21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 07:06:02

Cronaca News

Matrimoni fittizi per regolarizzare clandestini, in 15 nei guai

Le operazioni illecite costavano 7000 euro. Quattro gli arrestati

Gli agenti durante l'operazione
Un momento dell'operazione

Regolarizzavano immigrati clandestini con matrimoni fittizi in cambio di 7.000 euro. Con quest’accusa in quattro sono finiti agli arresti, due uomini in carcere e due donne ai domiciliari. Le misure restrittive, emesse dal gip del Tribunale di Taranto, sono state eseguite dagli agenti della Squadra Mobile della Questura.

Tutti sono ritenuti responsabili a vario titolo di concorso in favoreggiamento della permanenza di cittadini stranieri nel territorio italiano, false dichiarazioni, favoreggiamento personale, truffa, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Stando alla ricostruzione della Polizia, due tarantini, rispettivamente di 36 e 52 anni, destinatari della custodia cautelare in carcere, avevano messo in piedi un’articolata e capillare organizzazione dedita, anche attraverso finti matrimoni, alla regolarizzazione di immigrati clandestini ed al favoreggiamento della prostituzione.

Fra i componenti del gruppo figurano anche una bielorussa di 31 anni, moglie di uno degli arrestati e la madre del più giovane degli arrestati alle quali era stato affidato un importante ruolo nella gestione dell’attività di prostituzione.

Le indagini sono scattate in seguito alla denuncia presentata da un marocchino all’Ufficio Immigrazione della Questura di Taranto.

Da quanto emerso da una prima ricostruzione dei fatti, il magrebino aveva raccontato che, tramite un suo connazionale, era entrato in contatto con un’associazione presieduta dal 36enne  che dietro compenso, si era reso disponibile a seguire le pratiche per la sua regolarizzazione in Italia.

Pratiche fittizie, secondo gli investigatori, poiché basate su un finto impiego dello straniero da regolarizzare in un b&b gestito da uno degli appartenenti all’organizzazione.

Quando la pratica per la regolarizzazione tardava ad arrivare si ricorreva al falso matrimonio con un’italiana dietro compenso di 7 mila euro.

Le successive indagini svolte dagli agenti della Mobile e dell’Ufficio Immigrazione, hanno fatto emergere la presenza di numerosi cittadini extracomunitari vittime della stessa organizzazione che, sempre con lo stesso modus operandi, continuava a trarre illeciti profitti dall’attività con giri d’affari molto consistente.

L’attività investigativa ha permesso, inoltre, di scoprire lo sfruttamento di giovani  italiane e straniere avviate alla prostituzione con il sospetto coinvolgimento delle due donne dell’organizzazione poste ai domiciliari.

Un 52enne marocchino che, stando ad una prima ricostruzione dei fatti, procacciava i clienti fra extracomunitari in attesa di regolarizzazione,  ed un consulente del lavoro – una donna di 62 anni –  che aveva anch’essa un ruolo attivo nella gestione dell’illecito traffico, sono stati sottoposti alla misura cautelare di divieto di dimora nel capoluogo jonico.

Altre nove persone sono indagate in stato di libertà. L’operazione è stata battezzata “Imperator”.

 

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