23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 11:00:13

Cronaca News

Riaperture più vicine: ecco il nuovo calendario

foto di Mario Draghi
Mario Draghi

Coprifuoco “ridotto”, mentre si avvicinano le riaperture. Il Consiglio dei Ministri che si è riunito lunedì 17 maggio poco dopo le 19 a Palazzo Chigi ha ufficializzato l’allentamento di alcune misure anti-Covid. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del presidente Mario Draghi e del ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce “misure urgenti relative all’emergenza epidemiologica”: in considerazione dell’andamento della curva epidemiologica e dello stato di attuazione del piano vaccinale, il testo modifica i parametri di ingresso nelle “zone colorate”, secondo criteri proposti dal Ministero della salute, in modo che assumano principale rilievo l’incidenza dei contagi rispetto alla popolazione complessiva nonché il tasso di occupazione dei posti letto in area medica e in terapia intensiva.

Inoltre, nelle “zone gialle” si prevedono rilevanti, ancorché graduali, modifiche. Ecco le principali: dall’entrata in vigore del decreto – oggi – il coprifuoco, o “divieto di spostamenti dovuti a motivi diversi da quelli di lavoro, necessità o salute”, attualmente previsto dalle ore 22.00 alle 5.00, sarà ridotto di un’ora, rimanendo quindi valido dalle 23.00 alle 5.00. A partire dal 7 giugno, sarà valido dalle ore 24.00 alle 5.00. Dal 21 giugno sarà completamente abolito; dal primo giugno sarà possibile consumare cibi e bevande all’interno dei locali anche oltre le 18.00, fino all’orario di chiusura previsto dalle norme sugli spostamenti; dal 22 maggio, tutti gli esercizi presenti nei mercati, centri commerciali, gallerie e parchi commerciali potranno restare aperti anche nei giorni festivi e prefestivi; anticipata al 24 maggio, rispetto al primo giugno, la riapertura delle palestre; dal primo luglio potranno riaprire le piscine al chiuso, i centri natatori e i centri benessere, nel rispetto delle linee guide e dei protocolli; dal primo giugno all’aperto e dal 1° luglio al chiuso, sarà consentita la presenza di pubblico, nei limiti già previsti (25 per cento della capienza massima, con il limite di 1.000 persone all’aperto e 500 al chiuso), per tutte le competizioni o eventi sportivi (non solo a quelli di interesse nazionale); dal 22 maggio sarà possibile riaprire gli impianti di risalita in montagna, nel rispetto delle linee guida di settore; dal primo luglio sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò potranno riaprire al pubblico; parchi tematici e di divertimento potranno riaprire al pubblico dal 15 giugno, anziché dal primo luglio; tutte le attività di centri culturali, centri sociali e centri ricreativi saranno di nuovo possibili dal primo luglio; dal 15 giugno saranno possibili, anche al chiuso, le feste e i ricevimenti successivi a cerimonie civili o religiose, tramite uso della “certificazione verde”. Restano sospese le attività in sale da ballo, discoteche e simili, all’aperto o al chiuso; dal primo luglio sarà nuovamente possibile tenere corsi di formazione pubblici e privati in presenza.

All’orizzonte c’è la zona bianca per Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Sardegna e Veneto. Da giugno per alcune regioni le misure e le regole anti-covid da rispettare saranno ancor più leggere. Secondo quanto emerge dalla cabina di regia sulle riaperture tenutasi a Palazzo Chigi, il passaggio per Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna avverrà martedì 1 giugno, mentre Abruzzo, Veneto e Liguria passeranno in zona bianca la settimana successiva, da lunedì 7 giugno. Per le regioni che si trovano in questa fascia valgono solo le regole di comportamento, dunque mascherina e distanziamenti. Ma soprattutto, non c’è coprifuoco. Fonti di governo fanno notare come, a partire già dalle prossime settimane, gran parte dell’Italia potrà ambire a passare in zona bianca.

