14 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Giugno 2021 alle 08:14:58

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Via Garibaldi e la marina, com’erano e come sono oggi

foto di Via Garibaldi
Via Garibaldi

Via Garibaldi con la Marina è la parte bassa della città nata dalla espansione verso il Mar Piccolo realizzata attraverso colmate a mare costituite da sabbia, argilla e materiale di sedime e voluta dal programma di ricostruzione della città dell’imperatore Niceforo Foca II nel secolo X il quale aveva affidato al magistros Niceforo Foca Hexakionites, suo omonimo, il progetto di fortificazione della città. Via Garibaldi era l’arteria di collegamento che collegava, attraverso la Discesa del Vasto, la porta di Lecce e Piazza Castel Sant’Angelo alla Piazza Maggiore (Piazza Fontana) dove fervevano le attività commerciali vere e proprie e dove si svolgeva il mercato.

Da testimonianze d’archivio l’urbanizzazione della parte bassa risulta già dagli inizi del 1300 e già da allora rappresentava il centro vitale della città malgrado questa fosse costretta entro la cinta di difesa che ne impediva il contatto continuo con l’esterno. La struttura edilizia della parte bassa, a differenza di quella alta costituita da palazzi nobiliari imponenti e di pregio, era caratterizzata da case piccole, massimo due piani, le une addossate alle altre, malsane e collegate da stretti vicoli che non facevano passare né l’aria né la luce. Col Regio Decreto del 1 settembre 1865 e con la demolizione della cinta di difesa, Via Garibaldi acquistò una nuova fisionomia urbanistica e una nuova vita. Sulla Via Garibaldi si svolgeva tutta l’attività legata al mare e alla commercializzazione delle cozze, delle ostriche e del pesce, si snodavano negozi, magazzini, bar caffè, ristoranti; insomma era una strada di commercio e di passeggio con cavalli e carrozze che pullulava di vita e di attività fin dalle prime ore del giorno. Sulla Marina prospiciente Via Garibaldi erano attraccate le barche dei pescatori e nei magazzini al di là della strada c’erano i depositi del pesce e gli attrezzi per la pesca.

La strada era separata dalla battigia da una ringhiera sulla quale venivano stese le reti ad asciugare e al di là della quale i pescatori riparavano le nasse e le reti strappate. Più avanti c’era la dogana del pesce dove si svolgeva il mercato del pesce. Per lunghissimi anni e fino agli anni cinquanta Via Garibaldi e Via Cariati hanno pullulato di vita, ristoranti, trattorie, venditori di ostriche e di cozze. Poi è finito tutto. Sul lato sud della strada sono spariti gli antichi ristoranti, le friggitorie e i banchi delle cozze nere, delle cozze pelose e delle ostriche. Gli ultimi a chiudere i battenti sono stati il Pesce Fritto di Peppe Albano e il Gambrinus di Angiuline Gaeta. Via Cariati si trasformò in un caotico, rumoroso e antiigienico formicaio di commercianti di pesce. Al posto dei ristoranti e delle trattorie sorsero come funghi magazzini, depositi, celle frigorifere, davanti ai quali camions che venivano da ogni parte della regione e pescatori che contrattavano il prezzo del pesce con i loro clienti davano vita ogni giorno sulla strada e per terra ad un caotico ed antigienico mercato del pesce in un posto assolutamente inadeguato alla bisogna. La ressa, la confusione, le cassette del pesce per terra, i camions messi di traverso, bloccavano ogni giorno il traffico e facevano imbestialire gli automobilisti.

L’Amministrazione comunale negli anni 85/90 assunse l’iniziativa di progettare e costruire un mercato galleggiante del pesce (progetto Blandino) capace di ospitare celle frigorifero, stanze di contrattazione e financo parcheggi per i camion allo scopo di eliminare lo sconcio di quel mercato, liberare e restituire la via alla fruibilità dei cittadini. Il mercato galleggiante fu posizionato a nord del ristorante il Gambero, nella zona dove fino a qualche tempo fa erano in attività piccoli cantieri di manutenzione navale. Su quella struttura, in condizioni igieniche degne di una città civile, si è svolto per lunghi anni un mercato attivissimo. Fu così restituito alla città il meraviglioso affaccio a mare. Del mercato del pesce galleggiante si è persa la traccia. I suoi rottami ammalorati dal tempo e dall’abbandono giacciono semisommersi di fronte nella zona dei piccoli cantieri. Oggi sulla Marina certo non si stendono più ad asciugare le reti dei pescatori e le nasse non vengono più appese alla elegante ringhiera in ferro che divideva la strada dal mare perché quella ringhiera non c’è più, né si vedono più i pescatori riparare al sole le loro reti. In compenso sullo specchio d’acqua antistante la Marina continuano a sostare le barche dei pescatori e, attraccate alla banchina, continuano a dondolarsi pigramente e a sonnecchiare le paranze e le paranzelle dei pescatori d’altura.

Mario Guadagnolo

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