30 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Novembre 2021 alle 08:52:00

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Piazza Castel Sant’Angelo, un tempo piazza Nettuno

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Piazza Castel Sant'Angelo, un tempo piazza Nettuno

Delibera del 28 marzo 1873 – Sindaco Raffaele Lo Jucco. Tra piazza Municipio, Ponte Girevole e Scesa Vasto. Circoscrizione Città Vecchia- Borgo

Il toponimo è di imposizione antica ed è compreso nell’elenco di ricognizione delle strade comunali redatto dalla G. M. del 28 marzo 1873 e approvato dal Consiglio comunale il 3 maggio 1873. La piazza antistante il Palazzo di città di Taranto prende il nome dal Castel Sant’Angelo che ivi è presente. L’idea di costruire una fortificazione sul lato est della città fu di Niceforo Foca che, per difendere la città dalle incursioni turche che avevano già distrutto la città, insieme alla cinta difensiva costruì nel 967 una fortezza nella zona dove esisteva in istmo che divideva la città vecchia dalla terraferma. Dopo i fatti di Otranto Alfonso Duca di Calabria, intuì l’importanza di Otranto e di Taranto e decise di porre mano in tutta fretta ad un vasto progetto di fortificazioni delle due piazzeforti. Brindisi era già ben munita mentre a Taranto quello che restava della fortezza bizantina non dava alcuna sicurezza. Di essa restava poco e quello che c’era era mal ridotto.

Alfonso quando gli fu affidata la difesa di Taranto decise di ristrutturare e di fortificare adeguatamente la vecchia fortezza. Per il progetto di rifacimento del castello si avvalse di due esperti di fortificazioni militari molto qualificati, Ciro Ciri di Casteldurante e Francesco De Giorgio Martini coadiuvati da Francesco Antonio Acquaviva altro esperto in materia di difese militari. Il reggente del Castello in quel momento era Matteo Crispano. I due architetti e l’Acquaviva, per rendere più sicura la città e inaccessibili il castello e le mura, ritennero opportuno scavare un grosso canale in prossimità del castello per separare la città dalla terraferma e di costruire degli argini in muratura ai due lati onde dissuadere da eventuali attacchi via terra.

Tale canale venne denominato “Il fosso”. La città assunse perciò l’aspetto di una roccaforte circondata da mura impenetrabili e protetta ad est dal Castello e a ovest dalla Cittadella con la torre quadrata di Raimondello. Più tardi gli spagnoli nel 1573, per mano di Marcantonio Colonna, Visitatore del Regno napoletano, coadiuvato dal senese Tiburzio Spannocchi, elaborarono un ulteriore progetto di modifica di tutto intero il sistema di fortificazioni militari, a cominciare dal Castello, per metterlo al passo con l’evoluzione dell’architettura militare del tempo. L’accesso alla città era garantito da un ponte a tre arcate costruito in un primo momento in legno successivamente trasformato in muratura. Il ponte era lungo trenta passi era detto ponte dell’Annunziata. C’era poi un secondo ponte anch’esso in legno costruito col sistema del ponte levatoio che permetteva l’accesso al castello. Questo secondo ponte era detto Ponte del Soccorso. Sulla Piazza Castel Sant’Angelo esisteva anche il Convento dei Celestini e la Chiesa della SS. Trinità. La piazza assunse l’aspetto attuale nel 1927 quando fu definitivamente abbattuto ciò che restava del vecchio convento dei Celestini. Restava in piedi la vecchia Chiesa della Confraternita della Trinità che ha resistito fino agli anni ‘70 quando fu demolita per riportare alla luce le colonne doriche del tempio dedicato a Poseidone che erano al suo interno.

Historicus

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