22 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2021 alle 12:57:00

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Norberto Tamburrino: «Oggi si ascolta solo ciò che è proposto dal sistema»

foto di Norberto Tamburrino
Norberto Tamburrino

Oggi voglio parlarvi di un artista locale piuttosto ignorato nella programmazione eventi della nostra città, ma invece molto considerato fuori le nostre mura e in particolare nel mondo al punto da ricevere numerosi prestigiosi riconoscimenti. si chiama Norberto Tamburrino che, proprio di recente, precisamente il 14 maggio, ha conseguito il prestigioso “The Akademia 2021 Rising Star Award” presso The Akademia of Music Awards (Los Angeles) per un album di prossima uscita, realizzato durante il lockdown.

Pianista, compositore dal sound originale e corposo, Norberto ha realizzato oltre 80 composizioni originali e 8 album pubblicati da prestigiose etichette americane ed europee (Arabesque Records, Art Notes, Philology, Splasc(h)). Ha ricevuto: The Akademia 2020 Artist Vision Award” (“for exceptional talent, originality and vision in the field of music”), “The Akademia 2019 Executive Music Award (for outstanding creativity, artistry and professional achievement in the field of music), anche nel 2018 l’Akademia Music Award for Best Jazz Song, for his original composition ‘A Breath On Wings’. Nasce a Taranto nel 1964; a 13 anni comincia gli studi musicali per organo con Nucci Guerra. Nel 1980 inizia gli studi al pianoforte seguito dalla M° Anna Serafino e, successivamente, partecipa a Masterclasses con Enrico Pieranunzi, Franco D’andrea, Giorgio Gaslini, George Cables, Bob Mover, GianLuigi Trovesi, Claudio Fasoli.

Nel ‘94 frequenta l’anno accademico al “C. P. M. Siena jazz” studiando piano jazz con Danilo Rea, Stefano Battaglia e musica d’insieme con Marco Tamburini. Negli anni ‘90, a New York, frequenta Workshops e lezioni con Richard Clements, Frank Hewitt, Barry Harris, Jimmy Wass, Gilbert Coggins. Collabora da interprete e free launch in occasione di workshops e concerti tenuti in Puglia da Mc Coy Tyner, George Cables, Eddie Henderson, J D Allen. Ha suonato in numerose rassegne e concerti jazz prestigiosi patrocinati da Comuni in Puglia, Basilicata. Partecipa e replica, inoltre, a The Curated Concert Jazz Series, New York (aprile e novembre 2010). Ha collaborato con Joseph Lepore, Fabio Morgera, Bruce Cox, J. D. Allen, Billy Kaye, Daniel Carter, Roberto Ottaviano, Stuart Grant, John Chussad, Felice Mezzina, Michel Carrabba, Mike Rubini, Gianlivio Liberti, Giuseppe Bassi, Pierluigi Balducci, Dario Congedo, Vincenzo Lanzo, Pino Clementi, Marco Bardoscia, Davide Pettirossi, Alessandro Patti, Davide Penta, Mimmo Campanale e tanti altri. Ecco cosa hanno detto di lui prestigiosi operatori internazionali: “… Le raffinatezze armoniche si susseguono insieme a invenzioni melodiche interessanti e atmosfere classicheggianti, dando vita ad un piacevole cocktail di standards e brani originali, fra novità e tradizione…” (Vittorio Lo Conte, All About Jazz Italy); “… Soprattutto nelle composizioni originali, gli arrangiamenti e le improvvisazioni lasciano l’ascoltatore col fiato sospeso” (Paolo Piangiarelli, Philology Jazz Records), “… Lo stile è contempora neamente di derivazione concertistica classica e afro-percussiva, mentre lo sviluppo melodico-armonico cerca di evitare i clichè boppistici per ideare un andamento meno lineare e più spaziato che recupera alcune movenze di Randy Weston, Thelonious Monk e Andrew Hill” (Aldo Gianolio – da “Musica Jazz” – maggio ‘07); “È personaggio interessante, questo pianista della nuova onda di jazzisti pugliesi che si divide tra movenze classicheggianti e zone franche alla maniera westoniana, cui aggiunge masticate traiettorie vicine all’inevitabile Thelonious Monk (L. T. da “Jazz Magazine”- settembre ‘07); “Per fortuna il jazz italiano continua a percorrere numerose direzioni ed è sempre più semplice aver la possibilità di ascoltare qualcosa che sia non necessariamente consuetudine” (Pierluigi Zanzi – da “Suono.it”, gennaio ‘07”). Davvero ricca la sua discografia che Norberto Tamburrino accetta di elencarmi: Subconscious Falls, Art Notes Records 2014 .Lovely Tunes, Art Notes Records 2012 -”Thanks for the Riff”, Art Notes Records 2011 -”Revelations from the Sky”, Art Notes Records 2010 – “Ascoltabile Piano & Atmospheres”, Art Notes Records -2010 -”All Dreams We Can See In Your Eyes”, Art Notes Records-2009 (single) -“Reflection(s) on Monk”, Philology Jazz Records-2009, feat J D Allen, Joseph Lepore, Bruce Cox, Francesco Mariella – “Prigioniero Del Mare-Prisoner Of The Sea”, Arabesque Recordings –2007 feat J D Allen, Joseph Lepore, Bruce Cox -“Deco”, Splasc(H) Records, 2006-feat. J D Allen, Fabio Morgera.

Insomma, tutto questo mette in chiaro che abbiamo di fronte un artista molto carismatico. Ed è proprio qui che leggo nei suoi occhi una sorta di rammarico e malcontento per essere stato poco considerato nella sua città. Cosa pensa – gli chiedo – della musica proposta in Italia e nel mondo? «Rispetto al passato – risponde – la situazione è ancora peggiorata, il pubblico è sprofondato in una specie di immobilismo e pigrizia e la ricerca è ridotta al lumicino. Ritengo sia il momento dei prodotti preconfezionati, salvo poi lamentarsi. Internet che per molti aspetti è cosa altamente positiva, come controindicazione ha portato ad ascolti a saltelli e frettolosi: difficile, infatti, trovare qualcuno che ascolti un album per intero e con attenzione così come era consuetudine un tempo. In questo contesto diventa davvero difficile distinguere il buono dal cattivo. Adesso che l’elettronica scontata è predominante, l’uomo finisce con ascoltare solo ciò che viene promosso dal sistema: noise e suoni saturati, finti che spesso non possono certo essere chiamati Musica. C’è da dire che in altri stati c’è più attenzione da parte delle istituzioni per la ricerca di veri talenti e nell’inserimento di musica classica, jazz e comunque in acustico Cosa che purtroppo non avviene in Italia». A chiudere questa chiacchierata con Norberto e prima di salutarlo, gli chiedo soltanto il nome di alcuni personaggi che hanno rappresentato e influenzato il suo modo di fare musica. Eccoli: “Duke Ellington, John Coltrane, Brad Meldhau, Herbie Hancock, Chick Corea, Bill Evans e Hank Jones”. Alla Prossima

Vito Lalinga

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