16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 07:01:57

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Riaperture, cosa cambia per lo sport

Pubblicato sul sito del Governo il Decreto Legge 18 maggio 2021, n. 65 che definisce la roadmap per le prossime riaperture. E anche per il mondo dello sport si registrano diversi cambiamenti. In zona gialla, dal 1° giugno 2021 all’aperto e dal 1° luglio 2021 anche al chiuso, è consentita la presenza di pubblico anche agli eventi e alle competizioni sportive diversi da quelli per i quali c’è il riconoscimento d’interesse nazionale, esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale.

La capienza consentita non può essere superiore al 25 per cento di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 1.000 per impianti all’aperto e a 500 per impianti al chiuso. Le attività devono svolgersi nel rispetto delle linee guida adottate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per lo Sport, sentita la Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI), sulla base di criteri definiti dal Comitato Tecnico-Scientifico. Quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni stabilite dal nuovo decreto legge, gli eventi e le competizioni sportive si svolgono senza la presenza di pubblico.

“Finalmente. La decisione di anticipare la riapertura al pubblico degli eventi sportivi è una buona notizia”. Il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia esprime, a nome dell’intero movimento del calcio dilettantistico la piena soddisfazione per il provvedimento del Governo. “La nostra posizione pro-riaperture è sempre stata chiara – prosegue Sibilia – perché siamo consapevoli dell’attenzione e del senso di responsabilità delle società e dei gestori degli impianti. Per tale ragione da tempo abbiamo contribuito a sollecitare le riaperture dei campi di calcio, in quanto luoghi sicuri. Il ritorno del pubblico è un segnale importante di ripartenza”. Cosimo Sibilia La Lega Nazionale Dilettanti, con propria nota del 12 maggio 2021, considerato il perdurare dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, ha rappresentato inltre alla Figc l’opportunità di porre in essere, anche in deroga alle disposizioni vigenti, diverse misure che possano agevolare e favorire soluzioni dirette a salvaguardare il patrimonio calcistico in ambito dilettantistico. In virtù di tale istanza il Consiglio Federale, riunitosi nella giornata di lunedì 17 maggio, ha condiviso lo spirito della proposta avanzata dalla Lnd e, anche tenendo conto del contesto socio economico particolarmente difficile che caratterizza il nostro paese, ha deliberato delle disposizioni derogatorie agli articoli 17, 18 e 20 delle NOIF, valevoli per la stagione sportiva 2021/2022.

Tali deroghe, che saranno applicate limitatamente alle realtà dilettantistiche e di settore giovanile, riguarderanno i termini di presentazione delle domande di cambio di denominazione, di trasferimento di sede sociale, di fusione, scissione e conferimento di azienda alle seguenti condizioni: sarà consentito alle Società presentare domanda di cambio di denominazione, di trasferimento di sede, di fusione, di scissione e di conferimento di azienda entro il 26 luglio 2021 (anziché il 5 luglio 2021); il trasferimento di sede sarà consentito nei seguenti casi: a) la società deve essere affiliata alla FIGC da almeno una stagione sportiva; b) la società deve trasferirsi in Comune confinante o, anche in Comune non confinante, purché situato entro un raggio di 20 chilometri, nella stessa provincia o in provincia confinante, all’interno della stessa Regione; c) non si applica il vincolo del mancato trasferimento di sede nelle due stagioni sportive precedenti; le società oggetto di fusione, la società oggetto di scissione ovvero la società conferente devono essere affiliate alla Figc da almeno una stagione sportiva e non si applica per tali operazioni il vincolo delle mancate effettuazioni di fusioni, di scissioni o di conferimenti di azienda nelle due stagioni sportive precedenti. Restano salve tutte le altre disposizioni non oggetto delle deroghe concesse dal Consiglio Federale.

 

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