17 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Giugno 2021 alle 19:23:30

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La tribuna di San Domenico, un progetto per ripristinarla

foto di La Chiesa di San Domenico
La Chiesa di San Domenico

Uno dei più straordinari complessi monumentali della Città Vecchia è rappresentato dalla chiesa con annesso convento di San Domenico. La facciata della chiesa trecentesca in particolare, sulla quale campeggia un rosone perfettamente conservato e finemente scolpito, è resa ancor più stupefacente in ragione della ripida, scenografica scalinata a doppio rampante inserita nel XVIII secolo per superare il forte dislivello fra la via Duomo, lì scavata nella roccia per connettersi in pendenza alla quota della piazza Fontana, e il portale lunettato.

La famosa veduta del porto di Taranto conservato a Caserta, dipinto da Philipp Hackert, pittore di corte di Ferdinando IV di Borbone, datata 1789, ci mostra la chiesa con antistante l’antico monastero di San Giovanni Battista, abbattuto durante il Ventennio per realizzare un edificio scolastico, l’attuale Scuola Consiglio. Quest’ultimo edificio in origine si sviluppava su tre livelli fuori terra mantenendo un’altezza inferiore a quella della chiesa, garantendone il dovuto risalto nel contesto. Inoltre lo sviluppo planimetrico della scuola era stato disegnato lasciando libero il cono ottico verso la facciata trecentesca, arretrando i volumi in modo da poterla scorgere nell’interezza dal mare e dalla strada antistante (Vicolo San Pietro).

Una foto d’epoca ci mostra la condizione dei luoghi negli anni ’30 del secolo scorso. Probabilmente a cavallo degli anni 50 e 60 del ‘900, fu realizzato un alto muro con sviluppo sul Vicolo San Pietro, lungo il perimetro della corte intorno alla quale si articola la scuola , occludendo parzialmente la vista verso la facciata di San Domenico, e sottraendo all’uso pubblico il piazzale sopraelevato, sorta di tribuna, dal quale era possibile ammirare il complesso monumentale. I tarantini, e non solo, visto che i riti della Settimana Santa di Taranto sono noti in tutto il mondo, sanno bene quale sia l’importanza di quel luogo per la tradizione devozionale e culturale della città, e sentono il disagio provocato da quell’ingombrante impedimento, da quella barriera muraria che limita lo svolgimento di un momento corale, che cementa il senso di comunità di una cittadinanza per altri versi fortemente disgregata. Basti pensare alla grande presenza di pubblico in occasione della discesa della statua dell’Addolorata lungo la ripida scalinata nel Giovedì Santo.

Proprio per questo, nel programma di rigenerazione urbana della nostra città, ed in particolare della Città Vecchia, già nell’anno scorso, nel corso della mia breve esperienza assessorile, portai in Giunta la proposta di ripristinare la tribuna, abbattendo quelle invadenti barriere visive, in questo sostenuto con entusiasmo dal Sindaco e, sotto il profilo tecnico, dal personale (nell’occasione particolarmente appassionato) dell’Ufficio Risanamento Città Vecchia. Ora l’elaborazione progettuale è stata completata e l’Amministrazione Comunale si appresta a realizzare un’opera che io ritengo importantissima per la città, perché interessa un luogo simbolo della nostra comunità, un segno che, nella sua semplicità, rimarrà impresso nella memoria di tutti i cittadini e che equivale ad un vero gesto d’amore per Taranto e per la sua storia. Per quanto mi riguarda, non vedo l’ora che sia realizzata

Augusto Ressa

2 Commenti
  1. Vincenzo 4 settimane ago
    Reply

    Bene l’articolo ma in esso noto che la genesi della Chiesa non è completo. Difatti l’articolo cita come toponimo Vicolo San Pietro ma il vero toponimo è Vico San Pietro Imperiale. Quest’ultimo toponimo riviene, giustamente, dalle origini del convento benedettino che abitava la Chiesa e il convento che lasciarono nell’anno 1.200 e, sui resti, nel 1.300 venne costruito il tempio dedicato a San Domenico Maggiore con il suo bellissimo rosone che, mi pare, fu qualificato come “Monumento nazionale” Grazie e mi scuso. Vincenzo.

  2. Vincenzo 4 settimane ago
    Reply

    Bene l’articolo ma in esso noto che la genesi della Chiesa non è completo. Difatti l’articolo cita come toponimo Vicolo San Pietro ma il vero toponimo è: Vico San Pietro Imperiale. Quest’ultimo riviene, giustamente, dalle origini del convento benedettino che abitavano la Chiesa e il convento e che lasciarono nell’anno 1.200 e, sui resti, nel 1.300 venne costruito il tempio dedicato a San Domenico Maggiore con il suo bellissimo rosone che, mi pare, fu qualificato come “Monumento nazionale” Grazie e mi scuso. Vincenzo.

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