23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

Cronaca News

Morti al Moscati per il covid, no alla commissione d’inchiesta


Il Covid Hospital Moscati di Taranto

Bocciata a maggioranza la proposta di legge del gruppo consiliare Fratelli d’Italia, primo firmatario il consigliere Renato Perrini, che chiedeva l’istituzione di una commissione di studio e d’inchiesta sulla mortalità elevata nell’Ospedale Moscati per complicazioni legate al covid-19. Il capogruppo Ignazio Zullo ha anticipato una nuova pdl che estenderà lo studio del fenomeno all’intera Puglia. Nel corso del dibattito, l’assessore regionale alla sanità Pierluigi Lopalco ha osservato che la percezione della quantità dei decessi non è sufficiente a determinarne oggettivamente la gravità: non basta il dato grezzo della mortalità da covid, va considerato il dato clinico più dettagliato, per valutare quanto successo nell’ospedale rispetto ad altri. Il proponente Perrini ha ribadito che la proposta di legge intendeva stabilire una forma di collaborazione con il governo regionale, ha raccolto le preoccupazioni dell’opinione pubblica locale e serviva a garantire trasparenza sulle vicende, anche per rispetto del personale che opera nel Moscati. “Un focus approfondito sulla mortalità da Covid in Puglia.

Eravamo partiti dalla richiesta di una commissione di analisi e studio sulle morti all’Ospedale Moscati, attraverso una proposta di legge, ma la maggioranza in commissione Sanità – su spinta dell’assessore Lopalco – l’ha bocciata perché ha ritenuto fosse penalizzante e punitivo soffermarsi su un caso specifico, e più fattibile esaminare la situazione dell’intero territorio regionale. Abbiamo quindi raccolto responsabilmente l’invito, e ne presentiamo una nuova, perché il tasso di mortalità da Covid in Puglia è il più alto rispetto alle altre regioni meridionali, tanto per la mortalità grezza quanto per quella specifica. La presentiamo per corrispondere ai desiderata di Lopalco e della maggioranza e vediamo se su questa nuova proposta di legge ci sarà il placet o se saranno capaci di inventarsi altre motivazioni per bocciarla. Un ringraziamento va al collega Renato Perrini per aver sollevato il tema: al Consiglio regionale pugliese deve essere chiaro che l’epidemiologia studia l’andamento di un fenomeno sulla popolazione e ci mette di fronte a numeri; questi, però, non devono restare un concetto astratto ma devono essere sottoposti a valutazioni successive per capire come meglio affrontare il fenomeno in esame e migliorare. Con questa nuova proposta di legge metteremo alla prova non solo i numeri ma l’intero sistema”.

Sugli screening neonatali dell’atrofia muscolare spinale (SMA) procede in tempi solleciti la fase preliminare che concretizzerà le previsioni della recente legge regionale (n. 4/2021), che li ha aggiunto agli altri accertamenti obbligatori post natali. Nell’audizione davanti alla terza commissione (sanità) del Consiglio regionale, convocata dal presidente Mauro Vizzino su richiesta del presidente della commissione bilancio Fabiano Amati, si è appreso che l’unità operativa individuata, il laboratorio di genomica dell’Ospedale Di Venere di Bari, ha già redatto il protocollo esecutivo. Per l’acquisito di materiali, reagenti e kit è calcolato un budget di circa 975mila euro per 24 mesi. L’asl di Bari è disponibile ad anticipare i tempi della gara per la fornitura e l’Assessorato regionale considera corretto il procedimento, ai fini del finanziamento del progetto.

L’avvio effettivo delle attività non dovrebbe tardare. La Regione Puglia è tecnicamente pronta ad attivare punti straordinari di vaccinazione anti covid-19 nei luoghi di lavoro, ma senza il disco verde della struttura commissariale nazionale non si potrà dare avvio alla vaccinazione nelle aziende. Sono state sentite le organizzazioni datoriali e sindacali, ha fatto presente l’assessore alla sanità Lopalco, sono state delineate le linee guida di massima, ma solo oggi l’Inail ha stilato una proposta di priorità dei codici Ateco. L’indisponibilità di vaccini non dovrebbe tuttavia consentire, prima di giugno, al commissario Figliuolo di dare l’indispensabile via libera formale a tutte le Regioni e rendere effettivamente operativi gli hub vaccinali aziendali. Ad oggi 1milione 400 mila cittadini pugliesi hanno ricevuto la prima dose vaccinale e dei 20 milioni di dosi di vaccini anticovid in arrivo a giugno, 1.5 milioni sono riservati alla Puglia. Per più della metà (800mila dosi) si tratta di prodotti Pfizer, che potranno incentivare le consegne ai medici di base, per la vaccinazione dei soggetti più fragili, loro affidate. Lo ha dichiarato il direttore del Dipartimento Salute della regione Puglia Vito Montanaro, nell’audizione sul programma vaccinale della medicina generale, richiesta dalla consigliera Parchitelli. Montanaro ha ribadito l’urgenza di tornare al tavolo del comitato permanente regionale per rimodulare l’approccio organizzativo, con i sindacati medici Ooss, Fimmg, Smi, Snami, i cui rappresentanti sono stati ascoltati nella seduta.

“Qual è la modalità di attuazione del protocollo di vaccinazione anti covid nei luoghi di lavoro in Puglia e da quando si potrà partire? Due domande che non trovano ancora risposta, malgrado le direttive nazionali. Per questo ho voluto audire l’assessore Pier Luigi Lopalco: se, da un lato, la propaganda di Stato illude le aziende dando prima il via per metà maggio, poi per fine maggio, dall’altro l’assessore pugliese alla Sanità comunica che prima di giugno non si inizierà. Chiedo allora all’Istituzione di essere franca e leale con gli imprenditori. Non si può propagandare né creare illusioni e disparità, tantomeno andare in giro ad inaugurare hub vaccinali in aziende spacciandole poi per inaugurazioni che le aziende stesse fanno a scopo pubblicitario. Sarebbe un favoritismo che inquina il senso di imparzialità e di concorrenza libera. Le aziende, tutte, devono essere messe nelle condizioni di partire nell’ordine di priorità che l’Inail stabilirà. Sono principii elementari anche semplici da applicare” ha dichiarato ancora Zullo.

1 Commento
  1. Ede Regina 1 mese ago
    Reply

    Mi piacerebbe sapere a quanti numeri di “decessi” occorre arrivare, per attivare controlli su:
    1) protocolli in uso all’Ospedale Moscati
    2) morti per complicazioni legate al soggiorno presso questa struttura, una volta che si è contratto il Covid- 19.

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