18 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 17:16:45

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Blitz Melody, scoperto un giro di squillo: 6 arresti

foto di Operazione Melody
Operazione Melody contro lo sfruttamento della prostituzione

Giro di squillo per vip in città: arresti dalla Polizia di Stato nella operazione “Melody”. All’alba di ieri gli agenti della Squadra Mobile hanno notificato ordinanze di custodia cautelare a sei persone, tra le quali una donna, ritenute responsabili a vario titolo di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di cittadine di nazionalità colombiana e dell’Est Europa, nonché di un cittadino brasiliano. La lunga attività investigativa ha consentito di raccogliere elementi indiziari al fine di delineare la struttura dell’organizzazione ed i compiti di ognuno dei cinque uomini appartenenti al gruppo, quattro dei quali hanno pregiudizi penali.

Lo spunto per le indagini, che hanno messo in luce l’organizzazione dedita allo sfruttamento di giovani prostitute sudamericane e provenienti da paesi dell’Est Europa, è stata la scoperta dalla Polizia di Stato, nel mese di giugno del 2020, di un appartamento a “luci rosse”. Nell’alcova sorpresa una donna di nazionalità colombiana in compagnia di un cliente. La locazione dell’appartamento, posto sotto sequestro, era riconducibile ad una sua connazionale la quale aveva ceduto il locale per esercitarvi la prostituzione dietro il pagamento di una quota di affitto. La donna, nel pubblicare gli annunci su internet, si faceva chiamare “Melody”.

Uno degli indagati aveva messo anche a disposizione tre appartamenti situati nel capoluogo jonico per ospitare le prostitute, riscuotendo la somma di 350 euro settimanali. L’uomo si occupava anche dei lavori di manutenzione, della preparazione e della gestione degli appartamenti, provvedendo anche ad acquistare il materiale necessario per l’attività di prostituzione, dando suggerimenti alle donne in ordine alle modalità con le quali esercitare il meretricio. Il trasporto delle donne da un appartamento ad un altro, la gestione delle case d’appuntamento e delle loro ospiti, la pubblicazione degli annunci pubblicati sui siti internet dedicati, fino alla riscossione degli affitti dalle donne, erano di competenza di un altro componente del gruppo il quale le curava in maniera autonoma e ben collaudata. I componenti dell’organizzazione, per nulla intimoriti dalla scoperta e dal conseguente sequestro di due case “a luci rosse” da parte della Squadra Mobile, hanno continuato, imperterriti, la loro attività illecita, fornendo alle ragazze precise indicazioni sui comportamenti da adottare per sottrarsi ai controlli di polizia e eliminando successivamente anche diversi annunci pubblicati on line.

Le indagini hanno poi accertato anche il coinvolgimento di una donna tarantina, che gestiva un centro massaggi nel capoluogo e che sfruttava l’attività delle giovani prostitute con guadagni che variavano dagli 80 ai 120 euro, a seconda della durata della prestazione. Sempre la Squadra Mobile nei giorni aveva arrestato altri due tarantini che avevano messo in piedi una articolata organizzazione deditia al favoreggiamento della prostituzione. Tra i componenti del gruppo anche la moglie, una cittadina bielorussa di 31 anni, e la madre, di uno degli arrestati, alle quali era stato affidato un importante ruolo nella gestione del giro a luci rosse.

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