24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 20:01:57

Cronaca News

Sciopero e nuovo scontro con Acciaierie d’Italia

foto di Incidente all'ex Ilva ora Acciaierie d'Italia
Incidente all'ex Ilva ora Acciaierie d'Italia

Sciopero del 21 maggio confermato nelle colate continue dell’Acciaieria 2. Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno ufficialmente confermato la giornata di protesta per il licenziamento di un lavoratore e la sospensione di altri due dopo l’esplosione avvenuta nel reparto il giorno di Pasquetta. In un documento congiunto i coordinatori rsu di Fim, Fiom e Uilm Vincenzo La Neve, Francesco Brigati e Gennaro Oliva hanno lamentato la totale assenza di dialogo con l’azienda malgrado la presenza dello Stato come socio di ArcelorMittal. “Il confronto con la direzione aziendale è stato inutile -hanno spiegato nel documentoin quanto continua a scaricare le responsabilità verso i lavoratori, provando ad incutere un clima di terrore all’interno della fabbrica.

Un incidente scaturito da modifiche impiantistiche che nulla hanno a che vedere con le attività degli stessi lavoratori. Infatti, gli enti ispettivi, intervenuti sul posto, in occasione dell’esplosione in Colata Continua 2, hanno riscontrato molte anomalie anche sullo stesso piano di emergenza”. Hanno evidenziato nel documento congiunto i tre sindacalisti. “Acciaierie d’Italia ha cambiato semplicemente la denominazione ma non la gestione della fabbrica. Il governo -hanno detto preoccupati-non può continuare a guardare, serve un radicale cambio di passo”. Preoccupazione ha manifestato anche Franco Rizzo, coordinatore provinciale dell’Usb per i due dipendenti sospesi: “Sono in attesa di provvedimento definitivo e si teme possa essere dello stesso tipo del primo (un dipendente è stato licenziato ndr). L’Unione Sindacale di Base teme che si crei un pericolosissimo precedente e rifiuta categoricamente la cattiva e scorretta consuetudine di addossare le responsabilità di mancati interventi manutentivi degli impianti, sui lavoratori che si trovano ad operare in condizioni di sicurezza assolutamente precarie. Coloro che riescono a salvarsi non riportando conseguenze serie, sembrano debbano pagare per questo. Tutto questo è assurdo e inaccettabile. Va garantito un ambiente di lavoro sicuro e sereno. L’Usb in tutto ciò continua ad essere accanto ai lavoratori”.

Alla vigilia dello sciopero rischiava di profilarsi un nuovo scontro fra azienda e sindacati metalmeccanici confederali per il ricorso alle comandate allargate. “Come era prevedibile, anche stavolta l’azienda ha fatto ricorso alle cosiddette comandate allargate – ha spiegato Olivacoordinatore di fabbrica Uilm -mettendo di comandata, obbligandogli alla presenza un alto numero di lavoratori, maggiore rispetto al passato, vanificando così il diritto allo sciopero”. Oliva non ritiene ci sia una reale esigenza produttiva per disporre le comandate per un alto numero di lavoratori e pensa che sia un escamotage, da parte dell’azienda, per cercare di vanificare lo sciopero.

“Abbiamo per domani quattro linee di colata continua presidiata. Chiediamo quindi che una sola linea sia presidiata rallentando a monte l’attività produttiva degli altiforni. E’ chiaro che la ghisa colata dagli altiforni si deve lavorare per una questione di sicurezza perchè non c’è la macchina per la granulazione della ghisa, ma proprio per questo diciamo di tenere al minimo le attività e avere solo una linea operativa. Altrimenti – è l’osservazione dell’esponente Uilm – se le quattro linee di colata continua sono operative, se quasi tutto il personale è presente in fabbrica perchè di comandata e non puo’ sottrarsiall’obbligo, che razza di sciopero è il nostro, a cosa serve?”. “Con Fim Cisl e Fiom Cgil – annuncia Oliva – stiamo pensando di scrivere al prefetto di Taranto e al custode giudiziario dell’area a caldo spiegandogli la situazione”.

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