21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Giugno 2021 alle 16:41:48

Cronaca News

Santa Rita, oggi il pellegrinaggio verso la chiesa di via Ancona

foto di Santa Rita
Santa Rita

Oggi, sabato 22, anche a Taranto si festeggia Santa Rita da Cascia, la santa dei miracoli impossibili e “Donna della speranza”, qual è appunto il tema delle celebrazioni 2021. Per tutta la giornata la chiesa di via Ancona, come sempre, sarà destinazione di continuo pellegrinaggio di fedeli, anche da tutta la provincia. Come lo scorso anno, a causa della pandemia, non ci saranno né la grande processione serale per le vie del quartiere né i festeggiamenti esterni ma solo le celebrazioni eucaristiche nell’ampio piazzale interno parrocchiale, con l’osservanza delle misure anticovid (distanziamento interpersonale e mascherina).

Le sante messe saranno celebrate in mattinata alle ore 7 – 10 – 11.30 (al termine, la supplica alla santa). In serata, alle ore 18.30, l’arcivescovo mons. Filippo Santoro, ormai presenza abituale alla festa, presiederà la solenne celebrazione eucaristica.; negli spazi predisposti, sacerdoti di diverse parrocchie saranno costantemente a disposizione per le confessioni. Giovani volontari, con le magliette recanti la scritta “Quelli del 22 maggio”, accoglieranno quanti interverranno alle celebrazioni, testimoniando la bellezza di essere cristiani e la gioia di comunicarlo. Non mancherà, dopo ogni santa messa, la tradizionale benedizione delle rose. La storia di Santa Rita è legata a questo fiore. I biografi raccontano infatti che negli ultimi momenti di vita, la donna, immobilizzata a letto, chiese alla cugina di portarle dal giardino della casa paterna una rosa e due fichi.

Era inverno, ma i fiori e i frutti c’erano e gliene furono portati. La rosa divenne così il simbolo della santa: un’esile ed umile donna riuscita a fiorire, nonostante le spine che la vita le aveva riservato, donando il buon profumo di Cristo e sciogliendo il gelido inverno di tanti cuori. “Alla santa ‘degli impossibili’ – dice il parroco mons. Gino Romanazzi – chiederemo di intercedere (oltre naturalmente per la fine della pandemia e la ripresa delle attività sociali e lavorative) per tutti gli ‘impossibili’ doni e miracoli affinché possano essere esauditi; a Lei chiederemo inoltre per noi, che un po’ ‘impossibili’ siamo, la vera conversione del cuore”. La parrocchia è caratterizzata dalla presenza dell’esperienza dei condomini missionari che, come chiede l’arcivescovo, “consumano la suola delle scarpe” bussando alle porte delle famiglie residenti per comunicare con gioia la bellezza dell’essere cristiani.

“Nessuna emergenza ci ha visto insensibili e quella educativa è una delle nostre priorità – spiega don Gino – Dall’inizio abbiamo scoperto l’esigenza di aiutare i ragazzi nel loro apprendimento scolastico attraverso il doposcuola gratuito. E poi c’è la più grande sfida dell’oratorio che, rispettando i protocolli anticovid, accoglie bambini fino a 15 anni, costituendo una valida esperienza di amicizia e di crescita umana di quanti vi partecipano: un evento che definirei l’emblema della certezza della speranza, che è, dunque, una costante della vita umana ed è la risorsa da cui si può ripartire nel dopo-Covid. Ciò può essere un punto adeguato su cui appoggiarsi per affrontare le sfide del reale con positività quando le circostanze diventano dure e contraddittorie e le difficoltà superano le nostre forze e la portata dei nostri tentativi». La parrocchia è continuamente alla ricerca, in una energica ripresa, di strumenti da adottare per far fronte alle tante altre emergenze, tenendo ben presente le parole dell’arcivescovo pronunciate nell’omelia per il nuovo anno pastorale, dal titolo “Commossi dall’amore di Cristo”: “La nostra prima missione quindi è quella di essere il Prossimo per ogni uomo e donna. In ognuno e per ciascuno c’è il buon samaritano. Dobbiamo permettere a Dio di parlare all’uomo e all’uomo di dialogare con Dio. Senza dimenticare che egli stesso si dichiara samaritano”. Questo avviene attraverso la confraternita di Santa Rita, le associazioni “Amici di Marcellino”, che va incontro ai bisogni dei minori a rischio e delle loro famiglie, “Famiglie per l’accoglienza”, che guida e sostiene le famiglie nel difficile cammino dell’adozione e dell’affido, “Compagnia di San Paolo”, un gruppo di famiglie che cresce nella fede semplice. Inoltre il “Centro di solidarietà per il lavoro” fa incontrare domanda e offerta, fornendo la possibilità di far conoscere, con il contributo di tutti, la creatività e operatività di chi è in cerca di occupazione; opportuna cura, sotto ogni punto di vista,viene riservata anche alle famiglie. Per l’attività caritativa, infine, sono attivi la Caritas parrocchiale e il Banco di solidarietà, con i parrocchiani, e anche i bambini con i loro genitori e i catechisti, che si adoperano per offrire viveri ai tanti che vivono nell’indigenza.

Angelo Diofano

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