“Siamo arrivati a 28 milioni di dosi” di vaccino Covid “somministrate e un cittadino su 3 ha avuto una dose”. A sottolinearlo il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel suo intervento all’evento ‘Gli italiani e l’agricoltura al tempo del Covid’, promosso da Coldiretti. “Lunedì – ha quindi ricordato – c’è stato un passo decisivo in Cdm per leggere questa fase nuova che stiamo vivendo. Stiamo disegnando un orizzonte che ci porterà fuori dall’emergenza” e “oggi abbiamo gli strumenti che prima non avevamo” riferendosi al vaccino. “Si apre una fase di ripartenza e di rinascita e non c’è niente di più bello – ha detto ancora il ministro – Ci sarà da oggi un percorso di riaperture un passo alla volta e con i piedi per terra. Nella stagione che si aprirà dovremo ancora continuare a investire su quello che è salute: sull’agricoltura di qualità e sul Servizio sanitario nazionale universale capace di prendersi cura di tutti”.

Il green pass “per i vaccinati dovrebbe essere esteso a 1 anno, è molto verosimile che la protezione duri per quel periodo. L’estensione però dovrebbe essere limitata a chi ha fatto le due dosi di vaccino”. Ad affermarlo Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, ospite di ‘Radio anch’io’ su Rai Radio 1. Le ipotesi allo studio del governo sono: ottenere la certificazione dopo la prima dose di vaccino e scadenza oltre i sei mesi. L’ipotesi è dunque quella di rilasciare la certificazione non attendendo il completamento dell’intero ciclo e di allungare oltre i sei mesi la scadenza del pass. Al riguardo, sono stati chiesti agli esperti degli approfondimenti ad hoc. Sulla possibilità che si salvi il vaccino ‘made in Italy’ ReiThera contro Covid-19, dopo lo stop ai finanziamenti deciso dalla Corte dei Conti, “è chiaro che una soluzione dovrà essere trovata e quindi immagino ci si stia pensando, ma è in fieri. Il vaccino ‘fatto in casa’ è un’opportunità per il Paese”, ha detto ancora Sileri.

Una terza dose di vaccino anti-Covid “è assolutamente ragionevole che debba essere fatta, ma non è completamente stimabile quando dovrà essere raccomandata la somministrazione. La spiegazione è che i tempi di osservazione dei soggetti immunizzati sono ancora limitati. E’ ragionevole pensare che si vada dai 10 mesi in su, cioè per 10 mesi dovrebbe mantenersi la capacità protettiva dei soggetti vaccinati, ma è anche possibile che questo intervallo temporale venga prolungato”. Lo ha affermato Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) e coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts), nel suo intervento in audizione presso la 12esima Commissione Igiene e Sanità del Senato sulle modalità di somministrazione dei vaccini anti-Covid a mRna. Parlando delle modalità di somministrazione dei vaccini anti-Covid a mRna, Locatelli ha poi spiegato che “raccomandare un prolungamento nella somministrazione della seconda dose nella sesta settimana, tra 35 e 42 giorni, trova il suo razionale nel fatto che la seconda dose entro 42 giorni è stata riportata nel dossier fornito dalle aziende all’Ema e soprattutto non inficia l’efficaca delle risposta immunitaria, inoltre la prima somministrazione conferisce protezione dallo sviluppo della malattia Covid.

Terzo pilastro, in uno scenario in cui c’è la necessità del Paese di coprire un elevato numero di soggetti, si configurano le condizioni in cui è prioritaria per la sanità pubblica e di coprire il maggior numero di soggetti possibili”. “Il quarto pilastro è il confronto con il generale Figliuolo che aveva stimano che l’allargamento dell’intervallo” fra prima e seconda dose “avrebbe incrementato fino a 3 mln il numero di soggetti che entro maggio potevano ricevere la prima dose. L’ultimo pilastro è quello che è accaduto in altri Paesi dove gli eventi fatali con l’allungamento sono diminuiti”, ha concluso Locatelli. Quindi, rispondendo alla domanda sulla fattibilità di un richiamo per il vaccino monodose J&J, Locatelli ha ricordato che “il vaccino J&J è basato su una sola dose perché gli studi presentati dall’azienda sono stati fatti su una popolazione che ha ricevuto una sola dose. E’ possibile che studi mirati a testare un eventuale vantaggio incrementale fornito dalla seconda dose possano dimostralo, ma al momento non sono oggi disponibili”.

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