia, due paesi affascinanti del Sud Est asiatico, ad oriente della Thailandia. Il volume, appena uscito con il titolo di “Vietnam e Cambogia”, raccoglie le esperienze di uno straordinario viaggio alla scoperta di antiche civiltà e di due Paesi in fase di grande evoluzione economica e sociale. Naturalmente, Lucia e Giovanni alla parte narrativa, sempre precisa ed accurata, che ricostruisce le fasi storiche più salienti, legano la ricerca fotografica, che resta il punto di forza dell’opera (come di quelle precedenti). La bellezza delle immagini è incontestabile per eleganza e nitore.

Non sembri eccessivo questo giudizio, ma i due viaggiatori si sono davvero superati nel racconto fotografico del viaggio, che si pone come scoperta di sé e del mondo. Quando ho messo mano al volume nutrivo qualche riserva, nel senso che ero in qualche modo condizionato dall’idea che mi ero fatto del Vietnam e della Cambogia, due paesi che sono stati per molti, troppi, anni teatro di guerre e di lacerazioni e mi chiedevo che cosa i due viaggiatori fossero riusciti a ricavare da questa esperienza di viaggio. Devo riconoscere che sono riusciti a farmi ricredere e a farmi scoprire una realtà inaspettata, dove le bellezze naturalistiche, architettoniche ed artistiche disegnano uno spettacolo davvero inedito.

IL VIETNAM, HANOI E HO CHI MIN
Intanto va detto che il Vietnam, per noi europei, è legato alle vicende belliche che lo hanno coinvolto per almeno due decenni (dal 1955 al 1975) e alla straordinaria capacità di tener testa nientemeno che agli Stati Uniti prima di raggiungere l’unità del paese. Forse per la prima volta nella sua storia gli americani, nonostante gli ingenti mezzi militari e le risorse finanziare messi in campo, hanno riportato una sonora sconfitta, dimostrando per converso che, laddove l’amor di patria e l’unità di popolo si combinano, come in un processo chimico, riescono ad avere la meglio anche su avversari più forti e potenti.

Ebbene, Hanoi e Ho Chi Minh (l’antica Saigon) restano le principali città vietnamite, la prima, a nord, capitale politica, la seconda, a sud, capitale commerciale. E i nostri viaggiatori non potevano non soffermarsi specialmente su Hanoi, una città moderna e dinamica, che sorge sulle sponde occidentali del Fiume Rosso, che sfocia dopo circa 150 Km. nel vicino Mar Cinese Meridionale. Obbligata la visita al centro storico della città, il cosiddetto Quartiere Vecchio, con il suo dedalo di vicoli, suoni e odori d’oriente. Fra i templi e le pagode che caratterizzano Hanoi ed il suo hinterland da segnalare lo splendido Tempio della Letteratura, che già nel 1076 fu sede della prima università vietnamita e il Tempio della Montagna di Giada. Bisogna osservare che per i vietnamiti la pagoda è il luogo di culto in cui si indirizzano alle divinità preghiere ed offerte, mentre i templi vengono eretti per rendere omaggio alle grandi Figure storiche. Da Hanoi si raggiunge la cittadina di Sapa, nella zona nordoccidentale del paese al confine con la Cina. Per molti secoli quest’area è rimasta abitata da minoranze etniche provenienti dalla Cina, dal Tibet e dal Laos. Ogni domenica mattina in questa cittadina ha luogo un mercato, dove le varie comunità tribali si incontrano per comprare e vendere animali e prodotti agricoli ed artigianali, di una ineguagliabile festa di colori. Straordinaria la baia di Halong nel Golfo del Tonchino con i suoi 3000 isolotti e, nel pieno della giungla, le rovine di My Son, il più importante sito archeologico di tutta l’area, dal 1999 riconosciuto Patrimonio dell’Umanità.

Ho Chi Minh, un tempo Saigon, situata a sud del paese, è la capitale commerciale del paese, che ha subito nel corso della sua storia la decisiva influenza francese durante l’occupazione coloniale. Non a caso l’area di cui ci stiamo occupando era nota un tempo come Indocina francese. La città ha una sua fisionomia particolare e i non pochi edifici che la caratterizzano risentono di stilemi architettonici europei, integrandosi con quelli classici propri delle civiltà orientali.

LA CAMBOGIA
Anche la Cambogia, situata ad ovest del Vietnam, e confinante con il Laos e la Tailandia, con uno sbocco a sud nel Mare di Tailandia, è un paese che suscita interesse per le non poche bellezze e la grande varietà dei paesaggi. Terra degli Khmer, l’etnia principale, che dominarono il paese per diversi secoli e raggiunsero il massimo splendore tra il IX ed il XIII secolo. A partire dal XV secolo, il decaduto impero Khmer divenne vassallo dei due paesi vicini, che si contesero la supremazia per quasi quattro secoli. Verso la fine del XIX secolo finì sotto la protezione della Francia di cui divenne una colonia ed ottenne l’indipendenza solamente nel 1954. Il fascino della Cambogia è legato, oltre che alle riserve naturali, alla straordinaria presenza di templi, di monumenti e di statue e uno dei siti più suggestivi è senz’altro Angkor, il più grande complesso religioso della terra, patrimonio dell’umanità, in cui insiste il famoso Angkor Wat, il più rinomato tempio dell’Asia e del globo. Le immagini scattate dai nostri amici sono davvero splendide e documentano la bellezza di questi tesori dell’arte Khmer. Phnom Penh, capitale della Cambogia, vivace e dinamica, custodisce non pochi monumenti degni di nota: il suo stupefacente Palazzo reale, la suggestiva Pagoda d’Argento, le terrazze lungo il fiume e i mercati colorati. Il fiume Mekong l’attraversa con il suo ampio corso e consente, grazie al movimento continuo dei traghetti, di raggiungere altre zone interessanti ad una ventina di minuti dal centro.

Alberto Altamura

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